MODENA, 8 SETTEMBRE 2014

MODENA, 8 SETTEMBRE 2014

MODENA, 8 SETTEMBRE 2014

PEDASO (FM), 3 LUGLIO 2014

SORA (FR), 9 GIUGNO 2014

SORA (FR), 9 GIUGNO 2014

LUGO DI GREZZANA (VR), 5 GIUGNO 2014

LUGO DI GREZZANA (VR), 5 GIUGNO 2014

MODENA, 3 GIUGNO 2014

MODENA, 3 GIUGNO 2014

GALATONE (LE), 9 MAGGIO 2014

GALATONE (LE), 9 MAGGIO 2014

PALERMO, 11 APRILE 2014

PALERMO, 11 APRILE 2014

MODENA, 10 APRILE 2014

MODENA, 10 APRILE 2014

MODENA, 10 APRILE 2014

VITERBO, 21 MARZO 2014

VITERBO, 21 MARZO 2014

LECCE, 23 FEBBRAIO 2014

LECCE, 23 FEBBRAIO 2014

TORINO, 1 DICEMBRE 2013

TORINO, 1 DICEMBRE 2013

MANIFESTO SULLE UNIONI CIVILI

NO ALLE UNIONI CIVILI DI RENZI, BATTISTRADA DEL “MATRIMONIO” OMOSESSUALE

UN ATTACCO GLOBALE ALLA FAMIGLIA

Il messaggio finale del Sinodo chiede ai governi di «promuovere i diritti della famiglia per il bene comune», precisando che si tratta della famiglia fondata sull’«amore coniugale unico e indissolubile» e aperto alla vita. In Italia assistiamo al contrario: divorzio rapidissimo e privatizzato, fisco sempre meno a misura di famiglia, depenalizzazione dell’uso delle droghe cosiddette leggere, fecondazione artificiale eterologa, attacco ai medici e operatori sanitari che sull’aborto fanno obiezione di coscienza, sindaci che violano la legge trascrivendo «matrimoni» omosessuali contratti all’estero rappresentano altrettante tessere di un mosaico dietro al quale è difficile non vedere la regia globale di una cultura ostile alla famiglia e alla vita. E ora arrivano le «unioni civili» fra persone omosessuali.
ACCOGLIERE LE PERSONE OMOSESSUALI
Le persone omosessuali devono essere accolte – come insegnano il «Catechismo della Chiesa Cattolica», lo stesso Sinodo e Papa Francesco, con affermazioni che anche i non credenti possono condividere – con «rispetto, compassione e delicatezza», evitando nei loro confronti ogni «marchio di ingiusta discriminazione», senza giudicare le persone in quanto persone.
Da ogni convivenza derivano diritti e doveri, che in gran parte la legge italiana già riconosce anche ai conviventi omosessuali: assistenza in ospedale, in carcere, subentro nei contratti di locazione e così via.
«UNIONI CIVILI»?
L’espressione «unioni civili», come Papa Francesco ha ricordato nell’intervista al Corriere della Sera del 5 marzo 2014, comprende «diverse forme», da valutare una per una.
Non siamo in linea di principio contrari a testi unici o altri strumenti, i quali elenchino i diritti e i doveri che derivano dalle convivenze, anche omosessuali, ove necessario con aggiustamenti pratici di carattere amministrativo e civile.
LA PROPOSTA RENZI: SI SCRIVE «UNIONI», SI LEGGE «MATRIMONIO»
Siamo invece contrari alle «unioni civili» proposte da Renzi, perché introducono qualcosa che è uguale al matrimonio tranne che nel nome e in un limite posto all’adozione. L’esperienza inglese insegna che queste «unioni civili» dopo qualche anno cambiano nome in «matrimonio» in modo pressoché naturale e indolore. L’esperienza tedesca, invocata da Renzi, mostra come introducendo la possibilità di adottare i figli biologici di uno dei conviventi si offra un assist alla magistratura per allargare costantemente l’area dell’adozione in nome del principio di uguaglianza.
NO ALLE UNIONI CIVILI DI RENZI, SÌ ALLA FAMIGLIA
Le «unioni civili» di Renzi non sono l’alternativa ma il battistrada al «matrimonio» omosessuale. Lo assicura l’uomo di Renzi per i «nuovi diritti», il sottosegretario Scalfarotto: «L’unione civile non è un matrimonio più basso, ma la stessa cosa. Con un altro nome per una questione di realpolitik» (Repubblica, 16-10-2014).
Chi vuole davvero dire sì alla famiglia e no al «matrimonio» e alle adozioni omosessuali, deve dunque dire no fin da oggi al progetto di «unioni civili» di Renzi. 
Roma, 21 ottobre 2014
Sì alla famiglia
Sì alla famiglia è una rete di comitati locali che riuniscono associazioni desiderose di promuovere i diritti della famiglia naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna. Per informazioni: www.siallafamiglia.it

Sì ALLA FAMIGLIA

CONFERENZA SULLA FAMIGLIA NATURALE A PISA, IL 4 DICEMBRE 2014

SCIENZA E VITA

La famiglia come società naturale fondata sul matrimonio (artt. 29 Cost.) dinanzi alle sfide post-moderne

 

Pisa 4 dicembre 2014 – ore 15.30 – 18.30

 

Aula Magna della Procura della Repubblica di Pisa, Via Beccaria 18

 

Relatori:

 

Prof. Massimo Gandolfini, Direttore Dipartimento Neuroscienze Fondazione “Poliambuanza”

 

Prof. Cesare Mirabelli, Presidente Emerito Corte Costituzionale

 

Prof. Mauro Paladini, Professore Associato Scuola Superiore S. Anna e Università di Brescia

 

Dott. Alfredo Mantovano, Magistrato presso la Corte di Appello di Roma

 

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COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO SI’ ALLA FAMIGLIA – ROMA DEL 18 SETTEMBRE 2014

Mentre Roma è nei guai, il Sindaco Marino

pensa al riconoscimento delle nozze gay celebrate all’estero

Mentre la città eterna è piena di problemi, dalla mancanza di lavoro, alle casse comunali a secco, dalle giovani coppie in difficoltà, agli anziani lasciati senza assistenza, dal traffico sempre più caotico, alle strade che sembrano una gruviera, il Sindaco Marino che fa? Con procedura d’urgenza convoca il Consiglio Comunale per il 25 settembre e chiede “ai partiti politici e al presidente dell’Assemblea Capitolina Mirko Coratti che si avvii il processo per il riconoscimento dei matrimoni contratti all’estero di etero e omosessuali di coppie che si trasferiscono a vivere qui. Credo che sia una normale decisione di civiltà”. read more…

15-19 SETTEMBRE MANTOVA, VERONA, PROVINCIA DI CREMONA. CINQUE PRESENTAZIONI DI “SI’ ALLA FAMIGLIA”, CON MASSIMO INTROVIGNE

sì libro

  1. Lunedì 15 settembre ore 21, Bozzolo (MN), Salone Paolo VI, presso l’oratorio, Piazza don Primo Mazzolari.
  2. Martedì 16 settembre ore 21, Sabbioneta (MN) presso Teatro dell’Oratorio, Via Briziano 23 (dietro la chiesa parrocchiale).
  3. Mercoledì 17 settembre ore 18, Verona presso la Parrocchia S. Pietro Apostolo, Via Todeschini.
  4. Giovedì 18 settembre ore 21, Torre de’ Picenardi (CR) presso la Sala Consiliare del Municipio.
  5. Venerdì 19 settembre ore 21, Mantova presso la Fondazione dell’Università di Mantova, in via Scarsellini 2.

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IL MINISTRO DELLA SAUTE RISPONDE AL QUESTION TIME SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA ETEROLOGA

Nel pomeriggio del 29 ottobre il ministro della Salute Lorenzin ha risposto alla question time – interrogazione con risposta urgente nell’aula della Camera – proposta dalla on. Roccella sulla disciplina della procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo dopo la sentenza della Corte costituzionale. Pubblichiamo l’interrogazione e il resoconto della risposta del ministro e della replica dell’on. Roccella. Viene confermata con evidenza la necessità di una regolamentazione per legge della materia, e al tempo stesso la divergenza fra la volontà del ministro di pervenirvi e la volontà del governo che va nella direzione opposta.   read more…

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TESTO UNIFICATO SULLE “UNIONI CIVILI”: DISCUSSIONE IN COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO DEL 28.10.2014

UNIONI CIVILI

Il 28 ottobre è ripresa in Commissione Giustizia al Senato la discussione del testo unificato sulle “unioni civili”, che era stata sospesa il 30 luglio. Non vi è ancora l’annunciato disegno di legge del governo, per cui il testo di riferimento degli interventi continua a essere quello redatto dalla relatrice sen. Cirinnà (Pd). Nella discussione si sono susseguiti interventi fortemente critici dei senatori Ncd Compagna, Mancuso e Albertini e del senatore FI Malan.

 

Legislatura 17ª – 2ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 156 del 28/10/2014

 

GIUSTIZIA (2ª)

MARTEDÌ 28 OTTOBRE 2014

156ª Seduta

Presidenza del Presidente

PALMA

indi del Vice Presidente

BUCCARELLA

Interviene il vice ministro della giustizia Costa.

La seduta inizia alle ore 14.

IN SEDE REFERENTE

(14) MANCONI e CORSINI. - Disciplina delle unioni civili

(197) Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI ed altri. - Modifiche al codice civile in materia di disciplina del patto di convivenza

(239) GIOVANARDI ed altri. - Introduzione nel codice civile del contratto di convivenza e solidarietà

(314) BARANI e Alessandra MUSSOLINI. - Disciplina dei diritti e dei doveri di reciprocità dei conviventi

(909) Alessia PETRAGLIA ed altri. - Normativa sulle unioni civili e sulle unioni di mutuo aiuto

(1211) MARCUCCI ed altri. - Modifiche al codice civile in materia di disciplina delle unioni civili e dei patti di convivenza

(1231) LUMIA ed altri. - Unione civile tra persone dello stesso sesso

(1316) SACCONI ed altri. - Disposizioni in materia di unioni civili

(1360) Emma FATTORINI ed altri. - Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso

- e petizione n. 665 ad essi attinente

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 30 luglio.

Il senatore COMPAGNA (NCD) rileva che la proposta di testo unificato redatta dalla relatrice Cirinnà, e allegata al resoconto del 2 luglio, solleva forti perplessità sia sul piano del contenuto dei rapporti giuridici introdotti con i nuovi istituti, sia sul più complessivo versante delle compatibilità con il sistema costituzionale. E infatti si scambia proprio un tema di compatibilità con il quadro delineato dagli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione per una questione di allargamento dei diritti individuali. Tuttavia, i soggetti omosessuali non sono portatori di diritti autonomi, in quanto tali; altrimenti opinando si violerebbe la norma prevista dall’articolo 3 della Costituzione italiana, nonché le disposizioni di diritto internazionale pattizio che impongono di non operare distinzioni nella spettanza dei diritti individuali, in base al sesso e alle preferenze di genere. Le grandi acquisizioni culturali, giuridiche e sociali connesse con il costituzionalismo che si affaccia nella storia d’Europa tra il 1688 e il 1789, impongono ancora oggi, di non cadere in errore. Del resto, gli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione radicano la famiglia su un concetto molto chiaro e, così disponendo, impongono di evitare il conflitto tra l’espansione di diritti individuali e la definizione della formazioni sociali, tra le quali sono annoverate anche le cosiddette unioni civili.

Il senatore MANCUSO (NCD) ribadisce la posizione del proprio Gruppo di appartenenza secondo cui l’introduzione di nuove formazioni sociali cui ricondurre tutela giuridica rischia di travolgere o indebolire il quadro generale della famiglia legittima cui si riferisce la disciplina costituzionale. La ricerca di un clima di distensione nell’affrontare un tema che sempre più occupa l’agenda politica impone di non banalizzare l’importanza del diritto di famiglia e di non alterare gli equilibri e i rapporti tra chi sceglie l’istituto matrimoniale e chi, anche legittimamente, aspira a forme di riconoscimento e d’estensione dei diritti e dei benefici. Vanno perciò marginalizzate le tesi estremistiche e il confronto deve tendere ad evitare ogni posizione aprioristica. Ritiene che la disciplina dettata dall’articolo 29 della Costituzione, in combinato disposto con gli articoli 2 e 31, renda evidenti le incongruenze recate dagli articoli 3 e 7 della proposta di testo unificato. Non si può, infatti, introdurre una sorta di truffa delle etichette confondendo il matrimonio con istituti che, pur non avendo lo stesso nome, vi si richiamano in modo talvolta oscuro, tal’altra fin troppo espresso e generalizzante. Ne discenderebbero, infatti, ulteriori incongruenze sull’accesso pratico alle forme di genitorialità da parte delle coppie dello stesso sesso. L’articolo 2 della proposta di testo unificato, poi, interviene in materia di attribuzione del cognome di famiglia in modo distonico da deliberazioni parlamentari già adottate e contenute, tra l’altro, in un disegno di legge che, proprio in questi giorni, è stato trasmesso dalla Camera dei deputati al Senato della Repubblica. Ulteriori rilievi concernono l’articolo 4, comma 2, in materia di diritto successorio. Si introducono, infatti, ulteriori limiti alla capacità dispositiva del de cuius, mentre gli articoli 11 e 12 comportano elementi di asistematicità in materia di esercizio dei diritti personali in condizioni di fine vita a scapito degli eventuali figli e in favore del partner omosessuale. Si sofferma quindi sulla norma concernente la durata del diritto di abitazione, incomprensibilmente legata alla durata dell’unione civile tra persone dello stesso sesso. Dopo un ulteriore cenno ai rischi connessi con l’estensione dell’adozione anche in favore delle coppie omosessuali, conclude evidenziando la complessità e il rilievo dei profili critici svolti sulla proposta di testo unificato.

Dopo una breve premessa di sistema e alcuni cenni riferiti alla stessa etimologia del concetto di matrimonio, il senatore ALBERTINI (NCD) ne evidenzia la radice di istituto orientato alla procreazione. Anche solo da questo elemento si scorge l’anomalia sottesa all’ipotesi di affiancarvi altro istituto che, con nome diverso, ne faccia conseguire effetti simili, ma senza, naturalmente, che possa essere indirizzato alla procreazione e alla famiglia legittima in formazione. Ricorda che, non a caso, molti altri Paesi non conoscono istituti volti a fornire tutela giuridica a rapporti diversi da quelli fondati sul matrimonio. Svolge quindi ulteriori rilievi circa il sistema francese che, peraltro, non consente l’accesso all’adozione alle coppie in regime di unione civile. Soffermandosi quindi sull’ormai celebre modello tedesco rileva che è comunque difficile equiparare il matrimonio ad altro istituto che congiunge due persone in un vincolo da cui sorgano estesi e variegati diritti civili. Del resto è lo stesso articolo 31 della Costituzione a sancire, mediante una norma di agevolazione, l’importanza della formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi. Di qui, dunque, l’incongruenza sistemica in cui si incorre se si intende far evolvere i livelli di protezione sociale in una direzione diversa e dunque incerta.

La senatrice CHIAVAROLI (NCD) rileva che, alla base della difesa del matrimonio, vi è anche l’esigenza della tutela dei diritti dei deboli, dei soggetti svantaggiati e dei minori. Di qui la necessità di evitare forme di duplicazione tra istituti di cui uno si appalesi elastico, appetibile, deresponsabilizzante, l’altro, rigido e vincolante per definizione e quindi indebolito. Sempre in punto di sistema, peraltro, l’estensione dei diritti patrimoniali e della protezione del welfare in capo alle parti delle unioni civili rischia di mettere a repentaglio l’intera tenuta della difesa sociale dei singoli e della famiglie. Ne deriverebbero rischi sistemici e incongruenze giuridiche. Del resto, i rischi per la stessa natalità e per la propensione a fondare sulla famiglia i rapporti di coppia è legata anche a scelte legislative come quella in discussione. Le considerazioni che va svolgendo, dunque, riguardano l’opportunità in quanto tale di affiancare al matrimonio istituti potenzialmente competitivi che ne indeboliscano la portata, l’efficacia e la stessa funzione nell’ordinamento.

Secondo il senatore MALAN (FI-PdL XVII) la chiave della proposta di testo unificato si rinviene nell’articolo 3 e, più precisamente, nel comma 2, ove si introduce una clausola di equiparazione generale tra unioni civili e posizione del coniuge nell’ambito matrimoniale. Di qui l’impressione che si affianchi al matrimonio un istituto assai simile in tema di effetti, ma del tutto diverso quale modello, presupposti e funzione. Nella vulgata pubblica, la proposta di testo unificato guarderebbe al modello tedesco, evitando tuttavia di ricomprendervi l’accesso all’istituto dell’adozione; eppure – prosegue l’oratore – ciò non è del tutto veritiero, giacchè l’esclusione del solo articolo 6 della legge n. 183 del 1984 consentirebbe di avere accesso, da parate delle coppie omosessuali, almeno alle cosiddette adozioni speciali. Ritiene, pertanto, che l’implicito radicamento di una genitorialità diversa da quella naturale si scorga già dalla proposta di testo unico. Svolge, quindi, brevi cenni sui rischi e sull’eventualità che trovi accesso nell’ordinamento la cosiddetta “stepchild adoption“. Si sofferma, quindi, anche sull’articolo 6 della proposta di testo unificato che insieme a quella di cui alla già citata portata dell’articolo 3, sembra legittimare certe opere di indottrinamento e di convincimento culturale che vanno profilandosi nei luoghi e negli istituti di educazione dove avanza un concetto di famiglia orami sempre più aperto, libero e lontano da quello delineato dalla tradizione e, segnatamente, dagli articoli 29, 30 e 31 della Carta fondamentale. Dopo essersi soffermato sui rischi per il sistema di protezione sociale che deriverebbero dall’apertura e dall’accesso agli istituti di favore e ai benefici per le unioni civili fra persone dello stesso sesso, ricorda che, in Germania, alcune pronunce del giudice costituzionale hanno finito per estendere oltremodo la protezione giuridica ed economica originariamente prevista in favore delle coppie dello stesso sesso unite civilmente. Conclude precisando che occorre guardare innanzi e vedere i profili evolutivi inquietanti e assai incerti che si determinerebbero qualora vi fosse un eccesso di protezione giuridica per un modello di unione tra persone dello stesso sesso. Si aprirebbe il campo ad aspirazioni di accesso alla filiazione, anche mediante tecnologie e sistemi assai dubbi sul piano morale e sotto il profilo bioetico.

Il presidente PALMA rende noto che la discussione sulla proposta di testo unificato redatta dalla senatrice Cirinnà proseguirà nel corso della seduta di domani.

Dopo che il senatore CUCCA (PD) ha chiesto di valutare l’opportunità di convocare un’ulteriore seduta notturna per la giornata di domani, il PRESIDENTE, acquisito l’orientamento negativo dei senatori CALIENDO (FI-PdL XVII) e GIOVANARDI (NCD), precisa che lo spazio previsto per le sedute di mercoledì e giovedì già convocate appare senz’altro sufficiente per proseguire la discussione sulla proposta di testo unificato.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16,15.

COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA: ESAME DEL 28 OTTOBRE 2014 SUL DECRETO CHE PRIVATIZZA SEPARAZIONE E DIVORZIO

Pubblichiamo il resoconto della discussione, tenuta in Commissione Giustizia alla Camera il 28 ottobre, sul decreto legge n. 132/2014, che contiene – agli articoli 6 e 12 – norme che “privatizzano” la separazione e il divorzio. È da segnalare, in particolare, il motivato intervento critico dell’on. Pagano (Ncd); sui due articoli, per ragioni in parte diverse, hanno manifestato riserve anche gli on. Farina (Sel) e Bonafede (M5S). read more…

COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA: ESAME DEL 27 OTTOBRE 2014 SUL DECRETO CHE DISCIPLINA SEPARAZIONE E DIVORZIO

È iniziato alla Camera, in Commissione Giustizia, l’esame del decreto legge n. 132/2014, già approvato al Senato: esso contiene, agli articoli 6 e 12, una nuova disciplina della separazione e del divorzio, il cui contenuto è già stato illustrato su questo sito nelle settimane passate. Pubblichiamo il resoconto della prima seduta in Commissione, svolta il 27 ottobre. read more…

IL SOTTOSEGRETARIO ALL’INTERNO RISPONDE ALLE INTERROGAZIONI SULLE AGGRESSIONI ALLE SENTINELLE IN PIEDI

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Nella seduta del 27 ottobre il sottosegretario dell’Interno Bocci ha risposto a due interrogazioni, degli on. Pagano e altri e dell’on. Gigli e altri, riguardanti le aggressioni di gruppi lgbt e dell’area dell’antagonismo contro le veglie delle Sentinelle in piedi. Pubblichiamo, insieme con la risposta del rappresentante del governo, le repliche dei deputati interroganti e i testi delle loro interrogazioni. read more…

TAR DEL LAZIO: ORDINANZA DI SOSPENSIONE PER GLI AUMENTI ALLE TARIFFE DEGLI ASILI-NIDO

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Il 22 ottobre 2014 il Tar del Lazio ha dato ragione a un nutrito gruppo di genitori, che avevano impugnato la delibera del Comune di Roma, di aumento delle rette di iscrizione agli asili-nido della Capitale, e di esclusione del bonus – precedentemente previsto – per il terzo figlio iscritto. È una grande vittoria delle famiglie romane, che già il 4 ottobre avevano manifestato portando nella piazza del Campidoglio un migliaio di passeggini vuoti. L’iniziativa del ricorso e della manifestazione è del consigliere comunale di Roma Gigi De Palo. L’ordinanza del Tar è provvisoria, e il giudizio definitivo arriverà a gennaio, ma testimonia che quando vi è un impegno serio i risultati non mancano. read more…

INTERROGAZIONE DI SEL NELLA LOGICA DEL DDL SCALFAROTTO

 

Pubblichiamo questa interessante interrogazione di parlamentari esponenti di Sel, che potrebbe così sintetizzarsi: il sindaco di Roma trascrive matrimoni gay contro la legge, e fa il suo dovere. Un gruppo di persone protesta civilmente in piazza contro tale decisione, e va censurato e punito. Nella logica del ddl Scalfarotto. read more…

DIVORZIO SPRINT, UN AFFARE CHE DIVENTA PRIVATO

divorzio

Dopo aver fornito il resoconto della discussione in Senato e del relativo voto, riguardante la legge di conversione del decreto legge n. 132/2014, che abbiamo già segnalato su questo sito poiché contiene gli articoli 6 e 12 che privatizzano la separazione e il divorzio e, indirettamente il matrimonio, riproduciamo di seguito l’articolo di commento di Alfredo Mantovano, apparso oggi su La nuova Bussola quotidiana, quotidiano online. read more…

IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA SUL DECRETO CHE PRIVATIZZA IL MATRIMONIO

Ieri, 23 ottobre, il Senato ha approvato con voto di fiducia, la legge di conversione – con modificazione – del decreto legge n. 132/2014, che abbiamo già segnalato su questo sito poiché contiene gli articoli 6 e 12 che privatizzano la separazione e il divorzio e, indirettamente il matrimonio. Pubblichiamo:

  • (in pdf) il testo del maxiemendamento presentato dal governo, sul quale è stata posta la fiducia;
  • Il resoconto della discussione e delle dichiarazioni di voto, con l’indicazione nominativa di chi ha votato a favore e di chi contro;
  • Un articolo a commento uscito su La nuova Bussola Quotidiana, quotidiano on line, di oggi di Alfredo Mantovano. read more…

 Pubblichiamo la circolare che il ministro dell’Interno Alfano ha inviato ai prefetti italiani in tema di trascrizione nei registri dello stato civile dei matrimoni fra persone dello stesso. Il testo è chiaro e non ha bisogno di commenti: dopo l’illustrazione delle ragioni per le quali simili trascrizioni sono illegittime, vi è l’indicazione per i prefetti perché verifichino che i sindaci rispettino le norme italiane in vigore in tema di matrimonio. Qualora tale rispetto non avvenga, il sindaco verrà formalmente diffidato dal prefetto, il quale potrà annullare gli atti del sindaco illegittimamente adottati. È un passo formale necessario, che ci si augura ponga termine a iniziative come quella del sindaco di Bologna, o che vorrebbe varare il sindaco di Roma.

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MANIFESTO

Il 1° dicembre 2013 è stato presentato a Torino il Manifesto di Sì alla famiglia, che conteneva riferimenti a specifiche situazioni piemontesi. La crescita di Sì alla famiglia, con la costituzione di comitati in numerose regioni italiane, ha portato a una versione 2.0, nazionale (febbraio 2014), del Manifesto, sottoscritta da tutti i comitati locali

Un popolo del «sì»

Lo ha detto Papa Francesco, nel videomessaggio per l’iniziativa «Dieci piazze per dieci comandamenti», con parole che certamente valgono anche per i non cristiani e i non credenti: i Dieci Comandamenti, che tutelano la vita, la famiglia e la dignità della persona, rivolgendosi alla ragione prima ancora che alla fede, «non sono un inno al “no”, sono sul “sì”. […] Il “sì” all’Amore, e poiché io dico di “sì” all’Amore, dico “no” al non Amore, ma il “no” è una conseguenza di quel “sì”». Per dire sì all’amore e alla famiglia, oggi è necessario dire anche qualche no.

Per questo ci siamo uniti, per proporre a tutti un sì alla famiglia e a tutto quanto la promuove o la rafforza, e un sì anche all’accoglienza nella società e nelle comunità religiose – con rispetto – delle persone omosessuali, ma insieme un no al «matrimonio» e alle adozioni omosessuali, all’introduzione della cosiddetta ideologia di genere nelle scuole, e a una legge sull’omofobia la quale, introducendo un reato di opinione che rischia di mandare in prigione chi esprime con pacatezza idee contrarie ai «poteri forti» e alle lobby dominanti, ferisce gravemente la libertà di espressione. Non stiamo mettendo insieme cose diverse. Se avessimo avuto dei dubbi, ce li ha tolti l’intervista a L’Espresso del 26 agosto 2013 del relatore e principale promotore della legge contro l’omofobia, l’onorevole Ivan Scalfarotto, secondo cui tra questa legge e quella sul «matrimonio» omosessuale «una viene logicamente prima dell’altra».

Omofobia

Sì all’accoglienza rispettosa delle persone omosessuali, evitando ogni marchio di ingiusta discriminazione e colpendo severamente chi si macchia di atti di violenza, chi minaccia, chi insulta le persone omosessuali

Sì a punire in modo più grave, come la giurisprudenza in Italia già prevede, chi aggredisce, minaccia e insulta un omosessuale in quanto omosessuale – come un cristiano in quanto cristiano, un immigrato in quanto immigrato, e così via

Sì alla puntuale applicazione delle leggi in vigore che già puniscono le violenze, gli insulti e le minacce agli omosessuali e applicano a chi compie questi reati contro un omosessuale in quanto tale l’aggravante dei «motivi abietti» ed eventualmente quella di avere approfittato di condizioni di minore difesa

No a una legge contro l’omofobia che non si limita a incriminare e punire minacce, insulti e violenze contro gli omosessuali – il che, assolutamente giusto, è già previsto dalle leggi in vigore – ma inventa un reato di opinione che punisce con la reclusione, fino a un anno e sei mesi, chi propaganda «idee discriminatorie fondate sull’omofobia». Non vogliamo che vada in galera chi, per esempio, ripete con il Catechismo della Chiesa Cattolica che gli atti omosessuali sono «contrari alla legge naturale» e «in nessun caso possono essere approvati». Siamo consapevoli che nella società italiana esistono sul punto opinioni diverse. Ma davvero si ritiene giusto che sia sufficiente esprimere su questo tema, educatamente e senza violenza, tesi altre da quelle «politicamente corrette» per finire in prigione?

Educazione contro l’omofobia nelle scuole

Sì a campagne serie di prevenzione e repressione del bullismo nelle scuole e di ogni aggressione fisica o verbale rivolta contro chi è «diverso», si tratti di allievi ritenuti a torto o a ragione omosessuali, di disabili, di cristiani in classi dove nessuno va in chiesa, di immigrati

Sì a un’educazione che – superando la mera istruzione e la semplice retorica – aiuti tutti gli studenti ad apprezzare il valore intrinseco e assoluto di ogni persona umana, in quanto tale e a prescindere dalle sue caratteristiche o atteggiamenti

Sì al rispetto del ruolo primario dei genitori e delle diverse sensibilità, comprese quelle religiose, ogni volta che la scuola ritenga di affrontare temi relativi alla sessualità e all’affettività

No all’indottrinamento obbligatorio all’ideologia del gender, secondo la quale uomini o donne non si nasce ma si diventa e, liberandosi dai «condizionamenti» dell’anatomia, ogni ragazzo o ragazza sarebbe chiamato a scegliere liberamente se vuole essere uomo o donna – e no, certamente, a iniziative grottesche come quelle che, per non offendere vere o presunte sensibilità omosessuali, in diverse città italiane aboliscono la Festa della Mamma o la Festa del Papà, o sostituiscono «padre» e «madre» con «genitore 1» e «genitore 2» e simili.

«Matrimonio» omosessuale

Sì al riconoscimento che da ogni convivenza derivano diritti e doveri, applicando le norme in vigore che in Italia già tutelano ampiamente i conviventi, anche omosessuali, in materia di ospedali, carceri, subentro nei contratti d’affitto, ove necessario introducendo ulteriori aggiustamenti pratici di tipo amministrativo o civile

Sì alla promozione della famiglia formata da un uomo e da una donna, trascurata da troppo tempo e da troppi governi, anche attraverso l’introduzione di un fisco che sia davvero a misura di famiglia

Sì a misure che favoriscano la maternità, tutelino le famiglie numerose, prendano atto che in Italia la denatalità è un problema drammatico, con gravissime conseguenze economiche e sociali

No al riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, né come «matrimonio», perché il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna, né come «unioni civili» perché, in tutti i Paesi dove le unioni civili sono state introdotte, non si è mai trattato di alternative ma solo di battistrada per preparare il passaggio al «matrimonio» omosessuale. Non è vero che il «matrimonio» omosessuale non danneggia nessuno: la presenza di più modelli alternativi di famiglia danneggia la famiglia, che mai come oggi ha invece bisogno di essere preservata e difesa. E non è vero che i cristiani cercano d’imporre un loro modello agli altri: come recita anche l’articolo 29 della Costituzione italiana, quello della famiglia come «società naturale» è un modello ampiamente condiviso, che deriva appunto dalla legge naturale e non da norme specificamente religiose.

Adozioni omosessuali

Sì all’accoglienza piena e affettuosa nelle scuole e in ogni altra istituzione di ogni bambino, qualunque scelta abbiano compiuto i suoi genitori e con chiunque si trovi a vivere

Sì a un riesame delle norme sull’adozione, il quale eviti le interminabili lungaggini burocratiche che impediscono a molte coppie formate da un uomo e da una donna di adottare, come vorrebbero, un bambino

Sì a una severa vigilanza perché nessun bambino, dovunque si trovi, debba subire privazioni, violenze e abusi.

No all’adozione da parte di coppie omosessuali. Pur desiderando spesso tali coppie adottare un bambino, immaginando sinceramente di poter essere buoni genitori, siamo convinti che, per crescere con l’indispensabile consapevolezza di quanto bella e ricca sia la differenza fra l’uomo e la donna, ogni bambino abbia bisogno di un papà e di una mamma. A chi obietta che è meglio per tanti bambini essere adottati da coppie omosessuali che restare in orfanatrofio, rispondiamo che migliaia di coppie formate da un uomo e da una donna sono in lista di attesa, e molte non arriveranno mai all’adozione, a causa della macchinosità delle leggi e delle procedure.

ugciUnione Giuristi Cattolici Italiani



Sì ALLA FAMIGLIA: IL LIBRO

sì libro

Dalla presentazione dell’editore:

In principio fu la Manif pour tous, una delle più grandi manifestazioni della storia europea. Il 13 gennaio 2013 a Parigi un milione di persone scese in piazza per protestare contro il «matrimonio» omosessuale. La sfida è mondiale. Potenti lobby internazionali, talora legate alle Nazioni Unite, usano strumentalmente la tragedia dei preti pedofili per «ordinare » alla Chiesa di cambiare la sua dottrina in tema di famiglia e omosessualità. Massimo Introvigne, con lo psicologo Roberto Marchesini, ha smascherato le menzogne di questi gruppi nel volume Pedofilia. Una battaglia che la Chiesa sta vincendo (Sugarco, Milano 2014), contribuendo a una reazione cattolica indignata e globale che si è manifestata, vigorosa e inattesa, in molti Paesi. In Italia una legge liberticida sull’omofobia e le proposte insistite e arroganti di riconoscere le unioni civili – in prospettiva, il «matrimonio » – fra persone dello stesso sesso, concedendo loro anche di adottare bambini, hanno portato nelle piazze un grande popolo della famiglia. Mentre le Sentinelle in piedi, le cui veglie silenziose hanno commosso e stupito tante città italiane, e altri gruppi raccolgono singole persone desiderose di far sentire la loro voce, Introvigne ha promosso prima a Torino, poi in tutta Italia i comitati Sì alla famiglia, che riuniscono associazioni contrarie al « matrimonio » omosessuale e all’ideologia di genere. Si tratta in gran parte – anche se non mancano altre presenze – di cattolici, che vogliono essere fedeli al Magistero della Chiesa, di cui la seconda parte di questo volume elenca i testi fondamentali. Da una parte, la Chiesa insegna ad accogliere le persone omosessuali con « rispetto, compassione, delicatezza», senza mai giudicare le persone in quanto tali, come insegna Papa Francesco. Dall’altra, il Catechismo della Chiesa Cattolica – che il Papa richiama costantemente come fonte autorevole del Magistero – insegna che i comportamenti omosessuali sono «intrinsecamente disordinati» e non possono fondare istituti giuridici più o meno simili alla famiglia. Chi siamo noi per giudicare gli omosessuali? Ma chi siamo noi per non giudicare i comportamenti e le leggi, venendo meno al nostro dovere di cristiani e di cittadini? Questo libro, serenamente e pacatamente, offre gli elementi per un giudizio.

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