MODENA, 8 SETTEMBRE 2014

MODENA, 8 SETTEMBRE 2014

MODENA, 8 SETTEMBRE 2014

PEDASO (FM), 3 LUGLIO 2014

SORA (FR), 9 GIUGNO 2014

SORA (FR), 9 GIUGNO 2014

LUGO DI GREZZANA (VR), 5 GIUGNO 2014

LUGO DI GREZZANA (VR), 5 GIUGNO 2014

MODENA, 3 GIUGNO 2014

MODENA, 3 GIUGNO 2014

GALATONE (LE), 9 MAGGIO 2014

GALATONE (LE), 9 MAGGIO 2014

PALERMO, 11 APRILE 2014

PALERMO, 11 APRILE 2014

MODENA, 10 APRILE 2014

MODENA, 10 APRILE 2014

MODENA, 10 APRILE 2014

VITERBO, 21 MARZO 2014

VITERBO, 21 MARZO 2014

LECCE, 23 FEBBRAIO 2014

LECCE, 23 FEBBRAIO 2014

TORINO, 1 DICEMBRE 2013

TORINO, 1 DICEMBRE 2013

Sì ALLA FAMIGLIA

L’EDUCAZIONE SESSUALE? DEMOCRAZIA TOTALITARIA

Pubblichiamo di seguito un’intervista fatta da Luca Piacentini a Giancarlo Cerrelli, apparsa il 19 novembre 2014 su l’Informatore. Quotidiano liberale.

«Democrazia totalitaria», «indottrinamento inaccettabile»,  «pensiero unico» da combattere facendo squadra. Commenta così le recenti notizie sull’educazione sessuale nelle scuole che rimbalzano dall’estero l’avvocato Giancarlo Cerrelli, cassazionista e canonista, vicepresidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani. L’esperto non usa mezzi termini. Dalle sue parole emerge con chiarezza un dato: lo Stato qui – anche quello italiano – non è garante di libertà. Anzi: nel diffondere la “sex education”, si presta ad imporre un’ideologia, quella del “gender”, tutt’altro che condivisibile. read more…

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LA VIA ITALIANA ALL’ADOZIONE GAY

Pubblichiamo un articolo di Giancarlo Cerrelli, apparso sulla versione online di Tempi, il 15 novembre 2014.

È in atto, ormai da qualche tempo, un attacco all’istituto familiare, che sta divenendo sempre più aggressivo e articolato.

La strategia di tale attacco si muove su più fronti, da una parte favorendo l’accelerazione dell’eutanasia dei matrimoni in crisi, privatizzando e banalizzando il momento patologico della vita matrimoniale, con provvedimenti come quello promosso dal governo e già trasformato in legge, sulla c.d. negoziazione assistita, che consente ai coniugi in crisi di separarsi, o divorziare con l’aiuto di uno o più avvocati senza bisogno di passare dal giudice; o, alternativamente, con la possibilità da parte dei coniugi di rivolgersi direttamente e personalmente a un impiegato comunale, che farà le veci del sindaco, per procedere alla separazione, o al divorzio. read more…

Sì JUS

IDEOLOGIA GENDER: INTERPELLANZA DEL SENATORE GIOVANARDI

 Sulla propaganda ideologica del gender nella scuola pubblichiamo una nuova interpellanza del sen. Giovanardi.

Interpellanze

GIOVANARDIAl Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Premesso che a quanto risulta all’interpellante:

tempo fa stavano per essere distribuiti nelle scuole italiane opuscoli dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), un organismo del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri diretto da Marco De Giorgi, che ha competenza per legge sul contrasto alle discriminazioni razziali indebitamente e impropriamente allargate alle problematiche Lgbt; read more…

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DIVORZIO BREVE: SEDUTE DEL 18 NOVEMBRE 2014 DELLA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI E DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA

Sul disegno di legge che riduce sensibilmente i termini per la sentenza di divorzio la Commissione affari costituzionali del Senato ha espresso parere favorevole nella seduta del 18 novembre, mentre la Commissione giustizia ha aggiornato i lavori su un emendamento – proposto dalla relatrice sen. Filippini – che, fra le altre novità, permette a determinate condizioni la sentenza di divorzio senza passare dalla fase della separazione. Seguono i resoconti dei lavori delle due Commissioni. read more…

ADOZIONE DI MINORI DA PARTE DI GENITORI DELLO STESSO SESSO: IL TRIBUNALE DEI MINORI DI BOLOGNA SOLLEVA UNA QUESTIONE DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DELLE NORME VIGENTI

Pubblichiamo una ordinanza del Tribunale per i minorenni di Bologna, che solleva questione di legittimità costituzionale partendo dal seguente caso: una donna, unita in matrimonio negli U.S.A. ad altra donna, chiede al Tribunale per i minori di Bologna, città nella quale vive insieme alla partner da un paio di anni, il riconoscimento della sentenza statunitense che il 22 gennaio 2004 ha disposto l’adozione piena della minore, figlia biologica della sua partner.

 

Il tribunale bolognese, con decisione depositata il 10 novembre, solleva questione di legittimità costituzionale degli artt. 35 e 36 della legge n. 184 del 1983 «nella parte in cui – come interpretati secondo Diritto vivente – non consentono al giudice di valutare, nel caso concreto, se risponde all’interesse del minore adottato (all’estero), il riconoscimento della sentenza straniera che abbia pronunciato la sua adozione in favore del coniuge del genitore, a prescindere dal fatto che il matrimonio stesso abbia prodotto effetti in Italia (come per la fattispecie del matrimonio tra persone dello stesso sesso)». read more…

DIVORZIO BREVE: COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO, SEDUTA DEL 12 NOVEMBRE 2014

Pubblichiamo di seguito il resoconto dei lavori della seduta del 12 novembre della Commissione Giustizia del Senato, dedicata al c.d. divorzio breve. Dopo l’approvazione del decreto-legge “taglia-liti”, contenente la privatizzazione di separazione e divorzio, questo disegno di legge, già passato alla Camera, punta alla drastica riduzione dei tempi per separarsi/divorziare. Si è già nella fase del voto degli emendamenti. read more…

UNIONI CIVILI: SEDUTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO E DELLA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI DEL SENATO

Pubblichiamo i resoconti delle sedute dell’11 novembre in materia di unioni civili della Commissione Giustizia al Senato, per la parte di merito, e della Commissione Affari costituzionali, sempre al Senato, quanto alla espressione del parere di costituzionalità. Da segnalare sul merito l’intervento critico del presidente della Commissione Giustizia Nitto Palma (FI), e sulla costituzionalità i dubbi sollevati dal sen. Donato Bruno (FI). Lo stesso giorno 11 l’ufficio di presidenza della Commissione Giustizia del Senato ha deciso di concludere nel corso della settimana l’iter dell‘esame del disegno di legge n. 1504 e connessi, sul divorzio breve, e di concludere la discussione sulla proposta di testo unificato predisposta dalla relatrice in materia di unioni civili. read more…

QUANTA FRETTA PER DISGREGARE LA FAMIGLIA

divorzio

A commento dell’approvazione definitiva del decreto 132/2014, che privatizza separazione e divorzio, pubblichiamo un commento di Alfredo Mantovano, apparso oggi su La nuova Bussola Quotidiana, quotidiano online.

***

C’è un tratto che accomuna i provvedimenti finora imposti dal governo Renzi sui temi eticamente sensibili: si tratti di stravolgere le norme sulle droga, aprendo a una sua legalizzazione di fatto (è accaduto fra marzo e maggio di quest’anno), o di accettare senza battere ciglio l’anarchia sulla fecondazione artificiale (agosto), o infine di privatizzare la gestione delle crisi familiari (oggi), il filo conduttore è, insieme con la gravità del merito, il tratto semplicistico col quale si affrontano questioni che esigerebbero mesi di discussione monotematica. read more…


MANIFESTO SULLE UNIONI CIVILI

NO ALLE UNIONI CIVILI DI RENZI, BATTISTRADA DEL “MATRIMONIO” OMOSESSUALE

UN ATTACCO GLOBALE ALLA FAMIGLIA

Il messaggio finale del Sinodo chiede ai governi di «promuovere i diritti della famiglia per il bene comune», precisando che si tratta della famiglia fondata sull’«amore coniugale unico e indissolubile» e aperto alla vita. In Italia assistiamo al contrario: divorzio rapidissimo e privatizzato, fisco sempre meno a misura di famiglia, depenalizzazione dell’uso delle droghe cosiddette leggere, fecondazione artificiale eterologa, attacco ai medici e operatori sanitari che sull’aborto fanno obiezione di coscienza, sindaci che violano la legge trascrivendo «matrimoni» omosessuali contratti all’estero rappresentano altrettante tessere di un mosaico dietro al quale è difficile non vedere la regia globale di una cultura ostile alla famiglia e alla vita. E ora arrivano le «unioni civili» fra persone omosessuali.
ACCOGLIERE LE PERSONE OMOSESSUALI
Le persone omosessuali devono essere accolte – come insegnano il «Catechismo della Chiesa Cattolica», lo stesso Sinodo e Papa Francesco, con affermazioni che anche i non credenti possono condividere – con «rispetto, compassione e delicatezza», evitando nei loro confronti ogni «marchio di ingiusta discriminazione», senza giudicare le persone in quanto persone.
Da ogni convivenza derivano diritti e doveri, che in gran parte la legge italiana già riconosce anche ai conviventi omosessuali: assistenza in ospedale, in carcere, subentro nei contratti di locazione e così via.
«UNIONI CIVILI»?
L’espressione «unioni civili», come Papa Francesco ha ricordato nell’intervista al Corriere della Sera del 5 marzo 2014, comprende «diverse forme», da valutare una per una.
Non siamo in linea di principio contrari a testi unici o altri strumenti, i quali elenchino i diritti e i doveri che derivano dalle convivenze, anche omosessuali, ove necessario con aggiustamenti pratici di carattere amministrativo e civile.
LA PROPOSTA RENZI: SI SCRIVE «UNIONI», SI LEGGE «MATRIMONIO»
Siamo invece contrari alle «unioni civili» proposte da Renzi, perché introducono qualcosa che è uguale al matrimonio tranne che nel nome e in un limite posto all’adozione. L’esperienza inglese insegna che queste «unioni civili» dopo qualche anno cambiano nome in «matrimonio» in modo pressoché naturale e indolore. L’esperienza tedesca, invocata da Renzi, mostra come introducendo la possibilità di adottare i figli biologici di uno dei conviventi si offra un assist alla magistratura per allargare costantemente l’area dell’adozione in nome del principio di uguaglianza.
NO ALLE UNIONI CIVILI DI RENZI, SÌ ALLA FAMIGLIA
Le «unioni civili» di Renzi non sono l’alternativa ma il battistrada al «matrimonio» omosessuale. Lo assicura l’uomo di Renzi per i «nuovi diritti», il sottosegretario Scalfarotto: «L’unione civile non è un matrimonio più basso, ma la stessa cosa. Con un altro nome per una questione di realpolitik» (Repubblica, 16-10-2014).
Chi vuole davvero dire sì alla famiglia e no al «matrimonio» e alle adozioni omosessuali, deve dunque dire no fin da oggi al progetto di «unioni civili» di Renzi. 
Roma, 21 ottobre 2014
Sì alla famiglia
Sì alla famiglia è una rete di comitati locali che riuniscono associazioni desiderose di promuovere i diritti della famiglia naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna. Per informazioni: www.siallafamiglia.it

 Pubblichiamo la circolare che il ministro dell’Interno Alfano ha inviato ai prefetti italiani in tema di trascrizione nei registri dello stato civile dei matrimoni fra persone dello stesso. Il testo è chiaro e non ha bisogno di commenti: dopo l’illustrazione delle ragioni per le quali simili trascrizioni sono illegittime, vi è l’indicazione per i prefetti perché verifichino che i sindaci rispettino le norme italiane in vigore in tema di matrimonio. Qualora tale rispetto non avvenga, il sindaco verrà formalmente diffidato dal prefetto, il quale potrà annullare gli atti del sindaco illegittimamente adottati. È un passo formale necessario, che ci si augura ponga termine a iniziative come quella del sindaco di Bologna, o che vorrebbe varare il sindaco di Roma.

circolare

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MANIFESTO

Il 1° dicembre 2013 è stato presentato a Torino il Manifesto di Sì alla famiglia, che conteneva riferimenti a specifiche situazioni piemontesi. La crescita di Sì alla famiglia, con la costituzione di comitati in numerose regioni italiane, ha portato a una versione 2.0, nazionale (febbraio 2014), del Manifesto, sottoscritta da tutti i comitati locali

Un popolo del «sì»

Lo ha detto Papa Francesco, nel videomessaggio per l’iniziativa «Dieci piazze per dieci comandamenti», con parole che certamente valgono anche per i non cristiani e i non credenti: i Dieci Comandamenti, che tutelano la vita, la famiglia e la dignità della persona, rivolgendosi alla ragione prima ancora che alla fede, «non sono un inno al “no”, sono sul “sì”. […] Il “sì” all’Amore, e poiché io dico di “sì” all’Amore, dico “no” al non Amore, ma il “no” è una conseguenza di quel “sì”». Per dire sì all’amore e alla famiglia, oggi è necessario dire anche qualche no.

Per questo ci siamo uniti, per proporre a tutti un sì alla famiglia e a tutto quanto la promuove o la rafforza, e un sì anche all’accoglienza nella società e nelle comunità religiose – con rispetto – delle persone omosessuali, ma insieme un no al «matrimonio» e alle adozioni omosessuali, all’introduzione della cosiddetta ideologia di genere nelle scuole, e a una legge sull’omofobia la quale, introducendo un reato di opinione che rischia di mandare in prigione chi esprime con pacatezza idee contrarie ai «poteri forti» e alle lobby dominanti, ferisce gravemente la libertà di espressione. Non stiamo mettendo insieme cose diverse. Se avessimo avuto dei dubbi, ce li ha tolti l’intervista a L’Espresso del 26 agosto 2013 del relatore e principale promotore della legge contro l’omofobia, l’onorevole Ivan Scalfarotto, secondo cui tra questa legge e quella sul «matrimonio» omosessuale «una viene logicamente prima dell’altra».

Omofobia

Sì all’accoglienza rispettosa delle persone omosessuali, evitando ogni marchio di ingiusta discriminazione e colpendo severamente chi si macchia di atti di violenza, chi minaccia, chi insulta le persone omosessuali

Sì a punire in modo più grave, come la giurisprudenza in Italia già prevede, chi aggredisce, minaccia e insulta un omosessuale in quanto omosessuale – come un cristiano in quanto cristiano, un immigrato in quanto immigrato, e così via

Sì alla puntuale applicazione delle leggi in vigore che già puniscono le violenze, gli insulti e le minacce agli omosessuali e applicano a chi compie questi reati contro un omosessuale in quanto tale l’aggravante dei «motivi abietti» ed eventualmente quella di avere approfittato di condizioni di minore difesa

No a una legge contro l’omofobia che non si limita a incriminare e punire minacce, insulti e violenze contro gli omosessuali – il che, assolutamente giusto, è già previsto dalle leggi in vigore – ma inventa un reato di opinione che punisce con la reclusione, fino a un anno e sei mesi, chi propaganda «idee discriminatorie fondate sull’omofobia». Non vogliamo che vada in galera chi, per esempio, ripete con il Catechismo della Chiesa Cattolica che gli atti omosessuali sono «contrari alla legge naturale» e «in nessun caso possono essere approvati». Siamo consapevoli che nella società italiana esistono sul punto opinioni diverse. Ma davvero si ritiene giusto che sia sufficiente esprimere su questo tema, educatamente e senza violenza, tesi altre da quelle «politicamente corrette» per finire in prigione?

Educazione contro l’omofobia nelle scuole

Sì a campagne serie di prevenzione e repressione del bullismo nelle scuole e di ogni aggressione fisica o verbale rivolta contro chi è «diverso», si tratti di allievi ritenuti a torto o a ragione omosessuali, di disabili, di cristiani in classi dove nessuno va in chiesa, di immigrati

Sì a un’educazione che – superando la mera istruzione e la semplice retorica – aiuti tutti gli studenti ad apprezzare il valore intrinseco e assoluto di ogni persona umana, in quanto tale e a prescindere dalle sue caratteristiche o atteggiamenti

Sì al rispetto del ruolo primario dei genitori e delle diverse sensibilità, comprese quelle religiose, ogni volta che la scuola ritenga di affrontare temi relativi alla sessualità e all’affettività

No all’indottrinamento obbligatorio all’ideologia del gender, secondo la quale uomini o donne non si nasce ma si diventa e, liberandosi dai «condizionamenti» dell’anatomia, ogni ragazzo o ragazza sarebbe chiamato a scegliere liberamente se vuole essere uomo o donna – e no, certamente, a iniziative grottesche come quelle che, per non offendere vere o presunte sensibilità omosessuali, in diverse città italiane aboliscono la Festa della Mamma o la Festa del Papà, o sostituiscono «padre» e «madre» con «genitore 1» e «genitore 2» e simili.

«Matrimonio» omosessuale

Sì al riconoscimento che da ogni convivenza derivano diritti e doveri, applicando le norme in vigore che in Italia già tutelano ampiamente i conviventi, anche omosessuali, in materia di ospedali, carceri, subentro nei contratti d’affitto, ove necessario introducendo ulteriori aggiustamenti pratici di tipo amministrativo o civile

Sì alla promozione della famiglia formata da un uomo e da una donna, trascurata da troppo tempo e da troppi governi, anche attraverso l’introduzione di un fisco che sia davvero a misura di famiglia

Sì a misure che favoriscano la maternità, tutelino le famiglie numerose, prendano atto che in Italia la denatalità è un problema drammatico, con gravissime conseguenze economiche e sociali

No al riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, né come «matrimonio», perché il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna, né come «unioni civili» perché, in tutti i Paesi dove le unioni civili sono state introdotte, non si è mai trattato di alternative ma solo di battistrada per preparare il passaggio al «matrimonio» omosessuale. Non è vero che il «matrimonio» omosessuale non danneggia nessuno: la presenza di più modelli alternativi di famiglia danneggia la famiglia, che mai come oggi ha invece bisogno di essere preservata e difesa. E non è vero che i cristiani cercano d’imporre un loro modello agli altri: come recita anche l’articolo 29 della Costituzione italiana, quello della famiglia come «società naturale» è un modello ampiamente condiviso, che deriva appunto dalla legge naturale e non da norme specificamente religiose.

Adozioni omosessuali

Sì all’accoglienza piena e affettuosa nelle scuole e in ogni altra istituzione di ogni bambino, qualunque scelta abbiano compiuto i suoi genitori e con chiunque si trovi a vivere

Sì a un riesame delle norme sull’adozione, il quale eviti le interminabili lungaggini burocratiche che impediscono a molte coppie formate da un uomo e da una donna di adottare, come vorrebbero, un bambino

Sì a una severa vigilanza perché nessun bambino, dovunque si trovi, debba subire privazioni, violenze e abusi.

No all’adozione da parte di coppie omosessuali. Pur desiderando spesso tali coppie adottare un bambino, immaginando sinceramente di poter essere buoni genitori, siamo convinti che, per crescere con l’indispensabile consapevolezza di quanto bella e ricca sia la differenza fra l’uomo e la donna, ogni bambino abbia bisogno di un papà e di una mamma. A chi obietta che è meglio per tanti bambini essere adottati da coppie omosessuali che restare in orfanatrofio, rispondiamo che migliaia di coppie formate da un uomo e da una donna sono in lista di attesa, e molte non arriveranno mai all’adozione, a causa della macchinosità delle leggi e delle procedure.

ugciUnione Giuristi Cattolici Italiani



Sì ALLA FAMIGLIA: IL LIBRO

sì libro

Dalla presentazione dell’editore:

In principio fu la Manif pour tous, una delle più grandi manifestazioni della storia europea. Il 13 gennaio 2013 a Parigi un milione di persone scese in piazza per protestare contro il «matrimonio» omosessuale. La sfida è mondiale. Potenti lobby internazionali, talora legate alle Nazioni Unite, usano strumentalmente la tragedia dei preti pedofili per «ordinare » alla Chiesa di cambiare la sua dottrina in tema di famiglia e omosessualità. Massimo Introvigne, con lo psicologo Roberto Marchesini, ha smascherato le menzogne di questi gruppi nel volume Pedofilia. Una battaglia che la Chiesa sta vincendo (Sugarco, Milano 2014), contribuendo a una reazione cattolica indignata e globale che si è manifestata, vigorosa e inattesa, in molti Paesi. In Italia una legge liberticida sull’omofobia e le proposte insistite e arroganti di riconoscere le unioni civili – in prospettiva, il «matrimonio » – fra persone dello stesso sesso, concedendo loro anche di adottare bambini, hanno portato nelle piazze un grande popolo della famiglia. Mentre le Sentinelle in piedi, le cui veglie silenziose hanno commosso e stupito tante città italiane, e altri gruppi raccolgono singole persone desiderose di far sentire la loro voce, Introvigne ha promosso prima a Torino, poi in tutta Italia i comitati Sì alla famiglia, che riuniscono associazioni contrarie al « matrimonio » omosessuale e all’ideologia di genere. Si tratta in gran parte – anche se non mancano altre presenze – di cattolici, che vogliono essere fedeli al Magistero della Chiesa, di cui la seconda parte di questo volume elenca i testi fondamentali. Da una parte, la Chiesa insegna ad accogliere le persone omosessuali con « rispetto, compassione, delicatezza», senza mai giudicare le persone in quanto tali, come insegna Papa Francesco. Dall’altra, il Catechismo della Chiesa Cattolica – che il Papa richiama costantemente come fonte autorevole del Magistero – insegna che i comportamenti omosessuali sono «intrinsecamente disordinati» e non possono fondare istituti giuridici più o meno simili alla famiglia. Chi siamo noi per giudicare gli omosessuali? Ma chi siamo noi per non giudicare i comportamenti e le leggi, venendo meno al nostro dovere di cristiani e di cittadini? Questo libro, serenamente e pacatamente, offre gli elementi per un giudizio.

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