Sì ALLA FAMIGLIA: IL LIBROsì libro

Dalla presentazione dell’editore:

In principio fu la Manif pour tous, una delle più grandi manifestazioni della storia europea. Il 13 gennaio 2013 a Parigi un milione di persone scese in piazza per protestare contro il «matrimonio» omosessuale. La sfida è mondiale. Potenti lobby internazionali, talora legate alle Nazioni Unite, usano strumentalmente la tragedia dei preti pedofili per «ordinare » alla Chiesa di cambiare la sua dottrina in tema di famiglia e omosessualità. Massimo Introvigne, con lo psicologo Roberto Marchesini, ha smascherato le menzogne di questi gruppi nel volume Pedofilia. Una battaglia che la Chiesa sta vincendo (Sugarco, Milano 2014), contribuendo a una reazione cattolica indignata e globale che si è manifestata, vigorosa e inattesa, in molti Paesi. In Italia una legge liberticida sull’omofobia e le proposte insistite e arroganti di riconoscere le unioni civili – in prospettiva, il «matrimonio » – fra persone dello stesso sesso, concedendo loro anche di adottare bambini, hanno portato nelle piazze un grande popolo della famiglia. Mentre le Sentinelle in piedi, le cui veglie silenziose hanno commosso e stupito tante città italiane, e altri gruppi raccolgono singole persone desiderose di far sentire la loro voce, Introvigne ha promosso prima a Torino, poi in tutta Italia i comitati Sì alla famiglia, che riuniscono associazioni contrarie al « matrimonio » omosessuale e all’ideologia di genere. Si tratta in gran parte – anche se non mancano altre presenze – di cattolici, che vogliono essere fedeli al Magistero della Chiesa, di cui la seconda parte di questo volume elenca i testi fondamentali. Da una parte, la Chiesa insegna ad accogliere le persone omosessuali con « rispetto, compassione, delicatezza», senza mai giudicare le persone in quanto tali, come insegna Papa Francesco. Dall’altra, il Catechismo della Chiesa Cattolica – che il Papa richiama costantemente come fonte autorevole del Magistero – insegna che i comportamenti omosessuali sono «intrinsecamente disordinati» e non possono fondare istituti giuridici più o meno simili alla famiglia. Chi siamo noi per giudicare gli omosessuali? Ma chi siamo noi per non giudicare i comportamenti e le leggi, venendo meno al nostro dovere di cristiani e di cittadini? Questo libro, serenamente e pacatamente, offre gli elementi per un giudizio.

COSENZA - 10 GIUGNO 2015

UNIVERSITÀ DI JELGAVA (LETTONIA), 17 APRILE 2015

NONANTOLA (MO), 15 APRILE 2015

MODENA, 15 APRILE 2015

PADOVA, 17 MARZO 2015

CALUSCO D'ADDA (BG) - 10 MARZO 2015

MILANO - 17 GENNAIO 2015

TORINO - 29 NOVEMBRE 2014

MODENA, 8 SETTEMBRE 2014

SORA (FR), 9 GIUGNO 2014

GALATONE (LE), 9 MAGGIO 2014

MODENA, 10 APRILE 2014

TORINO, 1 DICEMBRE 2013

UNIONI CIVILI. «UNA LEGGE IMPRESENTABILE»: 60 INTELLETTUALI SCRIVONO AL PARLAMENTO. UN COMITATO DI PARLAMENTARI RISPONDE

Roma, 3-6-2015 (l.c.) Unioni civili, «una legge impresentabile». Lo scrivono a deputati e senatori 58 intellettuali, che firmano una lettera promossa dal sociologo Massimo Introvigne, presidente dei comitati Sì alla famiglia, e dal magistrato Alfredo Mantovano. I firmatati affermano che per raggiungere l’obiettivo condiviso di una società rispettosa e aperta nei confronti delle persone omosessuali lo strumento più adeguato è un testo unico – sul modello di quello presentato in Parlamento da Sacconi e Pagano – che elenchi i diritti e doveri che derivano dalle convivenze in materia di visite in ospedale, in carcere, locazioni e così via. La proposta Cirinnà sulle unioni civili propone invece un istituto sostanzialmente uguale al matrimonio, già aperto alle adozioni in alcune ipotesi. Come insegnano altri Paesi europei, afferma la lettera, con la Cirinnà saranno comunque i giudici, europei o italiani, a introdurre le adozioni senza limiti, e chiamare «matrimonio» qualcosa che nella sostanza lo è già sarà solo questione di tempo. Tra i firmatati, nomi noti del mondo cattolico – dalla giornalista Costanza Miriano a Maria Luisa Di Pietro e al neurochirurgo Massimo Gandolfini, dal presidente di sezione della Corte di Cassazione Mario Cicala all’economista Ettore Gotti Tedeschi, passando per i presidenti dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, dell’Associazione Medici Cattolici Italiani e di Scienza & Vita – ma anche tanti accademici di ogni orientamento religioso ed esponenti delle comunità ortodosse, protestanti di orientamento conservatore (molti i pentecostali), avventiste, mormoni, tra cui il presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana.

La lettera è consegnata il 3 giugno nella sede romana dei comitati Sì alla famiglia ai parlamentari che hanno risposto ai precedenti manifesti di Sì alla famiglia costituendo un Comitato dei parlamentari per la famiglia, che è presentato oggi e che alla Camera ha finora raccolto una sessantina di deputati, mentre ha iniziato le attività anche al Senato. La lista degli aderenti sarà pubblicata nei prossimi giorni sul sito www.siallafamiglia.it
Sì alla famiglia aderisce pure alla manifestazione nazionale annunciata per il 20 giugno, di cui diversi membri del comitato promotore firmano la lettera.

All.to: Lettera ai parlamentari, con elenco dei firmatari

UNIONI CIVILI: NO A UNA LEGGE IMPRESENTABILE

Onorevoli Senatori e Deputati,
Sentiamo dire da molti di voi che un’Italia veramente accogliente deve esserlo anche nei confronti dei suoi cittadini omosessuali. Lo pensiamo anche noi. Facciamo nostro l’invito di Papa Francesco a non giudicare né discriminare le persone omosessuali in quanto persone. Sosteniamo le proposte di legge che consolidano sotto forma di testo unico i diritti e i doveri che derivano da ogni convivenza in materia di visita in ospedale o in carcere, diritto all’abitazione e così via.
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito che non costituisce discriminazione riservare l’istituto del matrimonio e le adozioni alle sole coppie formate da un uomo e da una donna. La stessa Corte ha però sancito che, una volta introdotte unioni civili fra persone omosessuali analoghe al matrimonio, escludere l’adozione costituisce una discriminazione illecita.
Il Parlamento è chiamato a pronunciarsi sulla proposta cosiddetta Cirinnà sulle unioni civili. Come ha detto il «padre spirituale» di questa proposta, il sottosegretario Scalfarotto intervistato da «Repubblica» il 16 ottobre 2014, «l’unione civile non è un matrimonio più basso, ma la stessa cosa. Con un altro nome per una questione di realpolitik».
Alcuni di voi si dichiarano favorevoli alle unioni civili, purché non includano le adozioni e non si chiamino matrimonio. Ma – premesso che il ddl Cirinnà contiene già una significativa apertura alle adozioni, con la previsione della stepchild adoption, introduce un vero e proprio «rito» simile al matrimonio per l’avvio di una unione civile e richiama per questa le norme del codice civile che valgono per il matrimonio –, una volta introdotte le unioni civili, è certo che i giudici europei – o quelli italiani prima di loro – imporranno rapidamente per tutti le adozioni in nome del principio di non discriminazione. E, come la Francia, l’Inghilterra, l’Irlanda dimostrano – e la Germania è sulla stessa strada – una volta introdotta la «stessa cosa» del matrimonio, benché sotto diverso nome, la stessa opinione pubblica non comprenderà più perché non si chiami matrimonio.
Se dunque siete contrari al matrimonio e alle adozioni, dovrete riconoscere i diritti e i doveri dei conviventi omosessuali tramite uno strumento che non usi l’espressione «unioni civili» e che non sia la «stessa cosa» del matrimonio.
Con i migliori saluti,
Massimo Introvigne – Sociologo, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica e presidente nazionale dei Comitati Sì alla famiglia
Alfredo Mantovano – Magistrato, vice-presidente del Centro Studi Rosario Livatino
Mario Adinolfi – Direttore de La Croce
Domenico Airoma – Magistrato, vice-presidente del Centro Studi Rosario Livatino
Gianfranco Amato – Avvocato, presidente dei Giuristi per la Vita
Luigi Amicone – Direttore di Tempi
Valter Boero – Professore di Chimica dell’Università di Torino, vice-presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Piemonte
Pietro Bolognesi – Teologo evangelico
Filippo Boscia – Presidente nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani
Francesco Botturi – Ordinario di Filosofia morale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Giuseppe Cantello – Responsabile di Porte Aperte, Italia Sud
Enzo Paolo Caputo – Pastore della Chiesa cristiana avventista del 7° giorno in Sicilia
Dario Caroniti – Professore associato di Storia delle dottrine politiche, Università di Messina
Carlo Casini – Presidente onorario del Movimento per la Vita
Ambrogio Cassinasco – Sacerdote ortodosso, Torino
Paolo Castellina – Coordinamento del movimento ecclesiale Sentieri Antichi Valdesi

Giancarlo Cerrelli – Avvocato, vice-presidente centrale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani
Demetrio Chiatto – Musicista e docente di chitarra
Mario Cicala – Magistrato
Giacomo Ciccone – Presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana
Stefano Maria Commodo – Avvocato, presidente dell’Istituto Piemontese di Studi Economici e Giuridici
Carlo Costalli – Presidente Movimento Cristiano Lavoratori (MCL)
Ugo De Carlo - Magistrato amministrativo presso il TAR Emilia-Romagna
Leonardo De Chirico – Teologo evangelico
Maria Luisa Di Pietro – Docente di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
Marco Dipilato – Vice-presidente dell’AGESC di Milano e Monza-Brianza
Adriana Falsone – Giornalista
Pasquale Foca – Pastore della Chiesa Cristiana Evangelica della Riconciliazione di Reggio Calabria
Massimo Gandolfini – Neurochirurgo e psichiatra, vice-presidente nazionale di Scienza & Vita
Luca Giordano – Avvocato, Palermo
Roberto Gontero – Presidente nazionale dell’AGESC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche)
Ettore Gotti Tedeschi – Economista
Alessandro Iovino – Scrittore e presidente della Christian House
Marco Invernizzi – Direttore de La Roccia e conduttore di Radio Maria
Giampiero Leo – Ufficio di direzione del Manifesto per Torino
Giacomo Loggia – Pastore della Chiesa Cristiana Pentecostale di Gela
Francesco Lombardo – Avvocato e docente di diritto canonico
Emanuela Lulli – Medico, segretaria nazionale di Scienza & Vita
Ermanno Malaspina – Professore associato di lingua e letteratura latina dell’Università di Torino
Chiara Mantovani – Medico, consigliere nazionale di Scienza & Vita
Paolo Marchionni – Medico, consigliere nazionale di Scienza & Vita
Mauro Mazza – Giornalista e scrittore
Costanza Miriano – Giornalista
Assuntina Morresi – Professore di Chimica Fisica dell’Università di Perugia e componente del Comitato Nazionale di Bioetica
Claudia Navarini – Professore associato di Filosofia morale dell’Università Europea di Roma
Stefano Nitoglia – Avvocato, coordinatore dei Comitati Sì alla Famiglia del Lazio
Giuseppe Pasta – della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni
Felice Petraglia – Direttore della Clinica ostetrica e ginecologica della Scuola di specializzazione dell’Università di Siena e consigliere nazionale di Scienza & Vita
Simone Pillon – Avvocato e consigliere nazionale del Forum delle Associazioni Familiari
Renzo Puccetti – Medico e docente di bioetica
Pierluigi Ramorino – Presidente dell’Associazione Nonni 2.0
Giancarlo Rinaldi – Docente in pensione di Storia del Cristianesimo presso l’Università degli Studi di Napoli l’Orientale
Paola Ricci Sindoni – Ordinario di Filosofia dell’Università di Messina, presidente nazionale di Scienza & Vita
Mauro Ronco – Ordinario di Diritto Penale nell’Università di Padova, presidente del Centro Studi Rosario Livatino
Giacomo Samek Lodovici – Docente di Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e consigliere nazionale di Scienza & Vita
Giuseppe Scaringella – Presidente nazionale della Missione Cristo Regna Italia
Gianluca Segre – Docente di storia e filosofia, presidente dell’AEC – Associazione per le attività educative e culturali di Torino
Nazzareno Ulfo – Pastore della Chiesa battista riformata «Sola Grazia»
Filippo Vari – Ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università Europea di Roma
Giorgio Zappacosta – Commercialista, già Segretario generale della Federcalcio
Vladimir Zelinskij – Sacerdote ortodosso, scrittore
Giuseppe Zola – Coordinatore del Comitato Famiglia Educazione Libertà
Roma, 3 giugno 2015
Per informazioni: www.siallafamiglia.it
info@siallafamiglia.it Tel.: 349-5007708

IN EVIDENZA

SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE N. 15138/15, DEPOSITATA IL 20 LUGLIO 2015, SULLA RETTIFICAZIONE ANAGRAFICA DEL SESSO A PRESCINDERE DALL’INTERVENTO MEDICO-CHIRURGICO

TESTO DELLA SENTENZA: Corte di Cassazione Sentenza n.15138-2015

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Pubblichiamo la recentissima sentenza della Cassazione n. 15138/2015 in tema di cambiamento di sesso senza necessità di intervento chirurgico, dalla quale emerge il rilievo di categorie come l’”autopercezione”, il “ruolo sociale” e il mutamento di “prospettiva socio-culturale”. La sentenza è seguita da un commento – cui ne seguiranno altri – dell’Avv. Stefano Nitoglia, componente del Consiglio di segreteria del Centro studi Rosario Livatino.  

 

Commento di Stefano Nitoglia

I princìpi hanno una loro logica intrinseca, dalla quale non si scappa. È avvenuto anche con la legge 164 del 1982, che ha autorizzato il cambiamento, definito “rettificazione”, del sesso anagrafico.

Stabilisce l’articolo 1 della detta legge, che “La rettificazione si fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell’atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali”. Un successivo intervento legislativo (D.Lgs. n. 150/2011, articolo 31, comma 4) ha precisato che tale cambiamento si realizza “mediante trattamento medico-chirurgico”, “ quando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali”. read more…

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DECISIONE DELLA CORTE EUROPEA PER I DIRITTI DELL’UOMO SUI MATRIMONI TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO IN ITALIA: TESTO E COMMENTO

Testo della sentenza: CASE OF OLIARI AND OTHERS v. ITALY

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Commento di Domenico Airoma.

La Corte Europea per i diritti dell’uomo, quarta sezione, nella decisione del 21 luglio 2015, resa nella causa Oliari e altri c. Italia, ha ritenuto sussistente la violazione dell’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo con riferimento alla circostanza che la legislazione italiana non preveda alcun forma di riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso.

I giudici di Strasburgo, nel ripercorrere le precedenti sentenze emesse in materia, ribadiscono il presupposto dell’ampio margine di apprezzamento di cui godono i giudici nazionali in presenza di questioni moralmente e politicamente sensibili, come nel caso del riconoscimento delle unioni omosessuali. read more…

VERSO LA DERIVA EUGENETICA? LA SENTENZA N. 96/2015 DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Vi proponiamo un commento dell’Avv. Vincenzina Maio alla sentenza n. 96, depositata il 5 giugno scorso, della Corte Costituzionale, pubblicata integralmente il 15 giugno 2015 su “Sì jus”: la detta sentenza, che ha dichiarato illegittimo un ulteriore passaggio della L. 40/2004 sulla fecondazione artificiale, quello che precludeva la diagnosi pre-impianto, si situa nella scia delle precedenti sentenze della Consulta, demolitorie dell’impianto della legge 40, ed apre alla possibilità dello scivolamento verso una deriva eugenetica della giurisprudenza costituzionale. read more…

Sì ALLA FAMIGLIA

CRONACHE DI RESISTENZA PARLAMENTARE ALLE NOZZE GAY

giovanardi

Pubblichiamo di seguito un articolo di Alfredo Mantovano apparso il 2 agosto 2015 su La nuova Bussola Quotidiana, quotidiano online.

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A seguirne l’iter in Senato, il disegno di legge sulle unioni civili viene ritenuto un provvedimento di particolare urgenza, come se fosse un decreto da convertire in legge entro un termine breve e tassativo, o comunque qualcosa di cui non si può fare a meno se non per i giorni necessari ad approvarne gli articoli che lo compongono. Per il governo, per la maggioranza che lo sostiene (con le eccezioni che verranno indicate fra breve), ma pure per una parte significativa delle opposizioni – Sel e M5S -, l’introduzione nell’ordinamento italiano della sostanziale parificazione al matrimonio dell’unione fra persone dello stesso sesso ha carattere di priorità, e quindi deve avere la precedenza.

Precedenza, per esempio, su una discussione a Montecitorio o a Palazzo Madama che solleciti il premier e il ministro dei Trasporti a riportare decoro e funzionalità a Fiumicino; o che approfondisca l’adeguatezza della nostra legislazione e dell’azione di prevenzione della minaccia terroristica; o che sblocchi il sistema di esame delle domande di asilo e di protezione umanitaria, e scelga una strada per affrontare nelle sedi europea e nazionale la nuova dimensione della migrazione; o che dia seguito ai dati obiettivi sulle condizioni economiche e sociali del Sud d’Italia, da ultimo descritte nel rapporto Svimez di due giorni fa. Si tratta di quisquilie, di rilievo secondario rispetto all’introduzione del matrimonio gay: quelle non meritano neanche l’iscrizione all’ordine del giorno in sedute ordinarie del Parlamento; questo va trattato anche con 40° gradi, nel cuore dell’estate e in sedute notturne. read more…

ANSA “GAY: INTROVIGNE, SENTENZA ABERRANTE, MA NON IMPONE TIPO DI UNIONI”

 

Gay:  Introvigne, sentenza aberrante, ma non impone tipo unioni. Comitati Sì alla famiglia, non é assist a ddl Cirinnà e adozioni.
 (ANSA) – ROMA, 21 LUG – La sentenza “Oliari e altri contro Italia” della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è giudicata ”aberrante” dal sociologo torinese Massimo Introvigne, presidente nazionale dei Comitati Sì alla famiglia, in quanto ”viola la sovranità dei singoli Stati e si basa anche su informazioni errate, in quanto afferma in modo apodittico che i sondaggi stabiliscono che gli italiani sono in maggioranza favorevoli alle unioni omosessuali, mentre i sondaggi offrono una panoramica molto più sfumata”. Ma Introvigne invita anche a leggere bene la sentenza, senza limitarsi ai comunicati stampa.
“Leggendo con attenzione il lungo testo si trova l’ affermazione che l’Italia è obbligata a introdurre un qualche riconoscimento delle convivenze omosessuali, ma nello stesso tempo che sulle modalità di questo riconoscimento il nostro Parlamento è sovrano – e ci mancherebbe altro. In particolare la Corte, richiamando sue sentenze precedenti, sottolinea con forza che nessun Paese è obbligato a introdurre le adozioni omosessuali”, dice Introvigne. “Non si tratta dunque di un assist alla legge Cirinnà, che all’articolo 5 comprende appunto le adozioni, nella forma della ‘stepchild adoption’, cioè dell’adozione del figlio naturale o adottivo di uno dei conviventi omosessuali da parte dell’altro – prosegue -. Né la sentenza obbliga a introdurre la reversibilità delle pensioni, la cerimonia in comune per l’unione civile o determinate disposizioni ereditarie. I ‘diritti fondamentali’ dei conviventi di cui parla possono essere assicurati anche da forme molto più semplici di ricognizione normativa che riconoscano uno statuto delle convivenze senza alcuna assimilazione al matrimonio, quale quello Sacconi-Pagano appoggiato da Sì alla famiglia”. (ANSA).

LE SOLITE QUATTRO GRANDI BUGIE SULLA CANNABIS LIBERA

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Riprendiamo l’articolo di Alfredo Mantovano, apparso il 20 luglio 2015 su La nuova Bussola Quotidiana, quotidiano online.

La novità della proposta di legalizzare lo spaccio delle droghe qualificate “leggere” non sta negli argomenti che adoperano i suoi 218 parlamentari sottoscrittori: li abbiamo a noia da circa 40 anni. La novità è che il Parlamento italiano si trova oggi nelle sciagurate condizioni di approvare un testo del genere; quel che è accaduto dall’inizio del governo in carica legittima questa conclusione: da marzo 2014 a oggi, su impulso dell’esecutivo e col sostegno della sua maggioranza sono stati approvati il divorzio breve, il divorzio facile, una pessima controriforma della legge sulla droga, si è scelto di non dare alcuna legislativa alle sentenze della Consulta su eterologa e selezione genetica pre-impianto, e si è andati avanti col gender a scuola, se pur con qualche apparente correzione di rotta. read more…

Sì JUS

D.D.L. SULLE UNIONI CIVILI: RESOCONTI DELLE SEDUTE DEL 29 LUGLIO 2015 IN COMMISSIONE BILANCIO E COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO

Pubblichiamo i resoconti delle sedute del 29 luglio della Commissione Bilancio e della Commissione Giustizia del Senato, dedicata – quanto alla prima – alla discussione e al voto del parere sulla copertura finanziaria del disegno di legge sulle unioni civili, il c.d. “Cirinnà” e – quanto alla seconda – all’esame del merito del provvedimento. E’ il caso di accompagnare i resoconti con qualche considerazione:
1. il provvedimento viene trattato al Senato con  particolare urgenza, come se fosse un decreto legge da convertire in legge entro un termine breve e tassativo, ovvero una legge di stabilità, da approvare celermente a fronte di una emergenza finanziaria. Il che vuol dire che per il Governo, la maggioranza che lo sostiene (con le eccezioni che verranno indicate fra breve) e una parte significativa delle opposizioni – Sel e M5S -, l’introduzione nell’ordinamento italiano della sostanziale parificazione al matrimonio dell’unione fra persone dello stesso sesso ha carattere di priorità, e quindi deve avere la precedenza. Che ciò sia conclamato risulta con evidenza ancora maggiore dai lavori della Commissione Giustizia, che – come già deciso dalla conferenza dei capigruppo – ha avviato le sedute notturne; read more…

SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE N. 15138/15, DEPOSITATA IL 20 LUGLIO 2015, SULLA RETTIFICAZIONE ANAGRAFICA DEL SESSO A PRESCINDERE DALL’INTERVENTO MEDICO-CHIRURGICO

TESTO DELLA SENTENZA: Corte di Cassazione Sentenza n.15138-2015

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Pubblichiamo la recentissima sentenza della Cassazione n. 15138/2015 in tema di cambiamento di sesso senza necessità di intervento chirurgico, dalla quale emerge il rilievo di categorie come l’”autopercezione”, il “ruolo sociale” e il mutamento di “prospettiva socio-culturale”. La sentenza è seguita da un commento – cui ne seguiranno altri – dell’Avv. Stefano Nitoglia, componente del Consiglio di segreteria del Centro studi Rosario Livatino.  

 

Commento di Stefano Nitoglia

I princìpi hanno una loro logica intrinseca, dalla quale non si scappa. È avvenuto anche con la legge 164 del 1982, che ha autorizzato il cambiamento, definito “rettificazione”, del sesso anagrafico.

Stabilisce l’articolo 1 della detta legge, che “La rettificazione si fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell’atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali”. Un successivo intervento legislativo (D.Lgs. n. 150/2011, articolo 31, comma 4) ha precisato che tale cambiamento si realizza “mediante trattamento medico-chirurgico”, “ quando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali”. read more…

DECISIONE DELLA CORTE EUROPEA PER I DIRITTI DELL’UOMO SUI MATRIMONI TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO IN ITALIA: TESTO E COMMENTO

Testo della sentenza: CASE OF OLIARI AND OTHERS v. ITALY

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Commento di Domenico Airoma.

La Corte Europea per i diritti dell’uomo, quarta sezione, nella decisione del 21 luglio 2015, resa nella causa Oliari e altri c. Italia, ha ritenuto sussistente la violazione dell’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo con riferimento alla circostanza che la legislazione italiana non preveda alcun forma di riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso.

I giudici di Strasburgo, nel ripercorrere le precedenti sentenze emesse in materia, ribadiscono il presupposto dell’ampio margine di apprezzamento di cui godono i giudici nazionali in presenza di questioni moralmente e politicamente sensibili, come nel caso del riconoscimento delle unioni omosessuali. read more…

UTERO IN AFFITTO, IL GIUDICE: NON È REATO

Sentenza su maternità surrogata_17 LUGLIO 2015

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Commento di Massimo Introvigne, apparso su Il Mattino, il 30 luglio 2015:

Il giudice delle indagini preliminari di Napoli, con sentenza del 17 luglio 2015 di cui sono state ora depositate le motivazioni, ha assolto una coppia di Pozzuoli che si è recata in Ucraina – nell’ambito di un «turismo procreativo» sempre più diffuso – dove il seme dell’uomo italiano ha fecondato in vitro l’ovulo di una «donatrice». L’embrione così ottenuto è stato poi impiantato in un’altra donna ucraina, che lo ha partorito. Originariamente il bambino era stato registrato all’anagrafe ucraina come figlio della madre naturale, ma un giorno dopo è stato formato in Ucraina un nuovo atto di nascita, che indica invece come genitori la coppia di Pozzuoli. Tale secondo certificato è  poi stato trasmesso dalla cancelleria del Consolato italiano di Kiev all’ufficiale di stato civile di Pozzuoli. Secondo l’accusa, la coppia avrebbe così tentato di ingannare il Comune di Pozzuoli, presentando come proprio figlio naturale un bambino nato invece in seguito alla pratica dell’utero in affitto, illecita in Italia. read more…