MILANO - 17 GENNAIO 2015

TORINO - 29 NOVEMBRE 2014

MODENA, 8 SETTEMBRE 2014

SORA (FR), 9 GIUGNO 2014

GALATONE (LE), 9 MAGGIO 2014

MODENA, 10 APRILE 2014

TORINO, 1 DICEMBRE 2013

Sì ALLA FAMIGLIA: IL LIBROsì libro

Dalla presentazione dell’editore:

In principio fu la Manif pour tous, una delle più grandi manifestazioni della storia europea. Il 13 gennaio 2013 a Parigi un milione di persone scese in piazza per protestare contro il «matrimonio» omosessuale. La sfida è mondiale. Potenti lobby internazionali, talora legate alle Nazioni Unite, usano strumentalmente la tragedia dei preti pedofili per «ordinare » alla Chiesa di cambiare la sua dottrina in tema di famiglia e omosessualità. Massimo Introvigne, con lo psicologo Roberto Marchesini, ha smascherato le menzogne di questi gruppi nel volume Pedofilia. Una battaglia che la Chiesa sta vincendo (Sugarco, Milano 2014), contribuendo a una reazione cattolica indignata e globale che si è manifestata, vigorosa e inattesa, in molti Paesi. In Italia una legge liberticida sull’omofobia e le proposte insistite e arroganti di riconoscere le unioni civili – in prospettiva, il «matrimonio » – fra persone dello stesso sesso, concedendo loro anche di adottare bambini, hanno portato nelle piazze un grande popolo della famiglia. Mentre le Sentinelle in piedi, le cui veglie silenziose hanno commosso e stupito tante città italiane, e altri gruppi raccolgono singole persone desiderose di far sentire la loro voce, Introvigne ha promosso prima a Torino, poi in tutta Italia i comitati Sì alla famiglia, che riuniscono associazioni contrarie al « matrimonio » omosessuale e all’ideologia di genere. Si tratta in gran parte – anche se non mancano altre presenze – di cattolici, che vogliono essere fedeli al Magistero della Chiesa, di cui la seconda parte di questo volume elenca i testi fondamentali. Da una parte, la Chiesa insegna ad accogliere le persone omosessuali con « rispetto, compassione, delicatezza», senza mai giudicare le persone in quanto tali, come insegna Papa Francesco. Dall’altra, il Catechismo della Chiesa Cattolica – che il Papa richiama costantemente come fonte autorevole del Magistero – insegna che i comportamenti omosessuali sono «intrinsecamente disordinati» e non possono fondare istituti giuridici più o meno simili alla famiglia. Chi siamo noi per giudicare gli omosessuali? Ma chi siamo noi per non giudicare i comportamenti e le leggi, venendo meno al nostro dovere di cristiani e di cittadini? Questo libro, serenamente e pacatamente, offre gli elementi per un giudizio.

Sì alla famiglia lancia un Testo unico sui diritti dei conviventi

vedi il testo completo

Sì alla famiglia ha presentato a Roma in una riunione con parlamentari di diversi partiti, e propone con un comunicato del 16 gennaio, un testo unico sui diritti dei conviventi. Il testo elenca e ribadisce quanto l’ordinamento italiano già prevede, esplicitamente o implicitamente, per le persone impegnate in convivenze. Tra questi l’assistenza del partner in ospedale e in carcere e la successione nei contratti di locazione. Il testo ribadisce che il partner di fatto ha titolo, a determinate condizioni, al risarcimento del danno subito dall’altro partner e all’indennizzo che spetta al partner vittima di delitti di mafia o di terrorismo. Tutto questo per le convivenze tra persone sia di sesso diverso, sia dello stesso sesso.

Lo scopo è quello di distinguere con estrema chiarezza il cosiddetto “matrimonio” omosessuale, con la conseguente possibilità di adottare figli, cui siamo assolutamente contrari anche qualora lo si nasconda pudicamente sotto il nome di “unioni civili”, dal riconoscimento dei diritti e doveri che derivano dalle convivenze. Per questo, a differenza di quanto fa il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, non parliamo di unioni civili – una sigla che in tutta Europa significa qualcosa di analogo in tutto al matrimonio tranne che nel nome – e non prevediamo né l’adozione né la riserva di legittima per la successione né la reversibilità delle pensioni, che sono cose tipiche dei matrimoni o almeno di simil-matrimoni. Sì alla Famiglia ricorda che non sono oppositori del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili o delle proposte annunciate da Renzi a sostenere che le unioni civili sono matrimoni sotto altro nome. Lo ha affermato in un’intervista a «Repubblica» del 16 ottobre 2014 lo stesso sottosegretario Scalfarotto, dichiarando che «l’unione civile non è un matrimonio più basso, ma la stessa cosa. Con un altro nome per una questione di realpolitik». E se anche si costruisse un istituto presentato come “la stessa cosa” del matrimonio senza adozioni, è certo che le adozioni, com’è avvenuto in Germania e in altri Paesi, sarebbero rapidamente introdotte dalla Corte Costituzionale in nome del principio di uguaglianza.

Questo testo, che rende maneggevoli e coordina disposizioni che l’ordinamento italiano già comprende , permetterà ai parlamentari di schierarsi e agli elettori di comprendere le loro posizioni. Chi vuole il “matrimonio” omosessuale, completo di adozioni subito o tra qualche anno, potrà votare le unioni civili della Cirinnà o di Renzi. Chi vuole ribadire che ai conviventi, dello stesso sesso o di sessi diversi, sono riconosciuti i diritti e i doveri relativi alla sanità, alle carceri, alla locazione, ai risarcimenti, ma vuole chiudere la porta al “matrimonio” e alle adozioni, ora ha un testo su cui convergere.

“COMPRAVENDITA” DI FIGLI ALL’ESTERO? PER STRASBURGO È “FAMIGLIA” E GLI ACQUIRENTI VANNO RISARCITI

FIGLI

Alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha condannato l’Italia per aver tolto bambino a una coppia che lo aveva avuto da madre surrogata in Russia, facciamo seguire oggi – in esclusiva per Sì Jus – il commento della dott.ssa Marianna Orlandi, dell’Università di Padova.

 

 

Con sentenza del 27 gennaio 2015 (ricorso n. 25358/12), la Corte di Strasburgo ha inferto l’ennesimo violento colpo alla famiglia. Se il Governo italiano non chiedesse il riesame della decisione alla Grande Camera e se quest’ultima non dovesse esprimersi in modo difforme, è probabile che anche il divieto nazionale di maternità surrogata sia presto destinato, se non a scomparire del tutto, a divenire lettera morta. Il mercato dei bambini, e delle gestanti pronte a partorirli, conoscerebbe forse ancora dei limiti, ma soltanto geografici e di agevolissimo superamento. La pronuncia in commento, invero, non soltanto rimarca, ancora una volta, la “fluidità” di quel concetto di “famiglia” che l’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo tutelerebbe. Essa fa altresì dipendere, e di qui la sua intrinseca e potente gravità, il risarcimento che l’Italia dovrà versare ai coniugi, ricorsi all’estero alla pratica vietata, da un preteso “miglior interesse del bambino”. Un interesse dietro al quale, invero, non si riesce a scorgere che lo strapotere del dio denaro, capace di rendere legittima ogni cosa. read more…

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Sì ALLA FAMIGLIA

UN ARGINE CONTRO LA DEPENALIZZAZIONE DELL’INCESTO

incesto

Riportiamo di seguito un’intervista fatta da Gelsomino Del Guercio a Giancarlo Cerrelli e apparsa il 23 gennaio 2015 su Aleteia.

***

Una diciottenne sta pianificando le sue nozze. Il promesso sposo, scrive il New York Times Magazine, è il padre biologico, quello che l’ha concepita quando era uno studente universitario: la storia con la madre della ragazza non è andata, e i due si sono lasciati prima che lei partorisse. read more…

Sì JUS

SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO CHE CONDANNA L’ITALIA PER AVER TOLTO A UNA COPPIA IL FIGLIO OTTENUTO DA MADRE SURROGATA

Pubblichiamo nella versione originaria – con una nota esplicativa –  la sentenza della Corte europea dei diritti dell’ uomo che condanna l’Italia per aver tolto bambino a una coppia che lo aveva avuto da madre surrogata in Russia: la coppia otterrà un risarcimento e il bambino resterà nella famiglia che lo ha adottato nel 2013. Nei prossimi giorni la esamineremo e la commenteremo su questo sito. Con la sentenza pubblichiamo anche la motivazione della posizione in dissenso del giudice Raimondi, componente italiano della Corte. read more…

CASO PILLON: INTERPELLANZA AL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE

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Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 382 del 22/01/2015

 

 

Interpellanze

GIOVANARDI, Luciano ROSSI, FORMIGONI, ALBERTINI, GASPARRI, MALANAl Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Premesso che, per quanto risulta agli interpellanti:

in data 21 gennaio 2015 l’ufficio stampa dell’associazione “Omphalos” ha diffuso un comunicato nel quale ammette che durante un’assemblea di istituto presso il liceo “Alessi” di Perugia nel 2012, sul tema del “bullismo omofobico”, venne messo a disposizione degli studenti materiale «appositamente realizzato in tre diverse tipologie che affrontano i rapporti fra “uomo e uomo”, fra “donna e donna ” e tra “uomo e donna”»; read more…

INTERPELLANZA ALLA CAMERA DELL’ON. GIGLI SULLA PILLOLA DEL GIORNO DOPO

Pubblichiamo la discussione, avvenuta venerdì 16 gennaio nell’aula della Camera, riguardante l’interpellanza urgente dell’on. Gigli, cui ha risposto il sottosegretario alla Salute De Filippo, sulla c.d. pillola del giorno dopo. Va segnalato che le puntuali controindicazioni all’uso del “farmaco” dell’interpellante non solo non hanno trovato convincente e rassicurante replica da parte del governo, ma anzi sono rese più preoccupanti dalla considerazione in sede europea del prodotto come “da banco”, e quindi sfornito della verifica medica che avviene con la prescrizione. read more…

TESTO UNICO SUI DIRITTI DEI CONVIVENTI

 
 Sì alla famiglia ha presentato a Roma in una riunione con parlamentari di diversi partiti, e propone con un comunicato del 16 gennaio, un testo unico sui diritti dei conviventi. Il testo elenca e ribadisce quanto l’ordinamento italiano già prevede, esplicitamente o implicitamente, per le persone impegnate in convivenze. Tra questi l’assistenza del partner in ospedale e in carcere e la successione nei contratti di locazione. Il testo ribadisce che il partner di fatto ha titolo, a determinate condizioni, al risarcimento del danno subito dall’altro partner e all’indennizzo che spetta al partner vittima di delitti di mafia o di terrorismo. Tutto questo per le convivenze tra persone sia di sesso diverso, sia dello stesso sesso.

Lo scopo è quello di distinguere con estrema chiarezza il cosiddetto “matrimonio” omosessuale, con la conseguente possibilità di adottare figli, cui siamo assolutamente contrari anche qualora lo si nasconda pudicamente sotto il nome di “unioni civili”, dal riconoscimento dei diritti e doveri che derivano dalle convivenze. Per questo, a differenza di quanto fa il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, non parliamo di unioni civili – una sigla che in tutta Europa significa qualcosa di analogo in tutto al matrimonio tranne che nel nome – e non prevediamo né l’adozione né la riserva di legittima per la successione né la reversibilità delle pensioni, che sono cose tipiche dei matrimoni o almeno di simil-matrimoni. Sì alla Famiglia ricorda che non sono oppositori del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili o delle proposte annunciate da Renzi a sostenere che le unioni civili sono matrimoni sotto altro nome. Lo ha affermato in un’intervista a «Repubblica» del 16 ottobre 2014 lo stesso sottosegretario Scalfarotto, dichiarando che «l’unione civile non è un matrimonio più basso, ma la stessa cosa. Con un altro nome per una questione di realpolitik». E se anche si costruisse un istituto presentato come “la stessa cosa” del matrimonio senza adozioni, è certo che le adozioni, com’è avvenuto in Germania e in altri Paesi, sarebbero rapidamente introdotte dalla Corte Costituzionale in nome del principio di uguaglianza.

Questo testo, che rende maneggevoli e coordina disposizioni che l’ordinamento italiano già comprende , permetterà ai parlamentari di schierarsi e agli elettori di comprendere le loro posizioni. Chi vuole il “matrimonio” omosessuale, completo di adozioni subito o tra qualche anno, potrà votare le unioni civili della Cirinnà o di Renzi. Chi vuole ribadire che ai conviventi, dello stesso sesso o di sessi diversi, sono riconosciuti i diritti e i doveri relativi alla sanità, alle carceri, alla locazione, ai risarcimenti, ma vuole chiudere la porta al “matrimonio” e alle adozioni, ora ha un testo su cui convergere. read more…