UNIVERSITÀ DI JELGAVA (LETTONIA), 17 APRILE 2015

NONANTOLA (MO), 15 APRILE 2015

MODENA, 15 APRILE 2015

PADOVA, 17 MARZO 2015

CALUSCO D'ADDA (BG) - 10 MARZO 2015

MILANO - 17 GENNAIO 2015

TORINO - 29 NOVEMBRE 2014

MODENA, 8 SETTEMBRE 2014

SORA (FR), 9 GIUGNO 2014

GALATONE (LE), 9 MAGGIO 2014

MODENA, 10 APRILE 2014

TORINO, 1 DICEMBRE 2013

LOCRI, 27 FEBBRAIO 2015

Sì ALLA FAMIGLIA: IL LIBROsì libro

Dalla presentazione dell’editore:

In principio fu la Manif pour tous, una delle più grandi manifestazioni della storia europea. Il 13 gennaio 2013 a Parigi un milione di persone scese in piazza per protestare contro il «matrimonio» omosessuale. La sfida è mondiale. Potenti lobby internazionali, talora legate alle Nazioni Unite, usano strumentalmente la tragedia dei preti pedofili per «ordinare » alla Chiesa di cambiare la sua dottrina in tema di famiglia e omosessualità. Massimo Introvigne, con lo psicologo Roberto Marchesini, ha smascherato le menzogne di questi gruppi nel volume Pedofilia. Una battaglia che la Chiesa sta vincendo (Sugarco, Milano 2014), contribuendo a una reazione cattolica indignata e globale che si è manifestata, vigorosa e inattesa, in molti Paesi. In Italia una legge liberticida sull’omofobia e le proposte insistite e arroganti di riconoscere le unioni civili – in prospettiva, il «matrimonio » – fra persone dello stesso sesso, concedendo loro anche di adottare bambini, hanno portato nelle piazze un grande popolo della famiglia. Mentre le Sentinelle in piedi, le cui veglie silenziose hanno commosso e stupito tante città italiane, e altri gruppi raccolgono singole persone desiderose di far sentire la loro voce, Introvigne ha promosso prima a Torino, poi in tutta Italia i comitati Sì alla famiglia, che riuniscono associazioni contrarie al « matrimonio » omosessuale e all’ideologia di genere. Si tratta in gran parte – anche se non mancano altre presenze – di cattolici, che vogliono essere fedeli al Magistero della Chiesa, di cui la seconda parte di questo volume elenca i testi fondamentali. Da una parte, la Chiesa insegna ad accogliere le persone omosessuali con « rispetto, compassione, delicatezza», senza mai giudicare le persone in quanto tali, come insegna Papa Francesco. Dall’altra, il Catechismo della Chiesa Cattolica – che il Papa richiama costantemente come fonte autorevole del Magistero – insegna che i comportamenti omosessuali sono «intrinsecamente disordinati» e non possono fondare istituti giuridici più o meno simili alla famiglia. Chi siamo noi per giudicare gli omosessuali? Ma chi siamo noi per non giudicare i comportamenti e le leggi, venendo meno al nostro dovere di cristiani e di cittadini? Questo libro, serenamente e pacatamente, offre gli elementi per un giudizio.

Sì alla famiglia lancia un Testo unico sui diritti dei conviventi

vedi il testo completo

Sì alla famiglia ha presentato a Roma in una riunione con parlamentari di diversi partiti, e propone con un comunicato del 16 gennaio, un testo unico sui diritti dei conviventi. Il testo elenca e ribadisce quanto l’ordinamento italiano già prevede, esplicitamente o implicitamente, per le persone impegnate in convivenze. Tra questi l’assistenza del partner in ospedale e in carcere e la successione nei contratti di locazione. Il testo ribadisce che il partner di fatto ha titolo, a determinate condizioni, al risarcimento del danno subito dall’altro partner e all’indennizzo che spetta al partner vittima di delitti di mafia o di terrorismo. Tutto questo per le convivenze tra persone sia di sesso diverso, sia dello stesso sesso.

Lo scopo è quello di distinguere con estrema chiarezza il cosiddetto “matrimonio” omosessuale, con la conseguente possibilità di adottare figli, cui siamo assolutamente contrari anche qualora lo si nasconda pudicamente sotto il nome di “unioni civili”, dal riconoscimento dei diritti e doveri che derivano dalle convivenze. Per questo, a differenza di quanto fa il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, non parliamo di unioni civili – una sigla che in tutta Europa significa qualcosa di analogo in tutto al matrimonio tranne che nel nome – e non prevediamo né l’adozione né la riserva di legittima per la successione né la reversibilità delle pensioni, che sono cose tipiche dei matrimoni o almeno di simil-matrimoni. Sì alla Famiglia ricorda che non sono oppositori del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili o delle proposte annunciate da Renzi a sostenere che le unioni civili sono matrimoni sotto altro nome. Lo ha affermato in un’intervista a «Repubblica» del 16 ottobre 2014 lo stesso sottosegretario Scalfarotto, dichiarando che «l’unione civile non è un matrimonio più basso, ma la stessa cosa. Con un altro nome per una questione di realpolitik». E se anche si costruisse un istituto presentato come “la stessa cosa” del matrimonio senza adozioni, è certo che le adozioni, com’è avvenuto in Germania e in altri Paesi, sarebbero rapidamente introdotte dalla Corte Costituzionale in nome del principio di uguaglianza.

Questo testo, che rende maneggevoli e coordina disposizioni che l’ordinamento italiano già comprende , permetterà ai parlamentari di schierarsi e agli elettori di comprendere le loro posizioni. Chi vuole il “matrimonio” omosessuale, completo di adozioni subito o tra qualche anno, potrà votare le unioni civili della Cirinnà o di Renzi. Chi vuole ribadire che ai conviventi, dello stesso sesso o di sessi diversi, sono riconosciuti i diritti e i doveri relativi alla sanità, alle carceri, alla locazione, ai risarcimenti, ma vuole chiudere la porta al “matrimonio” e alle adozioni, ora ha un testo su cui convergere.

CENTRO STUDI ROSARIO LIVATINO: WORKSHOP SUL DISEGNO DI LEGGE SULLE UNIONI CIVILI

Il 17 aprile 2015 si è formalmente costituito il Centro studi Rosario Livatino: un gruppo di giuristi – magistrati, avvocati e docenti di discipline giuridiche – che sono pervenuti a questo passo dopo un percorso sperimentale promosso dal Comitato Sì alla Famiglia. Presidente del Centro Studi è stato eletto alla unanimità dai soci costituenti il Prof. Avv. Mauro Ronco, ordinario di Diritto penale alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Padova. Nell’occasione si è svolto un workshop dedicato al disegno di legge sulle unioni civili in discussione davanti alla Commissione Giustizia del Senato: pubblichiamo le relazioni svolte nella circostanza dal Cons. Domenico Airoma, procuratore della Repubblica aggiunto al Tribunale di Napoli Nord, sul quadro generale nel quale si colloca tale ipotesi di modifica normativa, del Prof. Filippo Vari, ordinario di Diritto costituzionale alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università europea di Roma, dedicato alla comparazione con l’ordinamento europeo, e dalla Cons. Lucia Rabboni, giudice al Tribunale per i minorenni di Lecce, e dell’Avv. Anna Maria Panfili, del foro di Genova, dedicate al delicato rapporto fra unioni civili e adozione, alla luce della più recente giurisprudenza di merito.

Workshop unioni civili – Airoma – quadro generale

Workshop unioni civili – Vari – dir.pubblico europeo

Workshop unioni civili – Rabboni – adozioni 1

Workshop unioni civili – Panfili – adozioni 2

FacebookTwitterGoogle+Condividi

UN COMMENTO ALLA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE CIRCA IL MANTENIMENTO DEL VINCOLO MATRIMONIALE NONOSTANTE IL CAMBIAMENTO DI SESSO

Pubblichiamo il commento dell’avv. Vincenzina Maio, del foro di Salerno, alla sentenza della Corte di Cassazione n. 8097 / 2015, già comparsa su questo sito qualche giorno fa. L’avv. Maio spiega come la sentenza della Cassazione tragga spunto dalla pronuncia della Corte Costituzionale n. 170/2014, che aveva dichiarato la illegittimità costituzionale degli artt. 2 e 4 della l. 164/1982, con riferimento all’art. 2 Cost., non quanto al meccanismo di caducazione del vincolo matrimoniale in presenza di sentenza di rettificazione di sesso, bensì “nella parte in cui non prevedono che la sentenza di rettificazione consenta, comunque, ove richiesto, di mantenere in vita un rapporto di coppia giuridicamente regolato con altra forma di convivenza registrata che tuteli adeguatamente i diritti e gli obbligi della coppia medesima”. La decisione della Consulta, pure a suo tempo qui pubblicata, ribadiva in modo chiaro che “la nozione di matrimonio presupposta dal Costituente” nell’art. 29, e contenuta anche nel codice civile, stabilisce che i coniugi debbano essere persone di sesso diverso. read more…

CONTRIBUTO PER IL SINODO DI Sì ALLA FAMIGLIA

SINODO

 

 Il Comitato Sì alla famiglia è un cartello di associazioni e di movimenti costituito in Italia nell’autunno 2013 attorno alla condivisione del Manifesto Sì alla famiglia [1]; l’adesione avviene su base territoriale. L’attività del Comitato è anzitutto quella della formazione e della informazione sui temi della famiglia, attraverso conferenze, convegni, seminari e il sito web prima indicato. Il sito contiene una sezione giuridica – Sì Jus – che in tempo reale aggiorna sul tema della famiglia e delle pronunce o decisioni che la riguardano, e quindi nel dettaglio sui lavori del Parlamento europeo e di quello nazionale, sulle novità giurisprudenziali, sull’azione del Governo nazionale, dei Governi regionali, dei Sindaci. Sì alla famiglia ha allestito sul piano nazionale una rete avvocati tesa a fornire consulenza e assistenza a chi, nella scuola o nei luoghi di lavoro, vive momenti di disagio e di tensione a seguito dell’imposizione dell’ideologia del gender, o sia investito da iniziative similari. Svolge periodiche riunioni di orientamento con deputati, senatori e parlamentari europei, e ha promosso la costituzione di un centro studi giuridici, dedicato all’approfondimento di queste tematiche. read more…

Sì ALLA FAMIGLIA

TELEGRAMMA DEL PAPA ALLA MARCIA PER LA VITA DI PALERMO (16-5-2015), CO-ORGANIZZATA DA Sì ALLA FAMIGLIA

Telegramma Papa Marcia per la vita Palermo 2015

 

 

MONS. MICHELE PENNISI    (222)

ARCIVESCOVO DI MONREALE

Via Arcivescovado, 8

90046 -  MONREALE

 

 

IN  OCCASIONE  DELLA  MARCIA  PER  LA  VITA  CHE  SI  TIENE  IN  CODESTA

 

(ARCIDIOCESI)  CITTA’  DI  PALERMO  SABATO 16  MAGGIO,  IL  SANTO  PADRE

 

FRANCESCO  RIVOLGE  AGLI  ORGANIZZATORI  E  AI  PARTECIPANTI  IL  SUO

 

BENEAUGURANTE   PENSIERO,  AUSPICANDO CHE  IL  SIGNIFICATIVO  EVENTO

 

SEGNI  SEMPRE  NUOVI  TRAGUARDI  NELL’OPERA  DI PROMOZIONE E DIFESA

 

DELLA VITA.  SUA SANTITA’ INVOCA UN’ABBONDANTE  EFFUSIONE  DEI  DONI

 

DEL DIVINO  SPIRITO  ED  INVITA  AL  QUOTIDIANO  IMPEGNO DI  ATTUAZIONE

 

DEL PROGETTO  DI DIO  SULLA  VITA  PROTEGGENDOLA CON  CORAGGIO E  AMORE

 

IN TUTTE  LE  SUE  FASI  CON  LO  STILE  DELLA  VICINANZA  E  DELLA

 

PROSSIMITA’,  PRENDENDO  LE  DISTANZE  DALLA  CULTURA DELLO ‘SCARTO’ E,

 

MENTRE CHIEDE  DI  PREGARE  A  SOSTEGNO  DEL  SUO UNIVERSALE  MINISTERO,

 

INVIA DI CUORE A (VOSTRA ECCELLENZA E) TUTTI  I  PRESENTI  L’IMPLORATA

 

BENEDIZIONE APOSTOLICA  PROPIZIATRICE   DI  FECONDO  CAMMINO  SULLA  VIA

 

DEL   BENE.

 

CARDINALE PIETRO PAROLIN

SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITA’

 

MITTENTE:

POSTE VATICANE NR. TG. 1034

00120 CITTADELVATICANO

 

MARCIA PER LA VITA A PALERMO. COMUNICATO STAMPA

  Con l’adesione di Sì alla Famiglia e di Alleanza Cattolica
MARCIA PER LA VITA a Palermo

Si terrà sabato 16 maggio dalle ore 16.30 con partenza da Piazza Croci.

 

Il Forum “Vita-Famiglia-Educazione” terrà sabato 16 maggio 2015 a Palermo la 12a edizione della MARCIA PER LA VITA. Le edizioni precedenti hanno registrato la partecipazione di migliaia di persone, oltre che l’adesione di 40 associazioni del Comune di Palermo e di molti esponenti religiosi, cattolici e non.

La nostra iniziativa si inserisce tra le altre che si svolgono ormai in tante capitali mondiali, e che hanno visto in piazza centinaia di migliaia di persone e la cifra record a Washington di 500.000 presenze. “Ogni vita è un dono”: così ha scritto Papa Francesco in un tweet, inviando inoltre un messaggio di sostegno al nunzio apostolico in USA. read more…

Sì JUS

CENTRO STUDI ROSARIO LIVATINO: WORKSHOP SUL DISEGNO DI LEGGE SULLE UNIONI CIVILI

Il 17 aprile 2015 si è formalmente costituito il Centro studi Rosario Livatino: un gruppo di giuristi – magistrati, avvocati e docenti di discipline giuridiche – che sono pervenuti a questo passo dopo un percorso sperimentale promosso dal Comitato Sì alla Famiglia. Presidente del Centro Studi è stato eletto alla unanimità dai soci costituenti il Prof. Avv. Mauro Ronco, ordinario di Diritto penale alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Padova. Nell’occasione si è svolto un workshop dedicato al disegno di legge sulle unioni civili in discussione davanti alla Commissione Giustizia del Senato: pubblichiamo le relazioni svolte nella circostanza dal Cons. Domenico Airoma, procuratore della Repubblica aggiunto al Tribunale di Napoli Nord, sul quadro generale nel quale si colloca tale ipotesi di modifica normativa, del Prof. Filippo Vari, ordinario di Diritto costituzionale alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università europea di Roma, dedicato alla comparazione con l’ordinamento europeo, e dalla Cons. Lucia Rabboni, giudice al Tribunale per i minorenni di Lecce, e dell’Avv. Anna Maria Panfili, del foro di Genova, dedicate al delicato rapporto fra unioni civili e adozione, alla luce della più recente giurisprudenza di merito.

Workshop unioni civili – Airoma – quadro generale

Workshop unioni civili – Vari – dir.pubblico europeo

Workshop unioni civili – Rabboni – adozioni 1

Workshop unioni civili – Panfili – adozioni 2

D.D.L. CIRINNÀ: LAVORI DELLA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI DEL SENATO DEL 28 APRILE 2015

Pubblichiamo il resoconto dell’avvio della discussione nella Commissione affari costituzionali del Senato riguardante il parere di costituzionalità da esprimere sul d.d.l. Cirinnà. La seduta è quella del 28 aprile e la discussione proseguirà. Nel frattempo, è stato rinviato all’11 maggio il termine per la presentazione degli emendamenti al testo base in Commissione Giustizia. read more…

COMMENTO ALLA SENTENZA 6855 DELLA CORTE DI CASSAZIONE, IN MERITO AL MANTENIMENTO DELL’ASSEGNO ALL’EX CONIUGE CHE HA UN RAPPORTO DI CONVIVENZA

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 6855 del 3 aprile 2015, della prima sezione civile (v. “Sì jus”23.04.2015), decidendo nel merito un ricorso ai sensi dell’art. 384 c.p.c., ha rigettato la domanda di assegno divorzile proposta da un ex coniuge (marito) nei confronti dell’altro (moglie), e ciò sulla base dell’assunto che la ex moglie, dopo la cessazione degli effetti civili del matrimonio, aveva intrapreso un’altra stabile convivenza con un altro uomo.

            Nell’accogliere il ricorso proposto dall’ex marito nei confronti della sentenza della Corte di Appello di Lecce, la Corte di Cassazione ha ribadito la giurisprudenza consolidata secondo la quale “l’espressione “famiglia di fatto” non consiste soltanto nel convivere come coniugi, ma indica prima di tutto una “famiglia”, portatrice di valori di stretta solidarietà, di arricchimento e sviluppo della personalità di ogni componente, e di educazione e istruzione dei figli”.

            “In tale senso – proseguono i giudici di merito – si rinviene, seppur indirettamente, nella stessa Carta Costituzionale, una possibile garanzia per la famiglia di fatto, quale formazione sociale in cui si svolge la personalità dell’individuo, ai sensi dell’art. 2 Cost.”.

            La pronuncia della Suprema Corte, al di là di ogni giudizio su di essa, conferma che nel nostro ordinamento esistono già delle garanzie in favore delle cosiddette famiglie di fatto, per cui cadono le giustificazioni addotte dagli ambienti progressisti (e non solo), sulla necessità di novità legislative in merito (ad esempio quelle previste dal cosiddetto ddl Cirinnà sulle unioni omosessuali), fondate proprio sulla tutela delle dette situazioni.

UN COMMENTO ALLA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE CIRCA IL MANTENIMENTO DEL VINCOLO MATRIMONIALE NONOSTANTE IL CAMBIAMENTO DI SESSO

Pubblichiamo il commento dell’avv. Vincenzina Maio, del foro di Salerno, alla sentenza della Corte di Cassazione n. 8097 / 2015, già comparsa su questo sito qualche giorno fa. L’avv. Maio spiega come la sentenza della Cassazione tragga spunto dalla pronuncia della Corte Costituzionale n. 170/2014, che aveva dichiarato la illegittimità costituzionale degli artt. 2 e 4 della l. 164/1982, con riferimento all’art. 2 Cost., non quanto al meccanismo di caducazione del vincolo matrimoniale in presenza di sentenza di rettificazione di sesso, bensì “nella parte in cui non prevedono che la sentenza di rettificazione consenta, comunque, ove richiesto, di mantenere in vita un rapporto di coppia giuridicamente regolato con altra forma di convivenza registrata che tuteli adeguatamente i diritti e gli obbligi della coppia medesima”. La decisione della Consulta, pure a suo tempo qui pubblicata, ribadiva in modo chiaro che “la nozione di matrimonio presupposta dal Costituente” nell’art. 29, e contenuta anche nel codice civile, stabilisce che i coniugi debbano essere persone di sesso diverso. read more…

DIVORZIO BREVE: ECCO COME HANNO VOTATO I DEPUTATI

Pubblichiamo le espressioni di voto finale alla legge sul divorzio breve: sono riportate alla colonna 30 del prospetto. Per facilitare la lettura, riportiamo – divisi per gruppi politici – i nomi dei deputati che meritoriamente hanno votato contro l’ennesima picconata alla famiglia fondata sul matrimonio:

 

Area Popolare (Ncd-Udc): Binetti, Pagano, Roccella.

Lega: Borghesi, M. Bragantini, Fedriga, Grimoldi, Guidesi, Invernizzi, Molteni, Rondini.

Forza Italia: Calabria, Di Staso, F. Di Stefano, R. Gallo, Palmieri, Romele, Squeri, Vella.

Fratelli d’It.: G. Meloni, Nastri, Rampelli.

Per l’It.-Centro democratico: Fitzgerald Nissoni, Gigli, Sberna.

Misto: Caon, Marguerettaz, Prantaviera. 

 

Tutti gli altri hanno votato a favore, o erano assenti o si sono astenuti.

Votazioni 27-31

TRIBUNALE DI POTENZA: SENTENZA 157/2015 IN TEMA DI CAMBIAMENTO DI SESSO

Pubblichiamo la sentenza del Tribunale di Potenza n. 157/2015, che va in controtendenza in tema di cambiamento di sesso rispetto a sentenze pronunciate in questi mesi da altri uffici giudicanti, primo fra tutti il Tribunale di Messina, delle quali questo sito ha dato conto. A conferma che non tutte le decisioni giudiziarie sui temi della famiglia sono uguali e sottostanno a canoni ideologici culturalmente egemoni.

***

Sentenza n.157:2015 TRIBUNALE DI POTENZA