MODENA, 8 SETTEMBRE 2014

MODENA, 8 SETTEMBRE 2014

MODENA, 8 SETTEMBRE 2014

PEDASO (FM), 3 LUGLIO 2014

SORA (FR), 9 GIUGNO 2014

SORA (FR), 9 GIUGNO 2014

LUGO DI GREZZANA (VR), 5 GIUGNO 2014

LUGO DI GREZZANA (VR), 5 GIUGNO 2014

MODENA, 3 GIUGNO 2014

MODENA, 3 GIUGNO 2014

GALATONE (LE), 9 MAGGIO 2014

GALATONE (LE), 9 MAGGIO 2014

PALERMO, 11 APRILE 2014

PALERMO, 11 APRILE 2014

MODENA, 10 APRILE 2014

MODENA, 10 APRILE 2014

MODENA, 10 APRILE 2014

VITERBO, 21 MARZO 2014

VITERBO, 21 MARZO 2014

LECCE, 23 FEBBRAIO 2014

LECCE, 23 FEBBRAIO 2014

TORINO, 1 DICEMBRE 2013

TORINO, 1 DICEMBRE 2013

Sì ALLA FAMIGLIA

15-19 SETTEMBRE MANTOVA, VERONA, PROVINCIA DI CREMONA. CINQUE PRESENTAZIONI DI “SI’ ALLA FAMIGLIA”, CON MASSIMO INTROVIGNE

sì libro

  1. Lunedì 15 settembre ore 21, Bozzolo (MN), Salone Paolo VI, presso l’oratorio, Piazza don Primo Mazzolari.
  2. Martedì 16 settembre ore 21, Sabbioneta (MN) presso Teatro dell’Oratorio, Via Briziano 23 (dietro la chiesa parrocchiale).
  3. Mercoledì 17 settembre ore 18, Verona presso la Parrocchia S. Pietro Apostolo, Via Todeschini.
  4. Giovedì 18 settembre ore 21, Torre de’ Picenardi (CR) presso la Sala Consiliare del Municipio.
  5. Venerdì 19 settembre ore 21, Mantova presso la Fondazione dell’Università di Mantova, in via Scarsellini 2.

Sì JUS

LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO SUL CASO ELUANA ENGLARO

ELUANA ENGLARO

Il 5 settembre 2014 il Consiglio di Stato si è pronunciato su una parte non ancora definita, per lo meno dal punto di vista giudiziario, della tragica vicenda di Eluana Englaro. Il punto di partenza, come viene spiegato nella lunga motivazione, è una decisione del 3 settembre 2008 del Direttore generale della Sanità della Regione Lombardia: essa rifiutava la richiesta avanzata dal padre di Eluana di mettere a disposizione una struttura sanitaria perché avvenisse al suo interno il distacco del sondino naso-gastrico dal quale dipendeva l’alimentazione della donna; e la rifiutava richiamando correttamente la finalità di tutela della vita e della salute che connota il sistema sanitario: sosteneva infatti che il trattamento sollecitato era vietato. Con sentenza del 26 gennaio 2009 il Tar della Lombardia aveva annullato tale decisione e la Regione aveva proposto ricorso contro di essa. read more…

LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI MILANO CHE NON RICONOSCE IL MATRIMONIO GAY CONTRATTO ALL’ESTERO

Due persone dello stesso sesso avevano domandato all’ufficiale di stato civile del Comune di Milano la trascrizione del loro matrimonio contratto fuori dall’Italia (a Lisbona), e il funzionario aveva respinto la richiesta. I due hanno impugnato il rifiuto davanti al giudice: con un decreto del 17 luglio 2014 il Tribunale di Milano ha confermato la correttezza del rifiuto da parte degli uffici comunali. La motivazione, nel dare conto delle ragioni del rigetto del ricorso, contiene una interessante e utile ricognizione del diritto positivo italiano ed europeo sul punto.

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SULL’ETEROLOGA LE REGIONI CORRONO, RENZI FA IL FURBO

eterologa

Di seguito trovate l’articolo di Alfredo Mantovano, apparso il 5 settembre 2014 su La nuova Bussola Quotidiana, quotidiano online, a commento delle ultime decisioni prese al tavolo delle Regioni.

***

Come era prevedibile, le maglie della PMA di tipo eterologo, allargate dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 162, sono state ulteriormente dilatate al tavolo delle Regioni. In attesa di leggere la versione definitiva del documento frutto dell’accordo fra gli assessori e i presidenti, sono tre gli aspetti che destano le più forti riserve: read more…

DECRETO SALVA-LITI E DISCIPLINA DEL DIVORZIO

Pubblichiamo il testo del decreto-legge c.d. “salva-liti” approvato dal Consiglio dei ministri venerdì 29 agosto 2014, ma non ancora uscito sulla Gazzetta ufficiale. Segnaliamo gli articoli 6 e 12 del decreto, che modificano radicalmente la disciplina del divorzio. L’articolo di Alfredo Mantovano, comparso su La nuova Bussola Quotidiana, quotidiano on line, del 3 settembre 2014, che lo affianca, ne descrive il contenuto e fornisce un primo commento. read more…

SCAMBIO DI EMBRIONI: L’ORDINANZA DEL TRIBUNALE DI ROMA

EMBRIONI

Pubblichiamo l’ordinanza dell’8 agosto 2014 con la quale la dott.ssa Silvia Albano, giudice del Tribunale di Roma, ha provveduto sulla drammatica vicenda dello scambio di embrioni avvenuto fra due coppie di coniugi, a seguito di originaria fecondazione omologa, all’ospedale Pertini di Roma. È un caso che lo stesso giudice ha definito “eterologa per errore”: dà l’idea di quanto potrà accadere allorché la sentenza della Corte costituzionale n. 162/2014 che ha reso possibile l’eterologa “volontaria” sarà pienamente operativa. Infatti, o “per errore”o “volontaria”, si tratta comunque di “eterologa”: i problemi che emergono sono di soluzione pressoché impossibile. Da segnalare nel testo la circostanza che l’estensore dell’ordinanza dà già per scontato che l’ordinamento italiano permetta la scomposizione fra “madre genetica”, “madre biologica” e “madre sociale”: il provvedimento precorre i tempi, poiché evocare la “madre biologica” significa parlare della maternità surrogata, ancora vietata dal nostro ordinamento. Da segnalare, altresì, e con preoccupazione, quello che appare il passaggio centrale dell’ordinanza, che si riporta senza commento:   

 

 “Il diritto della personalità costituito dal diritto all’identità appare sempre più sganciato dalla verità genetica della procreazione e sempre più legato al mondo degli affetti ed al vissuto della persona cresciuta ed accolta all’interno di una famiglia.  Se è vero che la famiglia è sempre più intesa come comunità di affetti piuttosto che come istituzione posta a tutela di determinati valori, incentrata sul rapporto concreto che si instaura tra i suoi componenti, ne deriva che al diritto spetta di tutelare proprio quei rapporti, ricercando un equilibrio che permetta di bilanciare gli interessi in conflitto, avendo sempre come riferimento il prevalente interesse dei minori coinvolti.read more…

QUALE SARÀ LA SORTE DEL DISEGNO DI LEGGE SULLE UNIONI CIVILI?

Quale sarà la sorte del disegno di legge sulle unioni civili? A leggere il resoconto della seduta del 30 luglio della Commissione Giustizia del Senato, che pubblichiamo, pare che oggi nessuno sia in grado di rispondere al quesito: non la relatrice, sen. Cirinnà, che ha mostrato una certa sorpresa di fronte all’annuncio di una iniziativa del governo; non il governo, dal momento che – come ha osservato il sen. Giovanardi – qualche giorno fa il presidente del Consiglio ha sinteticamente dato per pronto un d.d.l. dell’esecutivo, mentre due giorni fa in Commissione il rappresentante del governo, il viceministro Enrico Costa, ha prospettato la futura presentazione di un d.d.l. sul tema, dando per scontato che esso non sia stato ancora predisposto. read more…


MANIFESTO

Il 1° dicembre 2013 è stato presentato a Torino il Manifesto di Sì alla famiglia, che conteneva riferimenti a specifiche situazioni piemontesi. La crescita di Sì alla famiglia, con la costituzione di comitati in numerose regioni italiane, ha portato a una versione 2.0, nazionale (febbraio 2014), del Manifesto, sottoscritta da tutti i comitati locali

Un popolo del «sì»

Lo ha detto Papa Francesco, nel videomessaggio per l’iniziativa «Dieci piazze per dieci comandamenti», con parole che certamente valgono anche per i non cristiani e i non credenti: i Dieci Comandamenti, che tutelano la vita, la famiglia e la dignità della persona, rivolgendosi alla ragione prima ancora che alla fede, «non sono un inno al “no”, sono sul “sì”. […] Il “sì” all’Amore, e poiché io dico di “sì” all’Amore, dico “no” al non Amore, ma il “no” è una conseguenza di quel “sì”». Per dire sì all’amore e alla famiglia, oggi è necessario dire anche qualche no.

Per questo ci siamo uniti, per proporre a tutti un sì alla famiglia e a tutto quanto la promuove o la rafforza, e un sì anche all’accoglienza nella società e nelle comunità religiose – con rispetto – delle persone omosessuali, ma insieme un no al «matrimonio» e alle adozioni omosessuali, all’introduzione della cosiddetta ideologia di genere nelle scuole, e a una legge sull’omofobia la quale, introducendo un reato di opinione che rischia di mandare in prigione chi esprime con pacatezza idee contrarie ai «poteri forti» e alle lobby dominanti, ferisce gravemente la libertà di espressione. Non stiamo mettendo insieme cose diverse. Se avessimo avuto dei dubbi, ce li ha tolti l’intervista a L’Espresso del 26 agosto 2013 del relatore e principale promotore della legge contro l’omofobia, l’onorevole Ivan Scalfarotto, secondo cui tra questa legge e quella sul «matrimonio» omosessuale «una viene logicamente prima dell’altra».

Omofobia

Sì all’accoglienza rispettosa delle persone omosessuali, evitando ogni marchio di ingiusta discriminazione e colpendo severamente chi si macchia di atti di violenza, chi minaccia, chi insulta le persone omosessuali

Sì a punire in modo più grave, come la giurisprudenza in Italia già prevede, chi aggredisce, minaccia e insulta un omosessuale in quanto omosessuale – come un cristiano in quanto cristiano, un immigrato in quanto immigrato, e così via

Sì alla puntuale applicazione delle leggi in vigore che già puniscono le violenze, gli insulti e le minacce agli omosessuali e applicano a chi compie questi reati contro un omosessuale in quanto tale l’aggravante dei «motivi abietti» ed eventualmente quella di avere approfittato di condizioni di minore difesa

No a una legge contro l’omofobia che non si limita a incriminare e punire minacce, insulti e violenze contro gli omosessuali – il che, assolutamente giusto, è già previsto dalle leggi in vigore – ma inventa un reato di opinione che punisce con la reclusione, fino a un anno e sei mesi, chi propaganda «idee discriminatorie fondate sull’omofobia». Non vogliamo che vada in galera chi, per esempio, ripete con il Catechismo della Chiesa Cattolica che gli atti omosessuali sono «contrari alla legge naturale» e «in nessun caso possono essere approvati». Siamo consapevoli che nella società italiana esistono sul punto opinioni diverse. Ma davvero si ritiene giusto che sia sufficiente esprimere su questo tema, educatamente e senza violenza, tesi altre da quelle «politicamente corrette» per finire in prigione?

Educazione contro l’omofobia nelle scuole

Sì a campagne serie di prevenzione e repressione del bullismo nelle scuole e di ogni aggressione fisica o verbale rivolta contro chi è «diverso», si tratti di allievi ritenuti a torto o a ragione omosessuali, di disabili, di cristiani in classi dove nessuno va in chiesa, di immigrati

Sì a un’educazione che – superando la mera istruzione e la semplice retorica – aiuti tutti gli studenti ad apprezzare il valore intrinseco e assoluto di ogni persona umana, in quanto tale e a prescindere dalle sue caratteristiche o atteggiamenti

Sì al rispetto del ruolo primario dei genitori e delle diverse sensibilità, comprese quelle religiose, ogni volta che la scuola ritenga di affrontare temi relativi alla sessualità e all’affettività

No all’indottrinamento obbligatorio all’ideologia del gender, secondo la quale uomini o donne non si nasce ma si diventa e, liberandosi dai «condizionamenti» dell’anatomia, ogni ragazzo o ragazza sarebbe chiamato a scegliere liberamente se vuole essere uomo o donna – e no, certamente, a iniziative grottesche come quelle che, per non offendere vere o presunte sensibilità omosessuali, in diverse città italiane aboliscono la Festa della Mamma o la Festa del Papà, o sostituiscono «padre» e «madre» con «genitore 1» e «genitore 2» e simili.

«Matrimonio» omosessuale

Sì al riconoscimento che da ogni convivenza derivano diritti e doveri, applicando le norme in vigore che in Italia già tutelano ampiamente i conviventi, anche omosessuali, in materia di ospedali, carceri, subentro nei contratti d’affitto, ove necessario introducendo ulteriori aggiustamenti pratici di tipo amministrativo o civile

Sì alla promozione della famiglia formata da un uomo e da una donna, trascurata da troppo tempo e da troppi governi, anche attraverso l’introduzione di un fisco che sia davvero a misura di famiglia

Sì a misure che favoriscano la maternità, tutelino le famiglie numerose, prendano atto che in Italia la denatalità è un problema drammatico, con gravissime conseguenze economiche e sociali

No al riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, né come «matrimonio», perché il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna, né come «unioni civili» perché, in tutti i Paesi dove le unioni civili sono state introdotte, non si è mai trattato di alternative ma solo di battistrada per preparare il passaggio al «matrimonio» omosessuale. Non è vero che il «matrimonio» omosessuale non danneggia nessuno: la presenza di più modelli alternativi di famiglia danneggia la famiglia, che mai come oggi ha invece bisogno di essere preservata e difesa. E non è vero che i cristiani cercano d’imporre un loro modello agli altri: come recita anche l’articolo 29 della Costituzione italiana, quello della famiglia come «società naturale» è un modello ampiamente condiviso, che deriva appunto dalla legge naturale e non da norme specificamente religiose.

Adozioni omosessuali

Sì all’accoglienza piena e affettuosa nelle scuole e in ogni altra istituzione di ogni bambino, qualunque scelta abbiano compiuto i suoi genitori e con chiunque si trovi a vivere

Sì a un riesame delle norme sull’adozione, il quale eviti le interminabili lungaggini burocratiche che impediscono a molte coppie formate da un uomo e da una donna di adottare, come vorrebbero, un bambino

Sì a una severa vigilanza perché nessun bambino, dovunque si trovi, debba subire privazioni, violenze e abusi.

No all’adozione da parte di coppie omosessuali. Pur desiderando spesso tali coppie adottare un bambino, immaginando sinceramente di poter essere buoni genitori, siamo convinti che, per crescere con l’indispensabile consapevolezza di quanto bella e ricca sia la differenza fra l’uomo e la donna, ogni bambino abbia bisogno di un papà e di una mamma. A chi obietta che è meglio per tanti bambini essere adottati da coppie omosessuali che restare in orfanatrofio, rispondiamo che migliaia di coppie formate da un uomo e da una donna sono in lista di attesa, e molte non arriveranno mai all’adozione, a causa della macchinosità delle leggi e delle procedure.

ugciUnione Giuristi Cattolici Italiani



Sì ALLA FAMIGLIA: IL LIBRO

sì libro

Dalla presentazione dell’editore:

In principio fu la Manif pour tous, una delle più grandi manifestazioni della storia europea. Il 13 gennaio 2013 a Parigi un milione di persone scese in piazza per protestare contro il «matrimonio» omosessuale. La sfida è mondiale. Potenti lobby internazionali, talora legate alle Nazioni Unite, usano strumentalmente la tragedia dei preti pedofili per «ordinare » alla Chiesa di cambiare la sua dottrina in tema di famiglia e omosessualità. Massimo Introvigne, con lo psicologo Roberto Marchesini, ha smascherato le menzogne di questi gruppi nel volume Pedofilia. Una battaglia che la Chiesa sta vincendo (Sugarco, Milano 2014), contribuendo a una reazione cattolica indignata e globale che si è manifestata, vigorosa e inattesa, in molti Paesi. In Italia una legge liberticida sull’omofobia e le proposte insistite e arroganti di riconoscere le unioni civili – in prospettiva, il «matrimonio » – fra persone dello stesso sesso, concedendo loro anche di adottare bambini, hanno portato nelle piazze un grande popolo della famiglia. Mentre le Sentinelle in piedi, le cui veglie silenziose hanno commosso e stupito tante città italiane, e altri gruppi raccolgono singole persone desiderose di far sentire la loro voce, Introvigne ha promosso prima a Torino, poi in tutta Italia i comitati Sì alla famiglia, che riuniscono associazioni contrarie al « matrimonio » omosessuale e all’ideologia di genere. Si tratta in gran parte – anche se non mancano altre presenze – di cattolici, che vogliono essere fedeli al Magistero della Chiesa, di cui la seconda parte di questo volume elenca i testi fondamentali. Da una parte, la Chiesa insegna ad accogliere le persone omosessuali con « rispetto, compassione, delicatezza», senza mai giudicare le persone in quanto tali, come insegna Papa Francesco. Dall’altra, il Catechismo della Chiesa Cattolica – che il Papa richiama costantemente come fonte autorevole del Magistero – insegna che i comportamenti omosessuali sono «intrinsecamente disordinati» e non possono fondare istituti giuridici più o meno simili alla famiglia. Chi siamo noi per giudicare gli omosessuali? Ma chi siamo noi per non giudicare i comportamenti e le leggi, venendo meno al nostro dovere di cristiani e di cittadini? Questo libro, serenamente e pacatamente, offre gli elementi per un giudizio.

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