Sì ALLA FAMIGLIA

Sì ALLA FAMIGLIA: IL LIBROsì libro

Dalla presentazione dell’editore:

In principio fu la Manif pour tous, una delle più grandi manifestazioni della storia europea. Il 13 gennaio 2013 a Parigi un milione di persone scese in piazza per protestare contro il «matrimonio» omosessuale. La sfida è mondiale. Potenti lobby internazionali, talora legate alle Nazioni Unite, usano strumentalmente la tragedia dei preti pedofili per «ordinare » alla Chiesa di cambiare la sua dottrina in tema di famiglia e omosessualità. Massimo Introvigne, con lo psicologo Roberto Marchesini, ha smascherato le menzogne di questi gruppi nel volume Pedofilia. Una battaglia che la Chiesa sta vincendo (Sugarco, Milano 2014), contribuendo a una reazione cattolica indignata e globale che si è manifestata, vigorosa e inattesa, in molti Paesi. In Italia una legge liberticida sull’omofobia e le proposte insistite e arroganti di riconoscere le unioni civili – in prospettiva, il «matrimonio » – fra persone dello stesso sesso, concedendo loro anche di adottare bambini, hanno portato nelle piazze un grande popolo della famiglia. Mentre le Sentinelle in piedi, le cui veglie silenziose hanno commosso e stupito tante città italiane, e altri gruppi raccolgono singole persone desiderose di far sentire la loro voce, Introvigne ha promosso prima a Torino, poi in tutta Italia i comitati Sì alla famiglia, che riuniscono associazioni contrarie al « matrimonio » omosessuale e all’ideologia di genere. Si tratta in gran parte – anche se non mancano altre presenze – di cattolici, che vogliono essere fedeli al Magistero della Chiesa, di cui la seconda parte di questo volume elenca i testi fondamentali. Da una parte, la Chiesa insegna ad accogliere le persone omosessuali con « rispetto, compassione, delicatezza», senza mai giudicare le persone in quanto tali, come insegna Papa Francesco. Dall’altra, il Catechismo della Chiesa Cattolica – che il Papa richiama costantemente come fonte autorevole del Magistero – insegna che i comportamenti omosessuali sono «intrinsecamente disordinati» e non possono fondare istituti giuridici più o meno simili alla famiglia. Chi siamo noi per giudicare gli omosessuali? Ma chi siamo noi per non giudicare i comportamenti e le leggi, venendo meno al nostro dovere di cristiani e di cittadini? Questo libro, serenamente e pacatamente, offre gli elementi per un giudizio.

IN EVIDENZA

UNIONI CIVILI. ALLEANZA CATTOLICA: «LA CAMERA INTRODUCA L’OBIEZIONE DI COSCIENZA»

Roma, 27-2-2016 (l.c.) «La Camera introduca l’obiezione di coscienza per i funzionari pubblici che si rifiuteranno di “celebrare” o registrare unioni civili tra omosessuali». Lo chiede in una nota Alleanza Cattolica, facendo riferimento al noto caso statunitense di Kim Davis e a quello europeo di Lilian Ladele. «Nel caso Ladele – spiega il sociologo torinese Massimo Introvigne, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica – una funzionaria inglese che si era rifiutata di celebrare un’unione civile fra persone dello stesso sesso – si trattava proprio di unione civile, non di matrimonio – fu licenziata. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato legittimo il licenziamento in assenza di una norma britannica specifica che autorizzi l’obiezione di coscienza. È dunque evidente che principi elementari di libertà di coscienza e religiosa richiedono che la Camera dei Deputati introduca nella legge sulle unioni civili il diritto per i sindaci e gli altri funzionari all’obiezione di coscienza».
FacebookTwitterGoogle+Condividi

CERRELLI E INTROVIGNE (Sì ALLA FAMIGLIA): «SENTENZA EUROPEA SULLE UNIONI GAY. PERCHÉ L’ITALIA NON HA PRESENTATO APPELLO?»

Il governo italiano non ha presentato appello contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo «Oliari e altri contro Italia» del 21 luglio 2015, che condanna l’Italia per il mancato riconoscimento delle convivenze omosessuali. Il termine per l’appello è scaduto il 21 ottobre e la sentenza è ora diventata definitiva. «Si tratta – affermano in una nota l’avvocato Giancarlo Cerrelli, segretario nazionale dei Comitati Sì alla famiglia e il sociologo torinese Massimo Introvigne, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica e presidente degli stessi Comitati – di una decisione incomprensibile, che tra l’altro ha come conseguenza il dovere dell’Italia di pagare immediatamente la multa inflitta dalla Corte, a tutto danno dei contribuenti. Gli Stati appellano quasi sempre le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e quella del governo Renzi è una scelta ideologica che mostra chiaramente da che parte sta». «Peraltro – continuano Cerrelli e Introvigne – a fronte di interpretazioni aberranti della sentenza Oliari occorre sempre ricordare che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non ha affatto ingiunto all’Italia di approvare leggi come la Cirinnà, che parificano le unioni omosessuali ai matrimoni. Afferma che gli Stati europei sono tenuti a riconoscere i “diritti fondamentali” dei conviventi omosessuali ma sulle forme di questo riconoscimento lascia piena libertà a ciascuno Stato. E la sentenza afferma esplicitamente che non c’è alcun obbligo d’includere in questo riconoscimento l’adozione».

INTROVIGNE: «GRAZIE AL SINODO, PAROLE CHIARE SU FAMIGLIA E GENDER»

«Gratitudine» al Sinodo per il suo «atto di amore per la famiglia» esprime in una nota il sociologo torinese Massimo Introvigne, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica e presidente dei comitati Sì alla famiglia. «Il passaggio, presentato in termini problematici, sui divorziati risposati, che occupa una paginetta a fronte di un’ampia trattazione sulla bellezza del matrimonio, ha catturato gran parte dell’attenzione, mettendo quasi in secondo piano l’inno alla famiglia e la forte riaffermazione che il matrimonio è solo fra un uomo e una donna». Introvigne sottolinea tre affermazioni del Sinodo sui temi controversi del gender e delle unioni gay. La prima è che la Chiesa, così si esprimono i padri sinodali, non accetta «analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia». «Rifiuto dunque, commenta il sociologo, non solo del “matrimonio” omosessuale ma anche di istituti analoghi, perfino dove l’analogia è solo “remota”». Secondo: «lungi dal cedere a chi cerca d’intimidire la Chiesa sostenendo con tracotante ignoranza che la teoria del gender non esiste», Introvigne fa notare che il documento afferma al n. 8 che «una sfida culturale odierna di grande rilievo emerge da quell’ideologia del “gender” che nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna», una teoria che secondo il Sinodo «svuota la base antropologica della famiglia» e si esprime in «progetti educativi e orientamenti legislativi» inaccettabili. Terzo, Introvigne attira l’attenzione sul paragrafo 58 del documento uscito dal Sinodo, dove si afferma che nelle scuole «spesso vengono presentati modelli in contrasto con la visione cristiana della famiglia. La sessualità è spesso svincolata da un progetto di amore autentico. In alcuni Paesi vengono perfino imposti dall’autorità pubblica progetti formativi che presentano contenuti in contrasto con la visione umana e cristiana». Rispetto ad essi, scrive il Sinodo, «vanno affermati con decisione la libertà della Chiesa di insegnare la propria dottrina e il diritto all’obiezione di coscienza da parte degli educatori». La relazione stigmatizza pure le organizzazioni internazionali che vogliono imporre la teoria del gender ai Paesi in via di sviluppo. «Riassumendo, conclude Introvigne, nel contesto di un grande affresco sulla famiglia come salvezza delle nostre società, no al riconoscimento di unioni omosessuali che anche solo remotamente ricordino il matrimonio; no alla teoria del gender, che esiste e rischia addirittura di togliere alla famiglia la sua base antropologica; e no a chi cerca di introdurre questa ideologia nelle scuole, con invito agli insegnati perché esercitino l’obiezione di coscienza».

COSENZA - 10 GIUGNO 2015

UNIVERSITÀ DI JELGAVA (LETTONIA), 17 APRILE 2015

NONANTOLA (MO), 15 APRILE 2015

MODENA, 15 APRILE 2015

PADOVA, 17 MARZO 2015

CALUSCO D'ADDA (BG) - 10 MARZO 2015

MILANO - 17 GENNAIO 2015

TORINO - 29 NOVEMBRE 2014

MODENA, 8 SETTEMBRE 2014

SORA (FR), 9 GIUGNO 2014

GALATONE (LE), 9 MAGGIO 2014

MODENA, 10 APRILE 2014

TORINO, 1 DICEMBRE 2013

Sì ALLA FAMIGLIA

Mostra “Per la Famiglia”

Palermo, sabato 7 maggio 2016 ore 16.45.
Alleanza Cattolica  e il Comitato “Sì alla Famiglia” organizzano presso la parrocchia del Cuore Eucaristico di Gesù, in corso Calatafimi 327, l’esposizione della mostra “Per la Famiglia” che sarà presentata dal prof. Alberto Maira, responsabile regionale di Alleanza Cattolica. Introdurrà Diego Torre, delegato del Forum Vita, Famiglia, Educazione.  La mostra, che rimarrà esposta sino a domenica 15 maggio sera,  vuole essere un contributo di riflessione alla Marcia per la Vita e per la Famiglia 2016, che si terrà a Palermo sabato 14 maggio alle ore 16.30 a partire da piazza Croci e alla quale parteciperanno pure i soci e simpatizzanti di Alleanza Cattolica e del Comitato “Sì alla Famiglia” della Sicilia e che sarà aperta dagli interventi di Gioacchino Porrello, Pastore della Chiesa Pentecostale Parola della Grazia, don Fortunato Di Noto, presidente dell’ associazione Meter, Massimo Gandolfini, portavoce del Comitato “Difendiamo i Nostri Figli”.

UNIONI CIVILI. ALLEANZA CATTOLICA: «LA CAMERA INTRODUCA L’OBIEZIONE DI COSCIENZA»

Roma, 27-2-2016 (l.c.) «La Camera introduca l’obiezione di coscienza per i funzionari pubblici che si rifiuteranno di “celebrare” o registrare unioni civili tra omosessuali». Lo chiede in una nota Alleanza Cattolica, facendo riferimento al noto caso statunitense di Kim Davis e a quello europeo di Lilian Ladele. «Nel caso Ladele – spiega il sociologo torinese Massimo Introvigne, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica – una funzionaria inglese che si era rifiutata di celebrare un’unione civile fra persone dello stesso sesso – si trattava proprio di unione civile, non di matrimonio – fu licenziata. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato legittimo il licenziamento in assenza di una norma britannica specifica che autorizzi l’obiezione di coscienza. È dunque evidente che principi elementari di libertà di coscienza e religiosa richiedono che la Camera dei Deputati introduca nella legge sulle unioni civili il diritto per i sindaci e gli altri funzionari all’obiezione di coscienza».

I 2 ANNI (POCO FAMILY FRIENDLY) DEL GOVERNO RENZI

matteo-renzi-ansa

Articolo di Giancarlo Cerrelli apparso il 23 febbraio 2016.

***

Il 22 febbraio 2016 sono trascorsi due anni da quando è in carica il governo Renzi. In questi due anni tale governo, di concerto con l’assemblea parlamentare, ha promosso e continua a promuovere la disarticolazione della famiglia naturale e delle basi antropologiche dell’umano; ciò sta avvenendo con una tale intensità e scientificità come mai è avvenuto prima. read more…

VI SIETE CHIESTI PERCHÉ NON SI PARLA PIÙ DELLA LEGGE SULL’OMOFOBIA?

scalfarotto-cirinna-ansa

Articolo di Alfredo Mantovano apparso l’11 febbraio 2016 su Tempi.

Il disegno di legge sulle unioni civili è una pazzia per tante ragioni: la sovrapposizione della disciplina delle coppie omosessuali a quella della famiglia fondata sul matrimonio, l’estensione della possibilità di adottare anche da parte di due persone dello stesso sesso, la conseguente deriva dell’utero in affitto. Di tutto ciò si parla lungamente da mesi. Finora però non vi è stata riflessione su quella che sarebbe una conseguenza diretta dell’approvazione del ddl, e cioè sulla pesante compromissione della libertà di tanti che da esso deriverà.
read more…