UNIONI CIVILI. ALLEANZA CATTOLICA: «LA CAMERA INTRODUCA L’OBIEZIONE DI COSCIENZA»

Roma, 27-2-2016 (l.c.) «La Camera introduca l’obiezione di coscienza per i funzionari pubblici che si rifiuteranno di “celebrare” o registrare unioni civili tra omosessuali». Lo chiede in una nota Alleanza Cattolica, facendo riferimento al noto caso statunitense di Kim Davis e a quello europeo di Lilian Ladele. «Nel caso Ladele – spiega il sociologo torinese Massimo Introvigne, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica – una funzionaria inglese che si era rifiutata di celebrare un’unione civile fra persone dello stesso sesso – si trattava proprio di unione civile, non di matrimonio – fu licenziata. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato legittimo il licenziamento in assenza di una norma britannica specifica che autorizzi l’obiezione di coscienza. È dunque evidente che principi elementari di libertà di coscienza e religiosa richiedono che la Camera dei Deputati introduca nella legge sulle unioni civili il diritto per i sindaci e gli altri funzionari all’obiezione di coscienza»....

CERRELLI E INTROVIGNE (Sì ALLA FAMIGLIA): «SENTENZA EUROPEA SULLE UNIONI GAY. PERCHÉ L’ITALIA NON HA PRESENTATO APPELLO?»

Il governo italiano non ha presentato appello contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo «Oliari e altri contro Italia» del 21 luglio 2015, che condanna l’Italia per il mancato riconoscimento delle convivenze omosessuali. Il termine per l’appello è scaduto il 21 ottobre e la sentenza è ora diventata definitiva. «Si tratta – affermano in una nota l’avvocato Giancarlo Cerrelli, segretario nazionale dei Comitati Sì alla famiglia e il sociologo torinese Massimo Introvigne, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica e presidente degli stessi Comitati – di una decisione incomprensibile, che tra l’altro ha come conseguenza il dovere dell’Italia di pagare immediatamente la multa inflitta dalla Corte, a tutto danno dei contribuenti. Gli Stati appellano quasi sempre le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e quella del governo Renzi è una scelta ideologica che mostra chiaramente da che parte sta». «Peraltro – continuano Cerrelli e Introvigne – a fronte di interpretazioni aberranti della sentenza Oliari occorre sempre ricordare che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non ha affatto ingiunto all’Italia di approvare leggi come la Cirinnà, che parificano le unioni omosessuali ai matrimoni. Afferma che gli Stati europei sono tenuti a riconoscere i “diritti fondamentali” dei conviventi omosessuali ma sulle forme di questo riconoscimento lascia piena libertà a ciascuno Stato. E la sentenza afferma esplicitamente che non c’è alcun obbligo d’includere in questo riconoscimento l’adozione»....

INTROVIGNE: «GRAZIE AL SINODO, PAROLE CHIARE SU FAMIGLIA E GENDER»

«Gratitudine» al Sinodo per il suo «atto di amore per la famiglia» esprime in una nota il sociologo torinese Massimo Introvigne, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica e presidente dei comitati Sì alla famiglia. «Il passaggio, presentato in termini problematici, sui divorziati risposati, che occupa una paginetta a fronte di un’ampia trattazione sulla bellezza del matrimonio, ha catturato gran parte dell’attenzione, mettendo quasi in secondo piano l’inno alla famiglia e la forte riaffermazione che il matrimonio è solo fra un uomo e una donna». Introvigne sottolinea tre affermazioni del Sinodo sui temi controversi del gender e delle unioni gay. La prima è che la Chiesa, così si esprimono i padri sinodali, non accetta «analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia». «Rifiuto dunque, commenta il sociologo, non solo del “matrimonio” omosessuale ma anche di istituti analoghi, perfino dove l’analogia è solo “remota”». Secondo: «lungi dal cedere a chi cerca d’intimidire la Chiesa sostenendo con tracotante ignoranza che la teoria del gender non esiste», Introvigne fa notare che il documento afferma al n. 8 che «una sfida culturale odierna di grande rilievo emerge da quell’ideologia del “gender” che nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna», una teoria che secondo il Sinodo «svuota la base antropologica della famiglia» e si esprime in «progetti educativi e orientamenti legislativi» inaccettabili. Terzo, Introvigne attira l’attenzione sul paragrafo 58 del documento uscito dal Sinodo, dove si afferma che nelle scuole «spesso vengono presentati modelli in contrasto con la visione cristiana della famiglia. La sessualità è spesso svincolata da un progetto di amore autentico....

COMUNICATO DEI COMITATI Sì ALLA FAMIGLIA E DI ALLEANZA CATTOLICA

 No alla «nuova» legge sulle unioni civili, mantiene le adozioni e apre all’utero in affitto. Presentato come «nuovo», il disegno di legge sulle unioni civili contiene solo modifiche di tipo cosmetico che non mutano la sostanza: quello che si vuole introdurre per le persone omosessuali rimane un «simil-matrimonio», adozioni comprese. Non basta parlare di «specifica formazione sociale», in teoria distinta dal matrimonio, se del matrimonio rimangono le caratteristiche: un rito di fronte all’ufficiale di stato civile alla presenza di due testimoni (art. 2), in cui ai «civiluniti» sono letti due dei tre articoli del codice civile normalmente letti nei matrimoni (art.3), e la partecipazione per il «civilunito» alla quota legittima di successione (art. 4). L’art. 8 apre poi al riconoscimento esplicito del «matrimonio» omosessuale, chiamato proprio così, perché delega al governo il riconoscimento di «matrimoni» fra persone dello stesso sesso contratti all’estero. Soprattutto, resta l’art. 5 con la possibilità di adottare il figlio naturale o adottivo di uno dei conviventi, che apre obiettivamente anche all’utero in affitto perché il figlio concepito all’estero da una «madre surrogata», in quanto figlio naturale di un convivente, potrà essere adottato anche dall’altro. Siamo favorevoli a una disciplina delle convivenze, anche omosessuali, che riconosca i diritti individuali fondamentali, dalla visita in ospedale e in carcere ai diritti relativi all’abitazione, sul modello della proposta Sacconi-Pagano. Qui però non siamo di fronte a una disciplina dei diritti individuali ma a una nuova versione di simil-matrimonio. Una proposta irricevibile per chi davvero non vuole il «matrimonio» e le adozioni omosessuali. In collaborazione con IDIS (Istituto per la dottrina e l’informazione sociale)...