D.D.L. SULLE UNIONI CIVILI: RESOCONTO DELLA SEDUTA DEL 31 LUGLIO 2015 DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO

Pubblichiamo il resoconto della seduta del 31 luglio della Commissione Giustizia del Senato, sempre dedicata al c.d. ddl Cirinnà.
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Legislatura 17ª – 2ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 228 del 31/07/2015

 

GIUSTIZIA (2ª)

VENERDÌ 31 LUGLIO 2015

228ª Seduta

Presidenza del Vice Presidente

CASSON

indi del Vice Presidente

BUCCARELLA

Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Ferri.

La seduta inizia alle ore 11,20.

IN SEDE REFERENTE

 

(14) MANCONI e CORSINI. – Disciplina delle unioni civili

(197) Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI ed altri. – Modifiche al codice civile in materia di disciplina del patto di convivenza

(239) GIOVANARDI ed altri. – Introduzione nel codice civile del contratto di convivenza e solidarietà

(314) BARANI e Alessandra MUSSOLINI. – Disciplina dei diritti e dei doveri di reciprocità dei conviventi

(909) Alessia PETRAGLIA ed altri. – Normativa sulle unioni civili e sulle unioni di mutuo aiuto

(1211) MARCUCCI ed altri. – Modifiche al codice civile in materia di disciplina delle unioni civili e dei patti di convivenza

(1231) LUMIA ed altri. – Unione civile tra persone dello stesso sesso

(1316) SACCONI ed altri. – Disposizioni in materia di unioni civili

(1360) Emma FATTORINI ed altri. – Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso

(1745) SACCONI ed altri. – Testo unico dei diritti riconosciuti ai componenti di una unione di fatto

(1763) ROMANO ed altri. – Disposizioni in materia di istituzione del registro delle stabili convivenze

– e petizione n. 665 ad essi attinente

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Prosegue l’esame sospeso nella seduta di ieri.

Dopo un breve dibattito in cui intervengono il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) – che si lamenta per alcune dichiarazioni rilasciate pubblicamente dalla relatrice Cirinnà, dichiarazioni che ritiene non idonee a favorire un dialogo costruttivo in Commissione – il senatore LUMIA (PD) – che ribadisce come la posizione del Partito democratico sia quella di ricercare un dialogo nel merito delle questioni sottese ai disegni di legge in esame – e, infine, il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)), il quale rileva anch’egli come alcuni commenti pubblicamente rilasciati dalla Relatrice non siano certo il modo più idoneo per rasserenare gli animi, il presidente CASSON avverte che l’esame riprenderà a partire dall’ordine del giorno n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/6/2.

Interviene, in ordine al predetto ordine del giorno, la relatrice CIRINNA’ (PD) la quale propone che l’ordine del giorno medesimo sia riformulato dalle parole “a mai omettere” fino alle parole “Stati membri” nel seguente modo “nel rispetto dei principi previsti nella raccomandazione CM/Rec(2010)5 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa agli Stati membri sulle misure dirette a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o l’identità di genere”. La RELATRICE fa presente che, ove il presentatore modifichi nel senso da lei proposto l’ordine del giorno n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/6/2 e ritiri gli ordini del giorno n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/7/2 e n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/8/2, il parere sul predetto ordine del giorno n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/6/2 sarebbe favorevole.

Il presidente CASSON dispone l’accantonamento degli ordini del giorno citati per consentire un ulteriore approfondimento sui profili relativi agli stessi.

Si passa all’esame degli emendamenti.

Il senatore MALAN (FI-PdL XVII) annuncia il voto favorevole sulla proposta di stralcio S1.1, sottolineando come tale proposta consentirebbe di concentrare l’esame esclusivamente sul titolo II del testo base e, quindi, di procedere, in tempi certamente più contenuti, all’esame della parte del testo relativa alla disciplina della convivenza, su cui le distanze e le contrapposizioni sono di gran lunga minori.

Il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)) annuncia anch’egli il voto favorevole sulla proposta di stralcio S1.1, evidenziando come con l’esame di tale proposta si entri indubbiamente nel cuore dei problemi posti dal testo in esame.

Il Senatore sottolinea in proposito come, al di là e a prescindere delle dichiarazioni spesso mistificanti che sono volte a fornire all’esterno una rappresentazione diversa, ciò di cui in questo momento si occupa la Commissione è una proposta volta ad introdurre nell’ordinamento un istituto che è, a tutti gli effetti, sovrapponibile al matrimonio e che risulta strutturalmente in contrasto con fondamentali principi della Costituzione. Se poi si considera la tradizione giuridica millenaria che accompagna l’istituto del matrimonio e il suo profondo radicamento nel costume sociale, appare di tutta evidenza che i disegni di legge in titolo non hanno carattere ordinario e che, ad essi, è sottesa una questione antropologica di enorme rilevanza.

Da ultimo, il Senatore si dichiara sconcertato per l’indifferenza mostrata nei confronti dell’oggettiva possibilità che il nuovo istituto, in via di fatto, non potrà non risolversi in un vero e proprio incentivo a pratiche indegne, come quella dell’utero in affitto, nelle quali emerge con chiarezza non solo lo sfruttamento ad opera della parte ricca del mondo della disperazione delle donne dei Paesi più poveri, ma anche il capovolgimento del principio della preminenza dell’interesse del bambino che qui è ridotto a mero strumento per la soddisfazione dei capricci degli adulti.

Il senatore TONINI (PD), a nome della sua parte politica, annuncia il voto contrario sulla proposta di stralcio, sottolineando come le disposizioni del titolo I del testo in esame costituiscano, in modo inequivocabile, attuazione da parte del legislatore delle indicazioni fornite dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 138 del 2010. Il Senatore ricorda, più specificamente, come in tale sentenza la Corte abbia rilevato che “per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri. Si deve escludere, tuttavia, che l’aspirazione a tale riconoscimento – che necessariamente postula una disciplina di carattere generale, finalizzata a regolare diritti e doveri dei componenti della coppia – possa essere realizzata soltanto attraverso una equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio… Ne deriva, dunque, che, nell’ambito applicativo dell’art. 2 Cost., spetta al Parlamento, nell’esercizio della sua piena discrezionalità, individuare le forme di garanzia e di riconoscimento per le unioni suddette, restando riservata alla Corte costituzionale la possibilità d’intervenire a tutela di specifiche situazioni… Può accadere, infatti, che, in relazione ad ipotesi particolari, sia riscontrabile la necessità di un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale, trattamento che questa Corte può garantire con il controllo di ragionevolezza”.

In questo quadro è evidente, a suo avviso, che non può più essere in discussione il “se” dell’intervento normativo in questione – e cioè dell’introduzione nell’ordinamento di una forma giuridica che assicuri il necessario riconoscimento alle unioni tra persone dello stesso sesso – e che, conseguentemente, proprio per tale ragione, la sua parte politica non può che pronunciarsi contro la proposta di stralcio in votazione, ferma restando la disponibilità al dialogo ed al confronto sul merito delle soluzioni da adottarsi.

Il senatore GASPARRI (FI-PdL XVII) fa presente che, se è reale questa disponibilità al confronto ed alla mediazione, allora ciò che sarebbe ragionevole fare è approvare la proposta di stralcio in votazione, approvazione a fronte della quale la sua parte politica ritirerebbe senz’altro tutti gli emendamenti presentati.

Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII), in dissenso dal Gruppo di appartenenza, annuncia il voto contrario alla proposta di stralcio.

Posta ai voti, la proposta di stralcio S1.1 è respinta.

Il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)) annuncia, quindi, il voto favorevole sull’emendamento 1.1 – di contenuto identico agli emendamenti 1.2 e 1.3 – volto a sopprimere il titolo I del testo in esame sottolineando in proposito, innanzitutto, come costituisca una vera e propria mistificazione asserire che le disposizioni in materia di unioni civili, contenute nell’articolato in esame, costituiscano attuazione delle indicazioni della Corte europea dei diritti dell’uomo, in quanto è sufficiente un’attenta lettura della recente pronuncia della Corte nel caso “Oliari” per rendersi conto di come l’impostazione seguita dalla Corte medesima sia tutt’altra e assai più coerente con l’impostazione che egli fa propria – cioè quella dell’attenzione per i diritti dei singoli in quella particolare formazione sociale che è la coppia omosessuale – piuttosto che con l’impostazione ispiratrice delle disposizioni del titolo I del testo base. In via ulteriore il senatore GIOVANARDI evidenzia il rischio – più volte denunciato – che introdurre un riconoscimento giuridico strutturato in modo sostanzialmente sovrapponibile al matrimonio, per quella particolare formazione sociale che è la coppia omosessuale, apre inevitabilmente la strada ad analoghe forme di riconoscimento giuridico per altre formazioni sociali, a cominciare dalla famiglia poligamica.

Il senatore MALAN (FI-PdL XVII) annuncia anch’egli voto favorevole sull’emendamento 1.1, evidenziando come rispetto alla tematica in esame sia necessario chiedersi anche quale debba essere il ruolo delle Corti e quello dei Parlamenti, e cioè se scelte di importanza fondamentale come quelle di cui si sta in questo momento discutendo debbano essere rimesse ad una sorta di “aristocrazia delle Corti” o spettino, invece, sostanzialmente ai Parlamenti, rappresentanti dei popoli sovrani. Da questo punto di vista il continuo richiamo alle indicazioni desumibili ora dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, ora dalla giurisprudenza di altre Corti supreme, non può non suscitare imbarazzo e perplessità anche se impone di tener conto della realtà così come è e, quindi, di essere consapevoli che l’introduzione di un istituto sovrapponibile al matrimonio per tutti gli aspetti, tranne che per due o tre profili, non potrebbe che avere breve durata, in quanto proprio quelle Corti non potrebbero non ritenere discriminatoria una simile scelta e farla rapidamente venir meno.

Per quanto riguarda il tema della mediazione e della disponibilità al confronto, anche tenendo conto di alcune recenti dichiarazioni del Ministro per i rapporti con il Parlamento, è necessario sgombrare il campo da qualsiasi possibile equivoco. Se la disponibilità alla mediazione ed al confronto si sostanzia, nelle sue linee portanti, in una soluzione come quella prefigurata nel testo in esame sulle unioni civili, con lo spazio per la possibilità di adozione ivi prevista, è chiaro che parlare di mediazione è semplicemente assurdo, in quanto convergere su una simile impostazione significherebbe, dal punto di vista che egli difende, cedere su tutto.

Il senatore DI BIAGIO (AP (NCD-UDC)) annuncia anch’egli il voto favorevole sull’emendamento 1.1 sottolineando come, mentre non è in discussione la disponibilità a riconoscere i diritti dei singoli, ciò che è inaccettabile è la scelta dell’introduzione di un istituto riservato alle coppie omosessuali in tutto e per tutto sovrapponibile al matrimonio, risultando una simile soluzione palesemente in contrasto con il vigente quadro costituzionale, mentre sul tema dell’adozione sarebbe giusto attendersi un atteggiamento di maggiore cautela essendo lo stesso troppo delicato per essere oggetto di strumentalizzazioni politiche.

Dopo che sull’emendamento 1.1. ha annunciato il voto contrario il senatore LUMIA (PD), l’emendamento 1.1, di contenuto identico agli emendamenti 1.2 e 1.3, viene posto ai voti e respinto.

Il presidente CASSON dichiara quindi improponibile il subemendamento 1.10000testo2/1, mentre il senatore CUCCA (PD) ritira i subemendamenti 1.10000testo2/3(testo2) e 1.10000testo2/4.

Si passa all’esame degli ordini del giorno precedentemente accantonati.

Il senatore MALAN (FI-PdL XVII) ritira l’ordine del giorno n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/6/2, mantenendo invece gli ordini del giorno n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/7/2 e n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/8/2.

Con riferimento all’ordine del giorno n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/7/2 il senatore MALAN sottolinea come lo stesso sia volto ad impegnare il Governo a rimuovere uno degli aspetti più ingiustificabili – alla luce di principi costituzionali che dovrebbero ritenersi ampiamente condivisi – delle “Linee guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT” pubblicate alla fine del 2013 dal Dipartimento per le pari opportunità, e cioè i contenuti di tali linee guida che incredibilmente risultano dirette a modificare il modo di esprimersi delle istituzioni ecclesiastiche. Il Senatore ritiene semplicemente incredibile che, in palese contrasto con il diritto alla libertà di culto riconosciuto dalla nostra Costituzione e con l’assetto dei rapporti fra lo Stato e le confessioni religiose definito dalla Costituzione medesima, un documento ufficiale del Governo italiano possa proporsi una simile finalità.

Il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)) annuncia il voto favorevole sull’ordine del giorno n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/7/2, condividendo le considerazioni testé svolte dal senatore Malan.

Il senatore DI BIAGIO (AP (NCD-UDC)) aggiunge la sua firma all’ordine del giorno n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/7/2, annunciando su di esso il voto favorevole.

L’ordine del giorno n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/7/2 è, quindi, posto ai voti e respinto.

Il senatore DI BIAGIO (AP (NCD-UDC)) aggiunge la sua firma all’ordine del giorno n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/8/2, sottolineando come sia inaccettabile il fatto che organismi della Pubblica amministrazione possano, con le risorse dei contribuenti, svolgere un’azione il cui unico significato oggettivo è di essere volta a diffondere, nei mezzi di informazione e nelle scuole, posizioni come quelle alle quali si fa riferimento parlando di ideologia gender. Al riguardo il Senatore evidenzia, in particolare, la discutibilità di una simile scelta quando essa interferisce con un ambiente come quello scolastico in cui si viene in contatto con soggetti come i bambini, nei confronti dei quali si dovrebbe procedere con ben maggiore cautela e attenzione.

Il senatore MALAN (FI-PdL XVII), nel raccomandare l’approvazione dell’ordine del giorno, sottolinea ancora una volta il ruolo dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR) nelle attività di promozione e sensibilizzazione alle quali l’ordine del giorno fa riferimento. In questo contesto l’UNAR svolge una funzione di coordinamento di un complesso universo di associazioni LGBT fra le quali figura anche il circolo “Mario Mieli”. Si è chiesto in passato chi fosse la persona cui è intitolato questo circolo, della cui collaborazione l’UNAR si avvale. Una breve ricerca consente di scoprire che la persona in questione sarebbe un filosofo, autore di un’opera importante per il movimento LGBT (Elementi di critica omosessuale), del cui pensiero il senatore MALAN ritiene opportuno citare un breve estratto testualmente: “Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica”. Crede che la citazione appena riportata sia sufficiente per dare un’idea esaustiva dell’inaccettabilità di una situazione in cui l’UNAR ritiene praticabile l’interlocuzione con un’associazione intitolata al richiamato pensatore, mentre rifiuta qualsiasi interlocuzione con le associazioni dei docenti e dei genitori.

Il senatore LO GIUDICE (PD), nell’annunciare il voto contrario sull’ordine del giorno n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/8/2, sottolinea, innanzitutto, come l’esame dei disegni di legge in titolo stia consentendo la discussione su temi del tutto inappropriati rispetto ai medesimi e, da questo punto di vista, non può non lamentare che il lavoro fatto dalla Presidenza in sede di valutazione della proponibilità e dell’ammissibilità degli emendamenti e degli ordini del giorno è stato certamente un lavoro fatto a “maglie larghe”.

Ricorda, quindi, come l’UNAR nasca per conformarsi ad un obbligo posto da una direttiva dell’Unione europea, come tale direttiva richiedesse non solo l’istituzione di un organismo per combattere le discriminazioni, ma anche il carattere indipendente di tale organismo (rispetto al quale appare peraltro difficilmente compatibile la sua collocazione all’interno dell’Esecutivo). Successivamente il Governo ha tenuto conto di altri impegni assunti in sede internazionale e si è appoggiato all’UNAR per promuovere azioni di prevenzione anche contro ulteriori forme di discriminazione.

Da ultimo, per quanto riguarda la figura di “Mario Mieli”, ritiene del tutto irrilevante, ai fini del dibattito in corso, il fatto di andare a prendere dichiarazioni formulate dalla persona in questione, negli anni ’70, in un contesto completamente diverso nel quale possono essere state dette cose inaccettabili.

L’ordine del giorno n. G/14-197-239-314-909-1211-1231-1316-1360-1745-1763NT/8/2 è, quindi, posto ai voti e respinto.

Il seguito dell’esame congiunto è infine rinviato.

La seduta termina alle ore 13,25.