D.D.L. SULLE UNIONI CIVILI: RESOCONTO DELLE SEDUTE DEL 4 AGOSTO 2015 DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO E VERBALE DELL’ASSEMBLEA

malan-giovanardi

Pubblichiamo i resoconti delle due ultime sedute – svolte martedì 4 agosto – della Commissione Giustizia del Senato, dedicati all’esame del ddl sulle unioni civili. Gli emendamenti presentati in notevole quantità da un ristretto numero di senatori, anzitutto i sen. Giovanardi e Malan, hanno fatto sì che i lavori slittino alla ripresa di settembre. Pubblichiamo anche il verbale dell’Assemblea del Senato sempre del 4 agosto, che aggiorna i lavori dell’Aula sullo stesso tema a data da definire.

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Legislatura 17ª – 2ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 229 del 04/08/2015

 

GIUSTIZIA (2ª)

MARTEDÌ 4 AGOSTO 2015

229ª Seduta (1ª pomeridiana)

Presidenza del Presidente

PALMA

Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Ferri.

La seduta inizia alle ore 14,05.

IN SEDE REFERENTE

(14) MANCONI e CORSINI. – Disciplina delle unioni civili

(197) Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI ed altri. – Modifiche al codice civile in materia di disciplina del patto di convivenza

(239) GIOVANARDI ed altri. – Introduzione nel codice civile del contratto di convivenza e solidarietà

(314) BARANI e Alessandra MUSSOLINI. – Disciplina dei diritti e dei doveri di reciprocità dei conviventi

(909) Alessia PETRAGLIA ed altri. – Normativa sulle unioni civili e sulle unioni di mutuo aiuto

(1211) MARCUCCI ed altri. – Modifiche al codice civile in materia di disciplina delle unioni civili e dei patti di convivenza

(1231) LUMIA ed altri. – Unione civile tra persone dello stesso sesso

(1316) SACCONI ed altri. – Disposizioni in materia di unioni civili

(1360) Emma FATTORINI ed altri. – Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso

(1745) SACCONI ed altri. – Testo unico dei diritti riconosciuti ai componenti di una unione di fatto

(1763) ROMANO ed altri. – Disposizioni in materia di istituzione del registro delle stabili convivenze

– e petizione n. 665 ad essi attinente

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Prosegue l’esame congiunto sospeso nella seduta del 31 luglio.

Il presidente PALMA, in avvio di seduta, ritiene di dover richiamare l’attenzione delle Commissione su quanto dichiarato dal senatore Lo Giudice durante la seduta di venerdì scorso, circa il fatto che il vaglio sulla proponibilità ed ammissibilità degli emendamenti effettuato dalla Presidenza sarebbe stato un vaglio a “maglie larghe”. Al riguardo il Presidente ricorda che, al testo unificato predisposto per i disegni di legge in titolo e adottato come testo base, sono stati presentati circa 3.600 emendamenti, di questi circa 800 sono stati ritirati, mentre dei rimanenti 2.800 la Presidenza ha dichiarato l’improponibilità o l’inammissibilità di 1461 emendamenti. Successivamente, a seguito della presentazione di alcuni nuovi emendamenti della relatrice, sono stati presentati 279 subemendamenti e di questi 110 sono stati dichiarati improponibili o inammissibili. In sintesi, oltre il 50 percento degli emendamenti e dei subemendamenti presentati sono stati dichiarati improponibili o inammissibili. Non rammenta in tutta la sua esperienza parlamentare un solo caso in cui un Presidente di maggioranza, a fronte dell’ostruzionismo di Gruppi di opposizione, abbia dichiarato l’improponibilità o l’inammissibilità di emendamenti presentati in una percentuale paragonabile a quella cui ha appena fatto riferimento e dovrebbe essere superfluo ricordare che egli, personalmente, non appartiene a un Gruppo parlamentare di maggioranza.

Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII), intervenendo in sede di dichiarazione di voto sul subemendamento 1.10000 testo 2/2 (testo 2), ne raccomanda l’approvazione e sottolinea come tale proposta sia riassuntiva dell’impostazione di fondo della maggior parte delle proposte emendative da lui presentate al testo in esame, proposte che muovono essenzialmente dalla considerazione che, se il fondamento costituzionale dell’intervento normativo in questione va rinvenuto nella tutela accordata alle formazioni sociali come luogo in cui si svolge la personalità del singolo dall’articolo 2 della Costituzione, rispetto a tale impostazione non è concepibile una discriminazione tra la formazione sociale costituita da una coppia omosessuale e la formazione sociale costituita da una coppia eterosessuale. Da questo punto di vista la diversa impostazione fatta propria dal testo in esame gli sembra profondamente incompatibile con il quadro costituzionale di riferimento e tale da determinare una discriminazione in sfavore delle coppie eterosessuali, nella prospettiva di cui al richiamato articolo 2 della Costituzione. Tale discriminazione non potrebbe neppure essere giustificata alla luce dell’esistenza per le coppie eterosessuali del distinto e diverso istituto del matrimonio sia per lo specifico fondamento costituzionale di questo, sia per l’evidente circostanza di fatto dell’esistenza di coppe eterosessuali che al matrimonio, per le più diverse ragioni, non possono o non vogliono accedere.

Accogliendo un suggerimento del presidente PALMA, il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) riformula il subemendamento 1.10000 testo 2/2 (testo 2) in un testo 3, pubblicato in allegato.

Il senatore LUMIA (PD) annuncia, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto contrario sul subemendamento 1.10000 testo 2/2 (testo 3), giudicando del tutto non condivisibili le argomentazioni testè svolte dal senatore Caliendo ed evidenziando, invece, come la lettura della sentenza della Corte costituzionale n. 138 del 2010 vada chiaramente in senso contrario rispetto alle predette argomentazioni e renda evidente l’assoluta coerenza dell’intervento normativo in esame rispetto al considerato quadro di riferimento costituzionale.

Rispondendo ad una richiesta di chiarimenti del senatore TONINI (PD), il presidente PALMA fa presente che l’eventuale approvazione del subemendamento 1.10000 testo 2/2 (testo 3) precluderebbe tutti i successivi subemendamenti riferiti all’emendamento 1.10000 (testo 2) della relatrice e sarebbe, quindi, incompatibile in particolare con l’approvazione del subemendamento 1.10000 testo 2/5(testo 2), sul quale la relatrice ha precedentemente espresso parere favorevole.

Il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)), intervenendo in sede di dichiarazione di voto sul subemendamento 1.10000 testo 2/2 (testo 3), sottolinea come l’impostazione ispiratrice del testo unificato in esame sia radicalmente inconciliabile con la portata normativa dell’articolo 2 della Costituzione che, come emerge dai lavori preparatori dell’Assemblea costituente ed in particolare da un intervento dell’onorevole Moro in sede di approvazione di quello che poi sarebbe diventato il citato articolo 2, è volta a tutelare non le formazioni sociali in quanto tali, ma i diritti dei singoli nelle formazioni sociali medesime, essendo la tutela di queste strumentale alla tutela della persona umana collocata al centro del disegno costituzionale.

Sotto un diverso profilo ribadisce l’assurdità di un impianto normativo che configura un’unione civile il cui assetto normativo (basti pensare che il cognome dell’unione civile è conservato durante lo stato vedovile, fino a nuove nozze o al perfezionamento di nuova unione civile) è chiaramente speculare a quello del matrimonio e, per ciò stesso, incompatibile con un quadro costituzionale che, certamente, riconosce al matrimonio una specificità non estensibile ad altre formazioni sociali.

Il subemendamento 1.10000 testo 2/2 (testo 3), posto ai voti, è respinto.

I subemendamenti 1.0000 testo 2/3 (testo 2) e 1.1000 testo 2/4 – precedentemente fatti propri dal senatore Di Biagio – sono dichiarati decaduti stante l’assenza del proponente.

Il senatore CUCCA (PD) – rispondendo ad una richiesta di chiarimenti del presidente PALMA in ordine al subemendamento 1.10000 testo 2/5 (testo 2), sottolinea come l’aggettivo “originario”, nella formulazione del predetto subemendamento, valga a differenziare l’istituto dell’unione civile sia dal matrimonio, sia dalla disciplina della convivenza di fatto.

Il presidente PALMA osserva che la qualificazione “originaria”, attribuita all’istituto dall’unione civile dal subemendamento citato, gli appare priva di qualsiasi portata normativa ed incomprensibile nel merito.

La relatrice CIRINNA’ (PD), nel raccomandare l’approvazione del subemendamento, rileva tuttavia come alcune delle incertezze interpretative, cui si sta facendo riferimento nel corso del dibattito, sarebbero state evitate se fosse stato possibile richiamare gli articoli della Costituzione nella formulazione degli emendamenti. Tale soluzione, come è noto, è stato però preclusa dalla decisioni assunte dalla Presidenza in tema di proponibilità ed ammissibilità degli emendamenti.

Il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)), nell’annunciare il voto contrario sul subemendamento 1.10000 testo 2/5 (testo 2), sottolinea come la qualificazione “originario” attribuita all’istituto dell’unione civile sia palesemente inappropriata, e come ciò risulti del tutto evidente proprio dal confronto con l’istituto del matrimonio, il cui fondamento in una tradizione più che millenaria di cui è praticamente impossibile rintracciare l’origine storica ne evidenzia un modo inequivoco il carattere di istituto originario, e cioè di istituto che l’ordinamento giuridico riconosce, ma che ad esso ordinamento preesiste. Parlare di originarietà per un istituto le cui origini vanno rinvenute in un dibattito che copre un arco temporale riguarda gli ultimi venti o trent’anni, ancor prima di essere assurdo, è ridicolo.

Il seguito dell’esame congiunto è infine rinviato.

CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE ED INTEGRAZIONE DELL’ORDINE DEL GIORNO

Il PRESIDENTE fa presente che la Commissione dovrà procedere, in sede consultiva su atti del Governo, all’esame dell’Atto del Governo 196, recante misure organizzative a livello centrale e periferico. Al riguardo, il Presidente – pur stigmatizzando le modalità ed i tempi assolutamente tardivi del Governo nella trasmissione del predetto Atto per il parere – avverte che, al fine di procedere all’esame in sede consultiva del medesimo, la Commissione è nuovamente convocata alle ore 15,30 e l’ordine del giorno della stessa è conseguentemente integrato.

La seduta termina alle ore 15,25.

EMENDAMENTI AL TESTO UNIFICATO ADOTTATO DALLA COMMISSIONE PER I DISEGNI DI LEGGE NN.

N. 14, 197, 239, 314, 909, 1211, 1231, 1316, 1360, 1745, 1763

Art. 1

1.10000 testo 2/2 (testo 3)

CALIENDO, CARDIELLO

All’emendamento 1.10000 testo 2, sostituire l’articolo 01, con il seguente: «Art. 01. – (Definizione e finalità). – 1. La presente legge disciplina i diritti e i doveri delle unioni tra due persone maggiorenni, anche dello stesso sesso, quali formazioni sociali costituite da persone legate da vincoli affettivi e stabilmente conviventi.

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Legislatura 17ª – 2ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 230 del 04/08/2015

 

GIUSTIZIA (2ª)

MARTEDÌ 4 AGOSTO 2015

230ª Seduta (2ª pomeridiana)

Presidenza del Presidente

PALMA

indi del Vice Presidente

CASSON

Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Ferri.

La seduta inizia alle ore 15,30.

 

IN SEDE REFERENTE

(14) MANCONI e CORSINI. – Disciplina delle unioni civili

(197) Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI ed altri. – Modifiche al codice civile in materia di disciplina del patto di convivenza

(239) GIOVANARDI ed altri. – Introduzione nel codice civile del contratto di convivenza e solidarietà

(314) BARANI e Alessandra MUSSOLINI. – Disciplina dei diritti e dei doveri di reciprocità dei conviventi

(909) Alessia PETRAGLIA ed altri. – Normativa sulle unioni civili e sulle unioni di mutuo aiuto

(1211) MARCUCCI ed altri. – Modifiche al codice civile in materia di disciplina delle unioni civili e dei patti di convivenza

(1231) LUMIA ed altri. – Unione civile tra persone dello stesso sesso

(1316) SACCONI ed altri. – Disposizioni in materia di unioni civili

(1360) Emma FATTORINI ed altri. – Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso

(1745) SACCONI ed altri. – Testo unico dei diritti riconosciuti ai componenti di una unione di fatto

(1763) ROMANO ed altri. – Disposizioni in materia di istituzione del registro delle stabili convivenze

– e petizione n. 665 ad essi attinente

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella 1a seduta pomeridiana di oggi.

Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) annuncia voto contrario sul subemendamento 1.10000 testo 2/5 (testo 2) in quanto, riferendosi all’unione civile tra persone dello stesso sesso quale “istituto giuridico originario”, adotta una definizione del tutto fuorviante e sbagliata. Soltanto la famiglia, infatti, può essere considerata a pieno titolo istituto originario in quanto società naturale fondata sul matrimonio, secondo quanto previsto dall’articolo 29 della Costituzione. Ribadisce inoltre la propria ferma contrarietà all’impostazione di fondo del testo unificato che, per un verso, tende ad equiparare nei fatti le unioni civili tra persone dello stesso sesso con il matrimonio; per altro verso, riconoscendo solo alle unioni civili tra persone dello stesso sesso i diritti previsti al Titolo I, determina un indubbia discriminazione rispetto alle coppie eterosessuali, che non appare ragionevole rispetto all’articolo 2 della Costituzione, che tutela i diritti fondamentali ed inviolabili dell’uomo, a prescindere dall’orientamento sessuale, nell’ambito delle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità.

La relatrice CIRINNA’ (PD) intervenendo in via incidentale, sottolinea l’opportunità di inserire, nel subemendamento in esame, la specificazione che l’unione civile tra persone dello stesso sesso venga istituita in attuazione degli articoli 2 e 3 della Costituzione, al fine di eliminare qualsiasi dubbio interpretativo sulla presunta assimilazione di tale istituto giuridico con il matrimonio, senza dover quindi ricorrere all’utilizzo dell’espressione “originario”.

Il seguito dell’esame congiunto è infine rinviato.

La seduta termina alle ore 15,55.

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Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 497 del 04/08/2015

 

SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVII LEGISLATURA ——

497a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

MARTEDÌ 4 AGOSTO 2015

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Sui lavori del Senato

Organizzazione della discussione della questione di fiducia

Commissioni permanenti, autorizzazione alla convocazione

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha proceduto all’organizzazione dei lavori per la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo sul decreto-legge n. 83, recante misure urgenti in materia fallimentare, già approvato dalla Camera dei deputati. Per la discussione generale sulla fiducia, che avrà inizio domani mattina a partire dalle ore 9,30, è stata ripartita un’ora e venti minuti in base a specifiche richieste dei Gruppi. Seguiranno quindi le dichiarazioni di voto.

La chiama avrà pertanto inizio intorno alle ore 12.

Domani mattina, prima dell’inizio dei lavori dell’Aula, le Commissioni sono autorizzate a convocarsi per l’esame di provvedimenti urgenti o in scadenza.

L’ordine del giorno della seduta di oggi è integrato con la deliberazione sulla costituzione in giudizio del Senato in un conflitto di attribuzione sollevato dalla Corte di cassazione in materia di autodichia.

Poiché la Commissione giustizia non ha ancora concluso l’esame del disegno di legge in materia di unioni civili, la discussione del provvedimento viene rinviata ad altra data che sarà stabilita dalla Conferenza dei Capigruppo dopo la pausa estiva. Conseguentemente, le previste sedute di giovedì 6 e venerdì 7 agosto non avranno luogo.

La Conferenza dei Capigruppo ha altresì approvato a maggioranza il calendario dei lavori per la ripresa dopo la pausa estiva.

L’Assemblea tornerà a riunirsi martedì 8 settembre alle ore 17.

Le Commissioni potranno convocarsi ordinariamente a partire da martedì 1º settembre e sono comunque autorizzate a riunirsi anche nel mese di agosto in relazione a sopravvenute esigenze nelle materie di rispettiva competenza.

Nella settimana dall’8 al 10 settembre saranno esaminati il disegno di legge sull’equilibrio nella rappresentanza nei Consigli regionali, il Rendiconto e l’Assestamento del bilancio dello Stato, nonché ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione affari esteri.

Nel corso di quella settimana si riunirà la Conferenza dei Capigruppo per stabilire il calendario delle settimane seguenti.

DE PETRIS (Misto-SEL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-SEL). Signor Presidente, questo calendario è una cattiva notizia per il sottosegretario Scalfarotto, che immagino sarà costretto a riprendere lo sciopero della fame, perché il disegno di legge sulle unioni civili, che era stato previsto venisse esaminato prima della pausa estiva, non solo non verrà incardinato domani, ma non sarà ripreso neanche nella settimana dall’8 al 10 settembre. Ora, è vero che nel calendario era stato inserito con la dizione «ove concluso», però è anche vero che ormai all’interno della Commissione il lavoro sta andando a rilento da mesi e, da quando è stato inserito in calendario, saranno state effettuate, sì e no, tre votazioni.

Propongo pertanto all’Aula che giovedì 10 settembre sia previsto l’incardinamento del disegno di legge sulle unioni civili. Alla ripresa vi saranno ben tre giorni per poter concludere i lavori e, in tutta franchezza, penso anche che, poiché si tratta di questioni che non riguardano i rapporti tra maggioranza e opposizione, perché vi sono opinioni diverse sia dentro le opposizioni, sia dentro la maggioranza, sia dentro gli stessi Gruppi, la discussione in Aula, qualora non conclusa in Commissione, sia comunque una questione fondamentale, perché si tratta di un disegno di legge da lavoro d’Assemblea. So che è un testo complesso, ma non credo possiamo permetterci di toglierlo dal calendario senza dare neanche la prospettiva di un suo inserimento alla ripresa dei lavori, poiché è atteso da molto tempo. Ognuno potrà avere opinioni differenti sulla sua efficacia o sulla sua necessità, ma credo sia atteso da moltissimo tempo da milioni di persone, perché riguarda una questione che attiene seriamente al grado di civiltà del nostro Paese.

Per questo la mia proposta è molto secca: calendarizzazione del disegno di legge sulle unioni civili giovedì 10 settembre, almeno per il suo incardinamento.

Interventi su argomenti non iscritti all’ordine del giorno

ALBANO (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALBANO (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, le parole possono diventare pietre. Il clima omofobo che ogni giorno vediamo alimentato da personaggi pubblici e da alcuni politici contribuisce a far scatenare episodi violenti e terribili come quelli accaduto a Genova nei giorni scorsi. Mi riferisco al pestaggio da «Arancia meccanica» avvenuto su un autobus ai danni di un quarantenne, picchiato da quattro uomini e due donne perché creduto gay.

Occorre ristabilire al più presto la dovuta laicità davanti al tema dei diritti civili e della libertà di orientamento sessuale, in cui l’Italia è in scandaloso ritardo. Il fatto che questa violenza sia avvenuta sotto gli occhi dell’autista dell’autobus, che ha scelto non solo di non intervenire, ma di essere anche omertoso, ci deve far riflettere tutti su quale tipo di società vogliamo.

Dobbiamo avere la forza di controbattere a chi vuole trasformare l’Italia in una Nazione di bestie intolleranti, violente, egoiste e disumane. Pertanto, chiedo che diventi urgente l’approvazione del disegno di legge sul reato di omofobia, fermo all’esame della Commissione giustizia del Senato. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Orellana).

(…)

GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)). Signor Presidente, poiché insieme al collega Malan siamo stati accusati sulle agenzie di essere i mandanti dell’aggressione di Genova, con il nostro atteggiamento contrario alle unioni civili, faccio presente, avendo interpellato il prefetto di Genova, che quello che è successo non lo sa nessuno. La cosa sicura è che la persona picchiata è un eterosessuale, regolarmente fidanzato, che era stato accusato da una serie di persone di molestare una ragazza. Perché sia avvenuta quella rissa non si sa. Un’altra associazione gay ha detto che siamo arrivati al punto che anche gli eterosessuali vengono picchiati se sono scambiati per omosessuali. Ma non si capisce come possa essere accaduto, visto che la rissa è nata perché qualcuno lo aveva accusato di molestare una ragazza.

Quindi, prima di accusare dei senatori di essere mandanti e corresponsabili morali di aggressioni, com’è accaduto in altri cinque, sei, sette o otto casi in cui le notizie erano totalmente false, sarà forse opportuno aspettare di vedere che le autorità competenti chiariscano che cosa è successo a Genova.

Intervengo dunque perché questo metodo di linciare i colleghi – non quelli che hanno parlato – dando subito per buoni fatti che nessuno ancora ha appurato come siano accaduti, non mi sembra assolutamente costruttivo. Allo stesso modo, non mi sembra neppure costruttivo collegare quell’episodio con il dibattito in corso sul matrimonio gay, sulle unioni civili, sull’utero in affitto e sulle adozioni, che non c’entrano assolutamente nulla con quanto è accaduto a Genova.