D.D.L. SULLE UNIONI CIVILI: SEDUTA DEL 6 MAGGIO 2014

La settimana scorsa, e in particolare nella seduta del 6 maggio, è proseguita nella Commissione Giustizia del Senato la discussione – non ancora il voto – del disegno di legge sulle unioni civili. Se ne riporta il resoconto.

Legislatura 17ª – 2ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 109 del 06/05/2014

 

GIUSTIZIA (2ª)

MARTEDÌ 6 MAGGIO 2014

109ª Seduta

Presidenza del Presidente

PALMA

Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Ferri.

La seduta inizia alle ore 20,05.

IN SEDE REFERENTE

(14) MANCONI e CORSINI. – Disciplina delle unioni civili

(197) Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI ed altri. – Modifiche al codice civile in materia di disciplina del patto di convivenza

(239) GIOVANARDI ed altri. – Introduzione nel codice civile del contratto di convivenza e solidarietà

(314) BARANI e Alessandra MUSSOLINI. – Disciplina dei diritti e dei doveri di reciprocità dei conviventi

(909) Alessia PETRAGLIA ed altri. – Normativa sulle unioni civili e sulle unioni di mutuo aiuto

(1211) MARCUCCI ed altri. – Modifiche al codice civile in materia di disciplina delle unioni civili e dei patti di convivenza

(1231) LUMIA ed altri. – Unione civile tra persone dello stesso sesso

(1360) Emma FATTORINI ed altri. – Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso

– e petizione n. 665 ad essi attinente

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta dell’8 aprile.

Il presidente PALMA ricorda che, come da accordi intercorsi in sede di Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, nella seduta odierna si svolgerà una discussione finalizzata ad individuare il testo unificato o, se del caso, i distinti testi unificati sui quali la Commissione potrà proseguire l’esame. Chiede dunque a tutti i senatori che prenderanno la parola di manifestare il proprio intendimento circa l’opportunità di predisporre un solo testo unificato o due distinte proposte normative che regolino, rispettivamente, le unioni civili tra persone dello stesso sesso e le coppie di fatto.

Ha la parola il senatore LUMIA (PD), il quale precisa preliminarmente che le proposte di conferire riconoscimento giuridico alle coppie di fatto e alle unioni civili tra persone dello stesso sesso non devono essere valutate in contrapposizione tra loro. Le due esigenze e i relativi procedimenti parlamentari vanno posti al riparo da ogni tentazione di lettura in chiave ideologica. Occorre, invece, prendere atto che sul fronte dello statuto giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso l’ordinamento italiano fa segnare un rilevante ritardo rispetto agli impianti normativi vigenti in altri paesi europei e negli Stati Uniti d’America. Ricorda che, in materia, una decisiva risoluzione del Parlamento europeo risale al febbraio del 1994, mentre una rilevante pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo ha esteso, sia pure ai limitati fini dell’applicazione dell’articolo 8 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo, la nozione di famiglia anche alle coppie omosessuali. Inoltre, già la Carta di Nizza e un’importante pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea del 2013, hanno conferito rilievo e maggior urgenza di definizione ai rapporti di convivenza tra persone dello stesso sesso. Vi sono poi numerosi Paesi – se ne contano ben undici soltanto nell’Unione europea – che estendono direttamente l’accesso all’istituto matrimoniale alle coppie omosessuali; in proposito, non è trascurabile che già quindici degli Stati federati americani abbiano ormai riconosciuto l’accesso all’istituto matrimoniale anche alle coppie formate da persone dello stesso sesso. Da questo sintetico quadro ricostruttivo emerge l’assoluta preminenza e indifferibilità di conferire riconoscimento e tutela giuridica alle unioni civili tra omosessuali. Venendo dunque allo snodo procedurale sul quale il Presidente ha invitato i rappresentanti dei Gruppi ad esprimersi, ritiene che una scelta responsabile risieda nel procedere parallelamente sui due testi predisposti dalla relatrice nei quali far confluire il complesso delle proposte di legge all’attenzione della Commissione che riguardano, rispettivamente, le coppie di fatto e le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Peraltro, la formulazione dei due testi che va prendendo corpo merita condivisione e apprezzamento, poiché prospetta soluzioni normative mature e accurate. Conclude rilevando, tuttavia, che al fine di evitare problemi di coordinamento, confusioni, sovrapposizioni o rallentamenti procedurali, il proprio Gruppo sarebbe disponibile anche a procedere sulla base di un solo testo unificato articolato in due titoli disgiunti ed inequivocamente dedicati, l’uno a fornire disciplina e riconoscimento alle unioni civili tra persone dello stesso sesso l’altro, a garantire effetti giuridici ai patti contratti nell’ambito delle coppie di fatto. Sottopone questa ipotesi di prosecuzione dei lavori all’attenzione di tutte le forze politiche presenti in Commissione.

Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) conviene sul fatto che i temi oggetto dei disegni di legge in titolo debbano essere posti al riparo da letture ideologiche predefinite. Occorre, invece, muovere dalla pronuncia della Corte costituzionale del 2010, la quale, sebbene spesso citata in modo improprio, chiarisce gli esiti interpretativi che derivano direttamente dalla disciplina degli articoli 29 e 30 della Costituzione. Peraltro, il riconoscimento giuridico a forme di legame affettivo diverse da quelle che sfociano nell’istituto matrimoniale, pone temi di diritto civile piuttosto complessi; cita, al riguardo, i potenziali effetti che si determinerebbero sull’istituto dell’impresa familiare disciplinata dall’articolo 230-bis del codice civile. Ma, più in generale, ritiene che si debba affrontare con attenzione e responsabilità l’ipotesi di sostituire la concezione di famiglia fondata sul vincolo di consanguineità con un’idea di nucleo familiare fondato sugli affetti. Per altro verso, non è corretto affermare che le esigenze delle coppie di fatto scaturiscono soltanto da quelle situazioni in cui si vuole ottenere riconoscimento giuridico senza accedere al matrimonio; la realtà è assai più sfaccettata ed è inutile presupporre le intenzioni o l’atteggiamento psicologico di chi convive, giacché in realtà possono essere variegate sia le condizioni di convivenza sia le aspirazioni di riconoscimento giuridico cui far fronte. Espresso apprezzamento per il testo predisposto da parte della senatrice Cirinnà in punto di coppie di fatto, svolge brevi rilievi sull’istituto del patto di convivenza che ritiene debba essere passibile di trascrizione soltanto una volta risolti i molti dubbi applicativi che insorgerebbero se si optasse per tale soluzione. Ulteriori rilievi riguardano, poi, i limiti all’autonomia nel regime patrimoniale dei patti medesimi e, tornando al piano del metodo, ritiene doveroso vagliare con attenzione le singole situazioni giuridiche soggettive che possono dirsi compatibili con il riconoscimento delle coppie di fatto. Quanto poi al tema del seguito procedurale per i lavori della Commissione, non ritiene fruttuoso discernere le differenze di regime tra gli istituti relativi alle coppie omosessuali e quelli destinati a regolare altre situazioni di convivenza fattuale; è infatti evidente che se si volesse dare seguito ad una simile impostazione si finirebbe per perpetuare logiche di esclusione e ghettizzazione. Nel proporre la predisposizione di un unico testo da cui muovere, auspica che si possa trarre utile giovamento dall’esperienza della riforma del diritto di famiglia del 1975 che costituisce un nitido esempio di norme capaci di incidere anche sulla formazione di un sentire collettivo dei consociati garantendo un progresso dell’intera società. Conclude approfittando della presenza del sottosegretario Ferri e auspicando che si possa anche tener conto delle straordinarie acquisizioni cui si pervenne in dottrina a seguito degli studi promossi dal professor Enrico Ferri sulla famiglia di fatto che, seppur risalenti a molti anni fa, possono ancora oggi schiudere rilevanti profili di interesse per l’esame dei disegni di legge in titolo.

Interviene il senatore GIOVANARDI (NCD) a giudizio del quale non va trascurato che la recente evoluzione giurisprudenziale ha già garantito una certa copertura giuridica alle aspettative di diritto delle coppie che si trovano a convivere fuori dal matrimonio. Tenendo conto di questo profilo preliminare, gli appare certamente preferibile che i lavori della Commissione prendano le mosse da un solo testo unificato che eviti indebiti ricorsi a doppi binari di sorta; questi ultimi, ne conviene con il senatore Caliendo, finirebbero per creare solo discriminazioni o equivoci applicati. Ciò premesso, naturalmente, si tratta poi di individuare con puntualità e attenzione i diritti e le aspettative cui possano accedere le persone unite da un legame che si vorrebbe riconosciuto dall’ordinamento, ma che è pur sempre diverso dal vincolo matrimoniale.

Interviene brevemente il presidente PALMA per richiamare l’attenzione sul delicato tema della disciplina dei diritti di successione che vengono ad essere riguardati dalla prospettata introduzione di un riconoscimento giuridico in favore delle coppie di fatto e delle unioni civili. Si tratta, in particolare, di valutare una rivisitazione della ragione alla base dell’istituto dei legittimari e quindi delle quote di legittima che non possono essere intaccate dagli atti di disposizione mortis causa. Tali profili, a suo giudizio, meritano di essere rivisti considerando la platea dei legittimari che, ferma l’attuale previsione codicistica, rischia di proporre antinomie e aporie applicative qualora si dovesse garantire un riconoscimento ad unioni e rapporti non fondati sull’istituto matrimoniale.

Il senatore CAPPELLETTI (M5S) ritiene che in linea di massima sarebbe condivisibile l’ipotesi di predisporre due distinti testi unificati: l’uno riguardante le unioni civili tra persone dello stesso sesso; l’altro volto a regolare la condizione delle coppie di fatto. Si farebbe fronte così, con due distinti provvedimenti, a tutte le esigenze che provengono dalla società civile sia in punto di riconoscimento giuridico dei diritti e delle aspettative dei legami che non sfocino nel matrimonio, sia nella predisposizione di uno statuto minimo in favore delle coppie omosessuali. Ciò premesso, tuttavia, ritiene ancor più proficuo per il buon andamento dei lavori in Commissione che la relatrice definisca un unico testo unificato suddiviso per chiarezza in due distinti titoli che disciplinino rispettivamente differenti istituti concernenti il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto e i legami tra persone dello stesso sesso.

Il senatore BARANI (GAL) ricorda che, nel corso della scorsa legislatura, si era approfondito l’esame dell’estensione del trattamento di reversibilità anche in favore delle parti delle coppie di fatto che contraggono un accordo di convivenza. Emerse, in quella circostanza che l’estensione di questi benefici di natura previdenziale, così come di altri istituti di favore riconducibili all’assistenza in favore della parte superstite della coppia, presenta oneri a carico del bilancio dello Stato e, pertanto, finisce per rappresentare un ostacolo insormontabile al riconoscimento delle unioni diverse da quelle fondate sul matrimonio. Proprio alla luce di tale esperienza, ritiene realistico che la relatrice si limiti a predisporre un testo dal contenuto normativo minimo, sebbene questo finisca per imporre qualche rinuncia nell’immediata estensione di una tutela giuridica, previdenziale e assistenziale in favore dei rapporti di convivenza.

Il senatore FALANGA (FI-PdL XVII) ritiene che la scelta di procedere sulla base di un solo testo unificato oppure sulla scorta di due articolati normativi diversi a seconda delle esigenze di disciplina delle coppie di fatto o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, non dovrebbe essere adottata sulla base di argomenti di segno politico, ma soltanto nel presupposto di percorrere la via più utile per la redazione di testi normativi di migliore qualità. Al riguardo, dunque, non si vede perché discernere in modo radicale e discriminatorio nel conferire valenza giuridica agli accordi di convivenza tra omosessuali e eterosessuali. Con riguardo a quanto precisato dal presidente Palma in punto di diritti dei legittimari derivanti dalla successione mortis causa, si deve tenere nel massimo riguardo l’esigenza di non introdurre istituti ibridi e dall’incerta applicazione. E’ invece opportuno predisporre discipline chiare che non conducano a indebite intersezioni tra istituti simili ma non sovrapponibili. Anche per questo si rende preferibile l’adozione di un unico testo su cui procedere alla predisposizione di puntuali proposte emendative. D’altra parte, non dovrebbero trovare spazio espedienti procedurali volti a nascondere eventuali difficoltà della maggioranza che sostiene il Governo le quali, al momento, si presentano in tutta la loro evidenza.

La senatrice ALBERTI CASELLATI (FI-PdL XVII) ricorda che si deve muovere dall’indefettibile riconoscimento che, al momento, il matrimonio è l’unico istituto giuridico da cui originano effetti di regolazione della convivenza tra due soggetti. Ciò premesso, manifestando apprezzamento per il lavoro svolto dalla relatrice sui testi all’esame della Commissione, ritiene che vi siano ancora non pochi equivoci che potrebbero insorgere se entrassero al contempo in vigore gli istituti previsti per regolare le unioni civili tra persone dello stesso sesso e le coppie di fatto. In primo luogo, il fatto stesso che al matrimonio si affianchino ben tre ulteriori istituti di regolazione della convivenza determina conseguenze applicative complesse e contraddittorie. Con le due ipotesi di testo unificato, da un lato si codificherebbero i patti di convivenza, dall’altro si darebbe giuridica rilevanza alle unioni civili tra persone dello stesso sesso e, infine, si conferirebbe una qualche tutela alla stessa convivenza di fatto prevista sotto un autonomo titolo. Inoltre, rileva che pur attribuendo un autonomo nomen juris a questi diversi istituti, le unioni civili richiamano una forma minore, ma non troppo dissimile, del vero e proprio matrimonio. Si viene così a creare una sorta di gradazione tra le tutele che ingenera disuguaglianze, aporie di sistema e, in generale, desta notevoli perplessità. Si tratta di elementi critici che inducono a confermare l’ipotesi di predisporre un solo testo unificato sul quale concentrare l’attenzione e le esigenze di coordinamento sistematico con particolare riguardo all’impatto indiretto e riflesso sul matrimonio; quest’ultimo non solo trova fondamento costituzionale espresso, ma costituisce pur sempre la base giuridica della famiglia e dei rapporti che la configurano come formazione sociale.

Anche il presidente PALMA rileva che sarebbe opportuno individuare un livello minimo di protezione giuridica con riguardo alle istituende unioni civili, evitando il rischio di plasmare un istituto di carattere imitativo del matrimonio. Anche alla luce di tale rilievo ritiene a sua volta preferibile confermare l’ipotesi di un solo testo unificato che cerchi di predisporre tutela alle esigenze dei tipi di convivenza, individuando un minimo comune denominatore di situazioni giuridiche soggettive da riconoscere in favore delle parti.

La relatrice CIRINNA’ (PD) osserva di aver preso in considerazione un materiale normativo quanto mai complesso e variegato che origina da ben otto iniziative legislative di impostazione assai diversa l’una dall’altra. Per sua parte, ritiene di poter accogliere le indicazioni che provengono dai componenti della Commissione; tuttavia ribadisce che per la propria parte politica è di preminente interesse l’esigenza di fornire un minimo di tutela alle legittime aspettative delle coppie omosessuali che si trovano, al momento, ancora escluse dall’accesso ad ogni istituto che ne regolamenti la condizione e i rapporti. Conferma quindi la propria disponibilità a che in Ufficio di Presidenza e poi in Commissione si individui il seguito procedurale che offre maggiori garanzie per la definizione di un complesso normativo che risponde ad esigenze ormai indifferibili.

Il presidente PALMA ritiene che in un prossimo Ufficio di Presidenza siano ulteriormente discusse le modalità per procedere con il seguito dell’esame dei disegni di legge in titolo; successivamente, la Commissione potrà stabilire se fissare il termine per la presentazione degli emendamenti riferiti ad un solo testo unificato, oppure proseguire sulla base della definizione di due differenti disegni di legge che distinguano le unioni civili dai patti di convivenza.

Prende atto la Commissione.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI

Il PRESIDENTE comunica che nel corso delle audizioni svolte oggi in Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, nell’ambito dell’esame del disegno di legge n. 1209, in materia di adozione dei minori, sono state acquisite documentazioni che saranno rese disponibili per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione.

Prende atto la Commissione.

POSTICIPAZIONE DELLA SEDUTA DELLA COMMISSIONE

Il PRESIDENTE avverte che la seduta, già convocata per domani alle ore 14,15, è posticipata alle ore 15.

La seduta termina alle ore 21,30.