DDL CIRINNÀ SULLE UNIONI CIVILI: DISCUSSIONE IN COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO DEL 10 SETTEMBRE 2015

Pubblichiamo il resoconto della seduta di giovedì 10 settembre della Commissione Giustizia del Senato sul ddl Cirinnà.

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Legislatura 17ª – 2ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 236 del 10/09/2015

 

 

GIUSTIZIA    (2ª)

 

GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE 2015

236ª Seduta

 

Presidenza del Vice Presidente

CASSON

 

            Intervengono i sottosegretari di Stato per la giustizia Ferri e alla Presidenza del Consiglio dei ministri Sesa Amici.

            La seduta inizia alle ore 14,20.

 

IN SEDE REFERENTE

 

(14) MANCONI e CORSINI.  –  Disciplina delle unioni civili

(197) Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI ed altri.  –  Modifiche al codice civile in materia di disciplina del patto di convivenza

(239) GIOVANARDI ed altri.  –  Introduzione nel codice civile del contratto di convivenza e solidarietà

(314) BARANI e Alessandra MUSSOLINI.  –  Disciplina dei diritti e dei doveri di reciprocità dei conviventi

(909) Alessia PETRAGLIA ed altri.  –  Normativa sulle unioni civili e sulle unioni di mutuo aiuto

(1211) MARCUCCI ed altri.  –  Modifiche al codice civile in materia di disciplina delle unioni civili e dei patti di convivenza

(1231) LUMIA ed altri.  –  Unione civile tra persone dello stesso sesso

(1316) SACCONI ed altri.  –  Disposizioni in materia di unioni civili

(1360) Emma FATTORINI ed altri.  –  Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso

(1745) SACCONI ed altri.  –  Testo unico dei diritti riconosciuti ai componenti di una unione di fatto

(1763) ROMANO ed altri.  –  Disposizioni in materia di istituzione del registro delle stabili convivenze

– e petizione n. 665 ad essi attinente

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

            Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta dell’8 settembre.

Interviene sull’ordine dei lavori il senatore CAPPELLETTI (M5S), il quale chiede la convocazione dell’Ufficio di Presidenza per l’inizio della settimana prossima al fine di tener conto – nella programmazione dei lavori della Commissione – della decisione assunta ieri dalla Conferenza dei Capigruppo – e confermata dall’Aula del Senato – di non inserire nel calendario dei lavori i disegni di legge in materia di unioni civili. Questa decisione – che è stata adottata con il voto contrario soltanto del Movimento 5 Stelle e dei senatori di Sinistra ecologia e libertà del Gruppo Misto – non può non avere un riflesso sull’organizzazione dei lavori della Commissione, considerato che, in assenza di tale calendarizzazione, risulterà estremamente difficile sia contrastare l’ostruzionismo in atto sui predetti disegni di legge in materia di unioni civili sia, correlativamente, procedere ad un esame più spedito di tutti gli altri disegni di legge all’ordine del giorno in Commissione, che rappresentano esigenze altrettanto importanti, quali ad esempio quelli in materia di prescrizione dei reati, class action e impignorabilità della prima casa.

Sull’ordine dei lavori interviene anche il senatore LUMIA (PD), il quale reitera la sua richiesta alla Presidenza di fissare sedute notturne per la prossima settimana in quanto solo in tal modo è possibile riequilibrare i rapporti fra coloro che in Commissione si stanno opponendo con l’ostruzionismo al varo di un testo di legge in materia di unioni civili e coloro che, invece, ritengono irrinunciabile tale obiettivo. Invita ancora una volta i componenti della Commissione che non condividono l’impostazione sottesa al testo unificato di dialogare sul merito degli emendamenti con le forze di maggioranza, anche in considerazione del fatto che il testo proposto dalla relatrice si muove nel solco tracciato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 138 del 2010.

Seguono brevi interventi del senatore AIROLA (M5S) – che sottolinea come il Movimento 5 stelle abbia dimostrato con i fatti e in modo coerente di volere una nuova legge in materia di unioni civili e chiede che venga convocato al più presto un Ufficio di Presidenza che possa stabilire una data certa entro la quale concludere l’esame dei disegni di legge in subiecta materia – del senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) – che ritiene che la previsione di sedute notturne potrebbe avere un senso solo in presenza di una calendarizzazione dei disegni di legge in materia di unioni civili – del senatore ORELLANA (Misto) – che esprime la sua delusione per la mancata calendarizzazione dei predetti disegni di legge – e, infine, del senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)), che ritiene che tale discussione sui tempi sia sterile, in quanto l’organizzazione dei lavori della settimana prossima non può che essere rimessa alla valutazione del prossimo Ufficio di Presidenza.

Riprende l’esame degli emendamenti.

Il presidente CASSON dichiara precluso l’emendamento 1.640 in conseguenza delle precedenti votazioni sugli emendamenti relativi al comma 1 dell’articolo 1 del testo unificato.

         Il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)) annuncia il voto favorevole sull’emendamento 1.641, sottolineando come la posizione della sua parte politica appaia coerente non solo con le indicazioni desumibili dalla giurisprudenza della Corte costituzionale – come già evidenziato nella seduta di ieri – ma anche con quelle rinvenibili nella  prevalente giurisprudenza di legittimità, che è ferma nel riconoscere la non riconducibilità delle unioni omosessuali all’ambito di applicazione dell’articolo 29 della Costituzione e, quindi, nel riconoscere la non assimilabilità di queste rispetto a quella istituzione superindividuale che è la famiglia fondata sul matrimonio. E’ di tutta evidenza che un testo i cui punti qualificati sono, tra l’altro, il riconoscimento della reversibilità e la possibilità di adottare per le istituende unioni civili si colloca in una prospettiva del tutto diversa.

Interviene, in dissenso dal Gruppo di appartenenza, il senatore SACCONI (AP (NCD-UDC)) il quale sottolinea che le considerazioni del senatore Giovanardi sono parzialmente condivisibili, in considerazione del fatto che il riconoscimento della reversibilità delle pensioni all’interno delle unioni omosessuali non potrebbe non comportare l’estensione della stessa anche alle convivenze eterosessuali.

Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII), pur comprendendo le ragioni sottese all’emendamento 1.641, non voterà a favore dello stesso, sottolineando ancora una volta come la previsione della costituzione dell’unione civile davanti all’ufficiale di stato civile rappresenti una scelta di fondo sbagliata, in quanto tale scelta determina inevitabilmente l’equiparazione sostanziale dell’unione civile al matrimonio. Il punto centrale su cui intende richiamare l’attenzione è che il testo in esame deve avere la finalità di consentire il riconoscimento dei diritti dei singoli all’interno di quella formazione sociale che è la coppia omosessuale, ma non può determinare il riconoscimento di una nuova  istituzione di carattere pubblico e superindividuale che sarebbe per ciò stesso sovrapponibile alla famiglia.

L’emendamento 1.641, posto ai voti, è respinto.

Il presidente CASSON dichiara preclusi gli emendamenti 1.657 (testo 2), 1.664 (testo 2), 1.682 (testo 2) e 1.683 (testo 2) in conseguenza delle precedenti votazioni sugli emendamenti relativi al comma 1 dell’articolo 1 del testo base.

Il senatore GASPARRI (FI-PdL XVII) aggiunge la sua firma all’emendamento 1.705, mentre il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)) annuncia il voto contrario su tale emendamento da lui originariamente presentato evidenziando come la proposta emendativa non abbia più senso dopo la recente pronuncia della Corte di Cassazione n. 15138 del 2015 che ha ritenuto possibile l’iscrizione anagrafica di un mutamento di sesso anche in assenza dei presupposti previsti dalla legge n. 164 del 1982 e quindi, sostanzialmente, sulla base esclusivamente delle percezioni soggettive del soggetto istante.

Posto ai voti, l’emendamento 1.705 è respinto.

Il senatore SACCONI (AP (NCD-UDC)) propone di modificare l’emendamento 1.708 – aggiungendo dopo le parole “cambiamento di sesso” le seguenti “non sulla base di una mera percezione soggettiva” – associandosi alle considerazioni critiche svolte dal senatore Giovanardi sulla recente sentenza della Corte di Cassazione che ha aperto alla possibilità di mutamento di sesso anche senza un intervento chirurgico di adeguamento del soma con la psiche.

Il senatore GASPARRI (FI-PdL XVII) aggiunge la propria firma all’emendamento 1.708 e lo modifica nel senso prospettato dal senatore Sacconi.

Dopo che il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) ha annunciato la sua astensione sull’emendamento 1.708 – non prima di rammentare che nel testo unificato non sono presenti soluzioni ai problemi che si potrebbero porre ai fini della valida costituzione e dello scioglimento dell’unione civile a seguito del mutamento di sesso di uno dei due soggetti – il predetto emendamento, come da ultimo riformulato, è posto ai voti e respinto.

Il presidente CASSON dichiara quindi preclusi gli emendamenti 1.712 (testo 2), 1.713 (testo 2), 1.714, 1.716 (testo 2), 1.726 (testo 2), 1.737 (testo 2), 1.763 e 1.764 (testo 2), in conseguenza delle precedenti votazioni sugli emendamenti relativi al comma 1 dell’articolo 1 del testo base.

Dichiara altresì preclusi gli emendamenti 1.776, 1.782, 1.789, 1.790 – limitatamente ai primi due trattini – 1.793, 1.794, 1.795, 1.796, 1.797, 1.798 (quest’ultimo ad esclusione dei numeri 4, 6 e 8), 1.800, 1.802 e 1.803, a seguito dell’approvazione dell’emendamento 1.10000 (testo 2) della relatrice, come emendato.

Avverte che l’esame della parte non preclusa degli emendamenti 1.790 e 1.798 è accantonato e avrà luogo nell’ambito dell’esame degli emendamenti riferiti al comma 3 dell’articolo 1 del testo unificato.

L’emendamento 1.807 – fatto proprio dal senatore Caliendo e sul quale anche il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)) annuncia voto favorevole – viene posto ai voti ed è respinto.

Sull’emendamento 1.809 – fatto proprio dal senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)), il quale ne raccomanda l’approvazione al fine di evitare pratiche abusive ed unioni civili “di comodo” e, conseguentemente, al fine di evitare il rischio di ridurre le risorse disponibili che andrebbero invece investite a tutela della famiglie italiane – annuncia il voto favorevole anche il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII), mentre il senatore ORELLANA (Misto) annuncia voto contrario in quanto dalla sua eventuale approvazione ne deriverebbe una palese discriminazione nei confronti dei cittadini stranieri che vivono in Italia.

L’emendamento 1.809 viene quindi posto ai voti ed è respinto.

In ordine all’emendamento 1.815, il senatore SACCONI (AP (NCD-UDC)) propone che lo stesso venga riformulato anteponendo alle parole “conviventi da almeno tre anni” le parole “,quale definito dalla vigente regolazione e non dall’iscrizione all’anagrafe secondo percezioni soggettive”, sempre al fine di mantenere l’attuale definizione legislativa di sesso e di ridurre la portata della pronuncia della Corte di Cassazione n. 15138 del 2015.

Il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)) modifica quindi l’emendamento 1.815, così come suggerito dal senatore Sacconi, e ne raccomanda l’approvazione sottolineando, inoltre, come la previsione del requisito della convivenza di almeno tre anni sia chiaramente funzionale ad evitare il rischio di abusi del nuovo istituto.

Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) annuncia la sua astensione sull’emendamento 1.815, come da ultimo riformulato, comprendendo le ragioni sottese al medesimo, ma ritenendone non convincente la formulazione per la parte che recepisce il suggerimento testé avanzato dal senatore Sacconi.

Il senatore LO GIUDICE (PD) annuncia il proprio voto contrario sull’emendamento 1.815, sottolineando come la normativa vigente contenuta nella legge n. 164 del 1982 non imponga espressamente l’obbligo del previo intervento chirurgico e come il recente revirement giurisprudenziale sia tale da escludere nella maniera più assoluta il rischio che una persona possa ottenere la rettificazione anagrafica di sesso esclusivamente in base ad una percezione soggettiva ovvero ad una propria dichiarazione, essendo tale mutamento il frutto di un complesso percorso, realizzato anche mediante trattamenti medici e psicologici e caratterizzato da un rigoroso controllo giurisdizionale.

         Il senatore FALANGA (AL-A), intervenendo in dichiarazione di voto, sottolinea che quanto appena fatto presente dal senatore Lo Giudice corrisponde al vero, ma che non può non riconoscersi che la recente pronuncia della Corte di Cassazione in materia di rettificazione di sesso ha suscitato incertezza e perplessità proprio con riferimento al quadro normativo richiamato dallo stesso senatore Lo Giudice, in quanto mette in discussione la natura “bifasica” del relativo procedimento giurisdizionale. Più in generale, sottolinea come – di fronte all’ostruzionismo a cui si sta assistendo – egli non possa non manifestare profondo imbarazzo, trattandosi di materia che dovrebbe essere lasciata alla coscienza dei singoli parlamentari.

Il senatore AIROLA (M5S) annuncia il voto contrario sull’emendamento 1.815, non esitando a definire “becero” l’ostruzionismo con cui si sta ostacolando l’esame dei disegni di legge in materia di unioni civili.

Il senatore SACCONI (AP (NCD-UDC)), intervenendo in dissenso dal proprio gruppo di appartenenza, coglie l’occasione per sottolineare come la divisione sui temi sottesi ai disegni di legge in titolo riveli la mancanza di una visione antropologica comune alle forze politiche, un fatto che non può non colpire in quanto investe profili di carattere fondamentale nella vita di una comunità.

Il senatore MALAN (FI-PdL XVII) – intervenendo in dissenso dal gruppo di appartenenza – annuncia voto favorevole sull’emendamento 1.815, giudicando fuori luogo ed incomprensibili le accuse mosse dal senatore Airola circa il carattere becero dell’ostruzionismo sui disegni di legge in esame e sottolineando, invece, che il requisito della convivenza per almeno tre anni sarebbe uno strumento serio ed efficace al fine di evitare abusi.

Su richiesta del senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)) l’emendamento 1.815 viene posto in votazione per parti separate.

Il Presidente CASSON pone quindi ai voti la prima parte dell’emendamento – corrispondente alla formulazione del medesimo, precedente alla riformulazione richiesta dal senatore Sacconi – che è respinta dalla Commissione. La restante parte dell’emendamento viene poi anch’essa posta ai voti e respinta.

Dopo che il Presidente ha dichiarato preclusi gli emendamenti 1.816 e 1.817 – in conseguenza dell’approvazione dell’emendamento 1.10000 (testo 2) della relatrice, come emendato – il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)) annuncia il voto favorevole sull’emendamento 1.819, sottolineando come l’atteggiamento di sostanziale intransigenza delle forze politiche che sostengono il testo in esame sia il riflesso di un approccio ideologico ai temi ad esso sottesi.

Dopo che il senatore MALAN (FI-PdL XVII) ha modificato l’emendamento 1.819, sostituendo le parole “ai soli”, con la parola “agli” e ne ha raccomandato l’approvazione ed il senatore SACCONI (AP (NCD-UDC)) – in dissenso dal Gruppo di appartenenza – ha dichiarato voto di astensione sull’emendamento, ribadendo la natura ideologica e divisiva del testo proposto dalla relatrice, l’emendamento 1.819 – come da ultimo riformulato – è posto ai voti e respinto.

Il presidente CASSON dichiara quindi preclusi gli emendamenti 1.821, 1.823, 1.824 e 1.826 in conseguenza dell’approvazione dell’emendamento 1.10000 (testo 2).

Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) annuncia il voto favorevole sull’emendamento 1.835, rilevando come l’accoglimento di tale proposta rappresenterebbe un contributo importante qualora si perseguisse l’obiettivo di realizzare una più ampia convergenza in Commissione sul testo in esame. Nel merito osserva come l’emendamento affronti la questione – su cui è stata richiamata l’attenzione anche in un recente articolo su “Avvenire” da parte del Presidente onorario della Corte costituzionale, Cesare Mirabelli – della costituzione dell’unione civile mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e la conseguente iscrizione della stessa nei registri di stato civile con modalità del tutto analoghe al matrimonio. Come da lui più volte evidenziato, una simile soluzione – implicando, tra l’altro, la necessità di un intervento giurisdizionale al fine dello scioglimento delle unioni civili, coerentemente con l’iscrizione degli atti medesimi nel registro dello stato civile – costituisce un chiaro indice sintomatico della sostanziale equiparazione che si vuole determinare con il matrimonio, punto questo su cui si registra una netta contrarietà della sua parte politica.

Prende quindi la parola il senatore TONINI (PD), chiedendo al senatore Caliendo di ritirare l’emendamento in vista di una sua ripresentazione per l’esame in Assemblea e, riconoscendo che le considerazioni da lui svolte pongono un problema che merita una seria ed approfondita riflessione. Auspica che l’esame dei disegni di legge in titolo possa proseguire selezionando gli emendamenti meritevoli di approfondimento nel merito – come è il caso dell’emendamento in oggetto – anziché dover continuare ad affrontare centinaia e centinaia di emendamenti caratterizzati da mere finalità ostruzionistiche.

Dopo che il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) si è dichiarato disponibile a valutare la possibilità di un accantonamento dell’emendamento 1.835, il senatore FALANGA (AL-A) ritira la propria firma da tale emendamento sottolineando come le preoccupazioni sollevate dal senatore Caliendo siano ormai superate alla luce delle modifiche recate dal decreto-legge n. 132 del 2014 in tema di misure di “degiurisdizionalizzazione” per le procedure dello scioglimento del vincolo matrimoniale, che hanno messo in seria discussione la natura pubblicistica dell’istituto del matrimonio.

         Il senatore Falanga annuncia altresì il ritiro degli emendamenti di cui è primo firmatario.

Dopo un intervento del senatore LUMIA (PD) – che rileva come le forze politiche che sostengono il testo in esame non potrebbero non tener conto di una modificazione dell’atteggiamento ostruzionistico di coloro che a tale testo si oppongono e chiede, quindi, a queste ultime di ritirare gli emendamenti puramente ostruzionistici – prende la parola il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)) che evidenzia come la posizione della sua parte politica sia stata sin dall’inizio chiara, ponendo la stessa tre problemi: quello relativo alla reversibilità, quello relativo al cosiddetto “utero in affitto” e quello, infine, relativo alle adozioni. Su questi tre temi la sua parte politica, fino ad oggi, ha avuto soltanto risposte nettamente negative.

Apprezzate le circostanze, il senatore Casson decide di togliere la seduta.

Il seguito dell’esame congiunto è pertanto rinviato.

 

La seduta termina alle ore 17,20.