DIBATTITO PARLAMENTARE SUL LICENZIAMENTO DI UN’INSEGNANTE A TRENTO

Sulla vicenda dello pseudo licenziamento di una insegnante – che sarebbe stato motivato dalla condizione di lesbica – dall’istituto scolastico Sacro Cuore di Trento, pubblichiamo un’interrogazione presentata da senatori del Pd (contraria alla scuola) e un intervento in aula (a favore) del sen. Divina, della Lega Nord.

 

Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 285 del 21/07/2014

SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVII LEGISLATURA ——

285a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

LUNEDÌ 21 LUGLIO 2014

(Pomeridiana)

 

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

MARCUCCI, PUGLISI, LO GIUDICE, CALEO, CANTINI, CUCCA, D’ADDA, FEDELI, GINETTI, GOTOR, GRANAIOLA, MATTESINI, MIRABELLI, MORGONI, PEZZOPANE, PUPPATO, Gianluca ROSSI, SCALIA, SPILABOTTE, TOCCI, VACCARI, DEL BARBA, SOLLO, CIRINNA` , IDEM.

– Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. –

Premesso che:

la direttiva europea 2000/78/CE, che vieta le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale e stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, e` stata recepita nell’ordinamento italiano dal decreto legislativo n. 216 del 2003;

esso reca le disposizioni relative all’attuazione della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione, dalle convinzioni personali, dagli handicap, dall’età` e dall’orientamento sessuale, per quanto concerne l’occupazione e le condizioni di lavoro, disponendo le misure necessarie affinché tali fattori non siano causa di discriminazione, in un’ottica che tenga conto anche del diverso impatto che le stesse forme di discriminazione possono avere su donne e uomini; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: nei giorni scorsi una docente dell’istituto paritario «Sacro Cuore» di Trento e` stata convocata dalla direttrice e nel corso del colloquio ha avuto comunicazione del mancato rinnovo del suo contratto, che perdurava da 5 anni consecutivi, a causa di valutazioni definite dalla stessa direttrice di «carattere etico-morale». La stessa direttrice aveva anche piu` volte affermato che nulla aveva da ridire sul comportamento e sul rendimento dell’insegnante, che anzi era particolarmente gradita alle famiglie e agli studenti;

in seguito la direttrice, la madre superiora Eugenia Libratore, cosi avrebbe spiegato i motivi dell’allontanamento della docente ad un quotidiano locale: «Le ho detto che ho sentito queste voci e che speravo fossero solo voci, perché devo tutelare l’ambiente scolastico. Dovendo scegliere un insegnante per una scuola cattolica, devo fare anche valutazioni dal punto di vista etico morale. Qui ci sono mille studenti. Il problema sussiste, la scuola cattolica ha una sua caratteristica e un insieme di aspetti educativi e orientativi: a noi sembra di doverla difendere a tutti i costi»; sempre sui quotidiani, la docente cosı` ha spiegato la sua rimozione: «Dalla madre superiora mi sono stati rivolti numerosi apprezzamenti per il mio lavoro, ma il “problema”, come lo ha chiamato lei, erano le voci che giravano sul mio conto. In breve ho capito che il “problema” era legato al mio orientamento sessuale, e che mi veniva richiesto di smentire queste voci. In cambio, la scuola avrebbe “chiuso un occhio” sulla mia situazione. A questo punto mi sono arrabbiata, non mi aspettavo certo un colloquio cosı` surreale. Mi e` stato chiesto se e` vero che ho una compagna. La direttrice ne parlava come se fosse del tutto normale entrare in questo genere di dettagli»;

appare quindi evidente, sulla base delle stesse ammissioni dei vertici dell’istituto scolastico, che non e` stato rinnovato il contratto all’insegnante solo per una questione di orientamento sessuale; visto a questo proposito che: l’ordinamento italiano vieta licenziamenti discriminatori basati sull’orientamento sessuale del lavoratore;

l’istituto Sacro Cuore e` parificato e riceve finanziamenti pubblici dello Stato;

l’articolo 3 della nostra Carta costituzionale sancisce il principio di uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche o condizioni personali e sociali, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per salvaguardare i principi di legge che sarebbero stati violati in modo cosı` rilevante dalla direzione dell’istituto Sacro Cuore ed in quale modo intenda tutelare l’insegnante, il cui contratto non e` stato rinnovato per motivi non previsti in alcun modo dalle leggi italiane.

(4-02516)

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Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 284 del 21/07/2014

SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVII LEGISLATURA ——

284a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

LUNEDÌ 21 LUGLIO 2014

(Antimeridiana)

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Presidenza del presidente GRASSO

Interventi su argomenti non iscritti all’ordine del giorno

DIVINA (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DIVINA (LN-Aut). Signor Presidente, vorrei approfittare anche della presenza della ministra Giannini in Aula, perché vorrei parlare di una questione che tocca l’istruzione. (Brusio. Richiami del Presidente). Ministra Giannini, mi ascolti… Devo dedurre che è dura d’orecchio!

PRESIDENTE. No. Dipende dal brusio dei suoi colleghi.

DIVINA (LN-Aut). Signora ministra Giannini, lei è stata chiamata in causa da un sindacato che non c’entra niente con la vicenda della famosa insegnante lesbica che, con un sacco di falsità, è stato dichiarato essere stata licenziata.

Quella di cui si tratta è una scuola confessionale gestita da religiose, l’Istituto Sacro cuore di Trento, e non esiste nessun licenziamento, ma soltanto un contratto scaduto e non rinnovato. È una scuola cattolica, pertanto un istituto parificato, che secondo noi deve poter scegliere i propri insegnanti anche in base ai principi cui si ispira. Un insegnante in aperto contrasto con i valori del progetto formativo della scuola si definisce da sé. Quello che a noi interessa è sapere che i genitori, che pagano queste scuole, vogliono esattamente quel tipo di formazione e che tutto si conformi a quella scala di valori.

Il primo valore insegnato in quelle scuole è quello della famiglia: un uomo e una donna che diventano padre e madre nel momento in cui danno alla luce dei figli.

Se quella insegnante fosse stata una madre normalissima, sposata regolarmente, non vi sarebbe stata alcuna problematica. E questo ci fa pensare che si stia instaurando una specie di discriminazione al contrario. Avrebbero detto a quella signora, semplicemente, che il suo contratto era scaduto.

Poiché lei, signora Ministro, continua ad essere tirata in ballo – anche per la giacca – sulla vicenda, onestamente le diciamo: non serve che lei venga a Trento, non serve che lei comprometta la vita alle scuole confessionali, continui a fare il suo egregio lavoro che la vicenda trentina è stata soltanto montata ad arte. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).