DISCUSSIONE ALLA CAMERA RELATIVA ALLA TRASCRIZIONE IN ITALIA DEL FIGLIO DI DUE PERSONE DELLO STESSO SESSO CONCEPITO ALL’ESTERO A SEGUITO DI FECONDAZIONE ETEROLOGA

Pubblichiamo la question time discussa oggi alla Camera, con la risposta del ministro dell’ Interno Alfano, su un caso di trascrizione richiesta a un ufficiale dello stato civile italiano della condizione di figlio di due persone dello stesso sesso, a seguito di fecondazione eterologa praticata in Spagna. È da notare l’assenza di valutazioni da parte del ministro e il rinvio a una competenza d’insieme del governo. Anche nella prospettiva della regolamentazione dell’eterologa in Italia, dopo la sentenza della Corte costituzionale, sarebbe stato importante comprendere la posizione del governo in questi casi.

XVII LEGISLATURA

Resoconto stenografico dell’Assemblea

Seduta n. 270 di mercoledì 23 luglio 2014

 

(Iniziative in relazione alla vicenda della trascrizione in Italia dell’atto di nascita del figlio, concepito in Spagna con fecondazione assistita, di due cittadine italiane sposate in quel Paese – n. 3-00968)

PRESIDENTE. Il deputato Zan ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00968 concernente iniziative in relazione alla vicenda della trascrizione in Italia dell’atto di nascita del figlio, concepito in Spagna con fecondazione assistita, di due cittadine italiane sposate in quel Paese (Vedi l’allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.

ALESSANDRO ZAN. Presidente, Ministro Alfano, due cittadine italiane, regolarmente sposate a Valencia e ivi residenti, hanno richiesto la trascrizione in Italia dell’atto di nascita del figlio, che, per lo ius sanguinis, è cittadino italiano. Concepito in Spagna con fecondazione assistita, è nato a Valencia nel marzo del 2013. La direzione anagrafe del comune di Roma ha deciso autonomamente di scrivere quale genitore del piccolo solo una delle due madri. Si pensi che, in caso di controllo da parte delle autorità, il secondo genitore non può dimostrare di essere tale e per lo stesso motivo non può esercitare la potestà genitoriale in ambiti fondamentali per il benessere e lo sviluppo del bambino, come, ad esempio, la scuola e l’ospedale. In caso di separazione o divorzio tra le due madri, inoltre, non potrebbe essere garantito il diritto del bambino agli alimenti così come il diritto a vedere entrambi i genitori. Chiedo al Ministro allora quali iniziative intenda assumere per tutelare l’interesse primario del bambino nonché il diritto fondamentale alla potestà genitoriale di entrambe le madri, come prevede l’ordinamento comunitario.

PRESIDENTE. Il Ministro dell’interno, Angelino Alfano, ha facoltà di rispondere.

ANGELINO ALFANO, Ministro dell’interno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il collega interrogante pone alla mia attenzione il caso delicatissimo verificatosi a Roma nello scorso mese di febbraio, allorquando l’ufficiale dello stato civile del comune capitolino, su richiesta di due cittadine italiane regolarmente sposate in Spagna, ha provveduto alla trascrizione parziale dell’atto di nascita del figlio di una delle due, omettendo i dati del padre. Alla base dell’omissione è stata posta come motivazione l’impossibilità di indicare nell’apposito registro una persona di sesso femminile in corrispondenza dei dati riferiti alla figura paterna. Il collega lamenta come tale comportamento possa comportare pregiudizio per lo stesso minore, risultandone menomati, per effetto della situazione descritta, i suoi interessi primari quali, ad esempio, quello di vedere riconosciute entrambe le figure genitoriali nonché l’esercizio del diritto di libera circolazione secondo l’ordinamento comunitario. Chiede pertanto quale iniziative di tutela il Ministro interrogato, cioè il Ministro dell’interno, intenda assumere al riguardo. La risposta che intendo fornire da Ministro vigilante non può che riguardare la correttezza dell’operato dell’ufficiale di stato civile e se in tale condotta siano riscontrabili vizi o difformità di comportamento rispetto alla normativa vigente. Da questo punto di vista non si può che osservare come nel caso di specie, a fronte della difficoltà di dare applicazione alle disposizioni vigenti, si sia optato per una trascrizione solo parziale dell’atto di nascita in cui è stato indicato il nominativo di una sola delle due figure genitoriali e, quindi, l’ufficiale dello stato civile ha operato correttamente applicando le leggi vigenti in Italia.

Sta di fatto che la Commissione europea, che aveva avviato un caso pilota proprio per la vicenda segnalata, ritenendo che potesse arrecarsi un vulnus al diritto di libera circolazione del minore, ha essa stessa suggerito la soluzione della parziale trascrizione dell’atto di stato civile.

È anche da sottolineare che, al tempo in cui la Commissione apriva il caso e suggeriva la soluzione, il comune di Roma si era già autonomamente conformato procedendo appunto nella stessa direzione indicata dall’organo sovranazionale che, presone atto, il 25 giugno ha archiviato il caso così riconoscendo l’insussistenza di una lesione al diritto di libera circolazione.

La particolare delicatezza della questione, che attinge la sfera dei diritti civili e involge profili etici oltre che giuridici, trascende le competenze di un singolo ministero e per questa stessa ragione ritengo doveroso quanto opportuno che non vengano affrontate queste e altre questioni nella ristrettezza dei tempi imposti dallo strumento ispettivo.

PRESIDENTE. L’onorevole Zan ha facoltà di replicare.

ALESSANDRO ZAN. Ringrazio il Ministro ma le devo dire che non sono del tutto soddisfatto. Io non so, Ministro, se vi rendete conto che state negando il diritto a un bambino di avere una famiglia così come ce l’aveva nel Paese in cui viveva precedentemente, in questo caso specifico la Spagna.

Ricordo che, poco tempo fa, il presidente del tribunale dei minori di Napoli disse che la nostra giurisdizione non può in alcun modo negare i diritti e le tutele di un minore perché la famiglia, Ministro Alfano, non è solo quella che noi chiamiamo oggi «tradizionale». Oggi in Italia esistono tanti tipi di famiglie, tra cui quelle omosessuali, molte delle quali hanno figli che oggi non sono tutelati e non sono tutelati ormai solo nel nostro Paese.

Voglio chiederle, Ministro Alfano: ma l’Italia che oggi presiede il semestre europeo non si vergogna, almeno un po’, a non avere ancora una legislazione che tuteli i figli delle coppie omosessuali e le coppie stesse ? Guardi che le coppie omosessuali sono famiglie esattamente come tutte le altre, adempiono ai doveri comuni, pagano la tasse e, in quanto tali, devono avere gli stessi diritti. Dopo l’impegno che ha assunto il Premier Matteo Renzi ad approvare in tempi brevi una legge che estenda gli stessi diritti delle coppie sposate alle coppie omosessuali, io devo dire che accolgo in qualche modo positivamente le aperture che ci sono state da parte sua, Ministro Alfano, sulle unioni civili; questo è un Paese assolutamente incivile oggi, perché una parte importante dei suoi cittadini sono considerati cittadini di serie B; e ciò solo perché hanno un orientamento sessuale diverso dagli altri ? Mi dica lei qual è l’origine giuridica per cui queste persone non possono costruire un progetto di vita, non possono farsi una famiglia e non possono accudire e allevare serenamente i propri figli.

PRESIDENTE. Dovrebbe concludere.

ALESSANDRO ZAN. Allora io le dico, Ministro Alfano, che è tempo oggi di passare finalmente dalle parole ai fatti.

 

 

TESTI ALLEGATI ALL’ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 270 di Mercoledì 23 luglio 2014

ZAN. — Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:

due cittadine italiane, regolarmente sposate a Valencia e ivi residenti, hanno richiesto la trascrizione in Italia dell’atto di nascita del figlio (per lo ius sanguinis cittadino italiano), concepito in Spagna con fecondazione assistita e nato a Valencia nel marzo del 2013;

la direzione anagrafe del comune di Roma – competente per la trascrizione in Italia dell’atto – ha deciso autonomamente di iscrivere quale genitore del piccolo solo una delle due madri;

si pensi che, una volta rientrato in Italia con il figlio, in caso di controllo da parte di qualunque autorità, il secondo genitore, non iscritto nell’atto di nascita italiano, non può dimostrare di essere tale e per lo stesso motivo non può esercitare la potestà genitoriale in ambiti fondamentali della quotidianità per il benessere e l’adeguato sviluppo del minore, come a scuola o in ospedale;

in caso di separazione o divorzio tra le due madri, inoltre, non potrebbe essere garantito il diritto del minore agli alimenti nei confronti dell’altro genitore, così come il diritto a «intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori» –:

quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere per tutelare l’interesse primario del minore in questione, nonché il diritto fondamentale alla potestà genitoriale di entrambe le madri, garantendo, altresì, il rispetto dell’ordinamento comunitario in materia di libera circolazione e permanenza della situazione di stato civile acquisita in altro Stato membro. (3-00968)

(22 luglio 2014)