I 2 ANNI (POCO FAMILY FRIENDLY) DEL GOVERNO RENZI

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Articolo di Giancarlo Cerrelli apparso il 23 febbraio 2016.

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Il 22 febbraio 2016 sono trascorsi due anni da quando è in carica il governo Renzi. In questi due anni tale governo, di concerto con l’assemblea parlamentare, ha promosso e continua a promuovere la disarticolazione della famiglia naturale e delle basi antropologiche dell’umano; ciò sta avvenendo con una tale intensità e scientificità come mai è avvenuto prima.

Ecco le tappe più importanti, di questo processo:

10 novembre 2014: è stata approvata la legge che ha introdotto l’istituto della negoziazione assistita per i procedimenti di separazione e divorzio. Tale istituto prevede la conclusione di un accordo da parte dei coniugi dinanzi a un avvocato, o anche solo davanti all’impiegato del Comune, nelle fasi patologiche del rapporto, senza necessità di comparire davanti al giudice.
Questo istituto, invero, si pone sulla strada della privatizzazione della famiglia e della banalizzazione del matrimonio. Recentemente, infatti, in tale prospettiva, una sentenza del Tribunale di Milano ha ammesso che per portare a termine il divorzio consensuale davanti all’impiegato del Comune, non è più necessaria la presenza personale dei coniugi, ma essi possono farsi rappresentare anche dal proprio legale.

22 aprile 2015: È stato approvato il Divorzio breve, che ha facilitato, abbreviando i termini (6 mesi o un anno dalla separazione), lo scioglimento del matrimonio, contribuendo a banalizzare l’istituto matrimoniale.

13 luglio 2015: È stata approvata la legge sulla cd. “Buona scuola”, che all’art. 1, comma 16, che ha legittimato e confermato un’azione di inserimento della cosiddetta ideologia del “gender” nelle scuole.

19 ottobre 2015: È stata approvata la legge L. 19/10/2015, n. 173 – che ha modificato la legge 4 maggio 1983, n. 184 – sul diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare. Tale legge consente la trasformazione dell’affido familiare in adozione ai sensi dell’art. 44 lettera a) L. 184/1983, se scaturisce da preesistente rapporto stabile e duraturo  «anche maturato nell’ambito di un prolungato periodo di affidamento». Tale modifica della legge 184/1983 darà copertura legislativa ad alcune sentenze, come quella, ad esempio, del Tribunale dei minori di Bologna del 31 ottobre 2013 che ha stabilito di affidare a una coppia di maschi omosessuali un minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo.
Che cosa vieterà, dopo un prolungato periodo di affidamento e dopo l’approvazione delle unioni civili, che tale affidamento si possa trasformare in adozione?

21 ottobre 2015: Il governo italiano ha fatto volutamente scadere il termine per presentare appello contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo «Oliari e altri contro Italia» del 21 luglio 2015, che ha condannato l’Italia per il mancato riconoscimento delle convivenze omosessuali, creando, volutamente, un precedente giurisprudenziale.

20 febbraio 2016: È stata resa pubblica la chiara presa di posizione dell’Avvocatura generale dello Stato – che è formalmente quella del governo – a favore della stepchild adoption. Nel giudizio davanti alla Corte costituzionale, infatti, che si terrà mercoledì 24 febbraio 2016 – vertente su un’eccezione di costituzionalità da parte del Tribunale dei minori di Bologna, degli art. 35 e 36 della legge 184/1983, nella parte in cui «non consentono al giudice di valutare, nel caso concreto se risponda all’interesse del minore adottato il riconoscimento della sentenza straniera che abbia pronunciato la sua adozione in favore del coniuge del genitore, a prescindere dal fatto che il matrimonio stesso abbia prodotto effetti in Italia» – l’Avvocatura dello Stato ha espresso il suo parere sostenendo che «non avrebbe alcun fondamento logico e giuridico escludere l’adozione nel caso di convivenza tra persone dello stesso sesso».

21 febbraio 2016: Renzi, durante l’assemblea dei delegati del Pd, ha affermato che è interesse del governo approvare in fretta il disegno di legge sulle unioni civili omosessuali, giungendo sul punto, pur di portare a casa il risultato, di porre eventualmente la fiducia al governo. È da rammentare che le unioni civili sono un vero e proprio matrimonio che prevedono la stepchild adoption, che apre la strada alla barbara pratica dell’utero in affitto.
Tale disegno di legge, in verità, non ha lo scopo di concedere diritti alle coppie conviventi, anche omosessuali, ma di ridefinire il concetto di famiglia.

Quelle che ho evidenziato sono solo alcune delle azioni che il governo Renzi, di concerto con l’assemblea parlamentare, ha compiuto in questi due anni a danno della famiglia e della società.
In questa legislatura sono già in programma altre leggi devastanti, come quelle sull’eutanasia e sulla liberalizzazione delle droghe leggere. Qualcuno potrebbe eccepire a queste mie considerazioni, che viviamo in uno Stato laico e che determinate leggi devono essere approvate a prescindere dal sentire di una parte degli italiani. Mi si consenta di affermare che in questi casi non c’entra nulla la laicità dello Stato! Qui è in gioco la nostra libertà e il futuro dell’umano che questo governo, con un subdolo totalitarismo sta erodendo  sempre più, per favorire una dittatura del pensiero unico.

Una cosa è certa: il popolo italiano, di cui una rappresentanza è scesa in piazza il 20 giugno 2015 e il 30 gennaio 2016, sta osservando con attenzione questo processo perverso – attuato sotto la vigenza del governo Renzi – che mira a mutare le basi antropologiche della nostra società e dell’umano e sono sicuro che, al momento opportuno, si ricorderà e reagirà dicendo NO a questa deriva di regime.