IL SEN. MARINELLO CHIEDE AL GOVERNO DI GARANTIRE IL SERENO SVOLGIMENTO DEL CONVEGNO DI MILANO SULLA FAMIGLIA

Pubblichiamo l’interpellanza presentata dal sen. Giuseppe Marinello (Ncd) con la quale si chiede l’intervento del Governo per il sereno svolgimento del convegno di Milano sulla famiglia del 17 gennaio.  Al fondo si possono trovare anche ulteriori tre interrogazioni sullo stesso convegno, ma di orientamento contrario.

Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 373 del 13/01/2015

 

Interrogazioni

MARINELLOAl Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e dell’interno – Premesso che:

il 17 gennaio 2015 a Milano è previsto un convegno intitolato “Difendere la famiglia per difendere la comunità”. L’evento è organizzato dalla Regione Lombardia, la quale ha sollecitato la collaborazione di associazioni quali “Alleanza cattolica”, “Fondazione Tempi”, “Obiettivo Chaire”. È prevista la presenza del governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni che terrà l’intervento conclusivo;

negli ultimi giorni l’iniziativa è stato oggetto di forti attacchi da parte di associazioni militanti LGBT e di alcune testate giornalistiche. Il quotidiano “la Repubblica” ha titolato addirittura “I gay vanno curati”: anche Maroni partecipa al convegno omofobo. Polemica al Pirellone”; il virgolettato utilizzato dal giornale non si riferisce a nessuna dichiarazione dei partecipanti. L’evento non presenta tra i suoi temi quello della natura dell’omosessualità, ma tratterà del significato sociale e comunitario della famiglia fondata sull’unione di un uomo e una donna e della legislazione relativa a livello nazionale e regionale;

l’espediente per la bufera mediatica è fondato sul fatto che una delle associazioni che hanno aderito all’iniziativa, Obiettivo Chaire, la quale non ha peraltro propri esponenti fra i relatori, svolge un lavoro di accompagnamento pastorale e di sostegno psicologico nei confronti di quelle persone omosessuali che vivono la loro condizione come un disagio e che liberamente si rivolgono all’associazione; Obiettivo Chaire non si occupa invece delle persone omosessuali che vivono la loro omosessualità senza alcun disagio, le quali evidentemente non si rivolgono all’associazione; comunque sia, le attività di Obiettivo Chaire non sono in alcun modo tema del convegno;

è evidente a parere dell’interrogante la strumentalità dell’operato delle associazioni contestatrici, che fanno parte di quella che ormai può essere definita “la lobby LGTB (lesbiche, gay, transessuali, bisessuali)”; “lobby” acriticamente spalleggiata, nel sollevare una crescente polemica, da giornali, partiti politici e persino da sindacati: l’obiettivo è impedire, tramite accuse infondate e manipolazioni, lo svolgersi di un incontro sul tema della complementarietà tra uomo e donna e dell’importanza sociale della famiglia naturale, che peraltro è l’unica costituzionalmente tutelata. La metodologia usata è quella classica degli Stati totalitari: non si contestano le posizioni contrarie alla propria tramite contro-argomentazioni, ma si usano la falsificazione, il ricatto, la costrizione e la minaccia per metterle a tacere;

tale ultima affermazione, della cui gravità il sottoscrittore del presente atto di sindacato ispettivo si rende pienamente conto, è provata dai criteri di sistematicità con cui una certa “lobby“LGTB si permette di aggredire chiunque voglia esporre opinioni diverse dalla propria in materia di famiglia. Il risultato è che la difesa dell’unicità della famiglia naturale e la richiesta di politiche a suo sostegno è automaticamente considerata omofobica;

in un interessantissimo documento pubblicato su “Facebook” l’architetto Massimo Battaglio, capofila di diverse “iniziative sul territorio” del movimento LGBT, riassume, sia pure con la ritrosia di un documento che è reso pubblico, le tattiche adottate per imporre il proprio punto di vista; da esso traspare come tali tattiche si muovano su 2 fronti; da un lato l’iniziativa dei militanti, più o meno graduata, ma tendente verso comportamenti sempre più invasivi (in pratica si passa dal semplice volantinaggio alla plateale interruzione delle iniziative contestate, fino agli insulti e alle aggressioni alle “Sentinelle in piedi”);

dall’altro fronte ci si muove con iniziative “istituzionali”: vengono contattati esponenti politici, solidali col movimento e insediati in posti chiave, i quali si muovono sollevando il caso all’interno dell’amministrazione di appartenenza e minacciando l’adozione di contromisure, normative ed economiche. Nel caso citato è stato usato come espediente il fatto che la Regione Lombardia, organizzatrice dell’incontro, ha usato sulla locandina il logo di Expo 2015, che peraltro utilizzerà nel corso del 2015 per qualunque sua iniziativa, coinvolgendo addirittura organismi internazionali;

la macchina propagandistica LGBT afferma che occorre “evitare con tutti i mezzi” che si tengano iniziative sgradite e considera gli organizzatori di queste iniziative una sorta di “”Ku Klux Klan anti-omosessuale, che strumentalizza la religione”. Il movimento LGBT regolarmente sposta i termini delle questioni. Esso si fa passare per vittima, anche quando è l’aggressore. Il preannunciato presidio LGBT all’ingresso del convegno (che su “Facebook” minaccia azioni violente e cerca d’intimidire i cittadini che liberamente vorranno parteciparvi) altro non è a giudizio dell’interrogante che un’aggressione basata su un falso,

si chiede di sapere:

quali intendimenti abbia il Governo su quanto esposto in premessa;

se e quali provvedimenti intenda prendere per garantire il libero svolgimento del convegno “Difendere la famiglia per difendere la comunità” organizzato dalla Regione Lombardia e previsto per il prossimo 17 gennaio a Milano, senza che forme invasive di contestazione di fatto impediscano la libera partecipazione dei cittadini.

(3-01548)

Interrogazione Ricchiuti sul Convegno a Milano del 17.01.2015

Interrogazione scritta Lo Giudice sul Convegno a Milano del 17.01.2015

Interrogazione scritta Marcucci sul Convegno a Milano del 17.01.2015