INTROVIGNE: «GRAZIE AL SINODO, PAROLE CHIARE SU FAMIGLIA E GENDER»

«Gratitudine» al Sinodo per il suo «atto di amore per la famiglia» esprime in una nota il sociologo torinese Massimo Introvigne, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica e presidente dei comitati Sì alla famiglia. «Il passaggio, presentato in termini problematici, sui divorziati risposati, che occupa una paginetta a fronte di un’ampia trattazione sulla bellezza del matrimonio, ha catturato gran parte dell’attenzione, mettendo quasi in secondo piano l’inno alla famiglia e la forte riaffermazione che il matrimonio è solo fra un uomo e una donna». Introvigne sottolinea tre affermazioni del Sinodo sui temi controversi del gender e delle unioni gay. La prima è che la Chiesa, così si esprimono i padri sinodali, non accetta «analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia». «Rifiuto dunque, commenta il sociologo, non solo del “matrimonio” omosessuale ma anche di istituti analoghi, perfino dove l’analogia è solo “remota”». Secondo: «lungi dal cedere a chi cerca d’intimidire la Chiesa sostenendo con tracotante ignoranza che la teoria del gender non esiste», Introvigne fa notare che il documento afferma al n. 8 che «una sfida culturale odierna di grande rilievo emerge da quell’ideologia del “gender” che nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna», una teoria che secondo il Sinodo «svuota la base antropologica della famiglia» e si esprime in «progetti educativi e orientamenti legislativi» inaccettabili. Terzo, Introvigne attira l’attenzione sul paragrafo 58 del documento uscito dal Sinodo, dove si afferma che nelle scuole «spesso vengono presentati modelli in contrasto con la visione cristiana della famiglia. La sessualità è spesso svincolata da un progetto di amore autentico. In alcuni Paesi vengono perfino imposti dall’autorità pubblica progetti formativi che presentano contenuti in contrasto con la visione umana e cristiana». Rispetto ad essi, scrive il Sinodo, «vanno affermati con decisione la libertà della Chiesa di insegnare la propria dottrina e il diritto all’obiezione di coscienza da parte degli educatori». La relazione stigmatizza pure le organizzazioni internazionali che vogliono imporre la teoria del gender ai Paesi in via di sviluppo. «Riassumendo, conclude Introvigne, nel contesto di un grande affresco sulla famiglia come salvezza delle nostre società, no al riconoscimento di unioni omosessuali che anche solo remotamente ricordino il matrimonio; no alla teoria del gender, che esiste e rischia addirittura di togliere alla famiglia la sua base antropologica; e no a chi cerca di introdurre questa ideologia nelle scuole, con invito agli insegnati perché esercitino l’obiezione di coscienza».