LETTERA DI Sì ALLA FAMIGLIA SUL DECRETO SUL “DIVORZIO IMMEDIATO”, INVIATA AI SENATORI

Roma, 12 marzo 2015

Illustre Senatore, torniamo a scriverle a distanza di poche ore dall’esame del d.d.l. su affidamento e adozione perché stamane l’Aula di Palazzo Madama è chiamata al voto del d.d.l. sul “divorzio immediato”. È davvero singolare che – stando all’ordine del giorno del Senato – l’emergenza in Italia coincida con il varo di norme così pesantemente ostili alla famiglia: dall’istituto della kafala, introdotto martedì senza adattamenti al nostro sistema di adozione/affido, al tentativo – fallito grazie alla ragionevolezza di tanti Senatori – di permettere a single e/o a coppie conviventi dello stesso sesso di ricevere bambini dapprima in affidamento, poi in adozione. E oggi la nuova disciplina del divorzio: qualche mese fa il Parlamento aveva eliminato, quando vi è il consenso dei coniugi e pur in presenza di figli minori, la figura del presidente del tribunale, o di un giudice suo delegato, per procedere alla separazione o al divorzio. Si è ritenuto sufficiente un verbale redatto alla presenza di due avvocati, ovvero una doppia comparizione – con un intervallo di un mese fra la prima e la seconda – davanti al sindaco, o a un impiegato comunale suo delegato.

La privatizzazione della gestione della crisi matrimoniale, e quindi di riflesso del matrimonio, è ora seguita da tempi più celeri per scindere le nozze: il divorzio, oltre che “facile”, viene reso “breve”, anzi “immediato”. Se il testo pervenuto da Montecitorio contrae i tempi dai tre anni attuali a un anno, ulteriormente riducibili a sei mesi con separazione consensuale, il testo oggi all’esame dell’Aula, dopo le modifiche apportate dalla Commissione Giustizia, aggiunge una novità: se i coniugi sono d’accordo e i figli sono maggiorenni, si può saltare il passaggio della separazione e giungere direttamente al divorzio. Qualora queste disposizioni diventassero definitive, il loro necessario coordinamento con quelle approvate in autunno permetterebbero a due persone che si sposano al mattino e che litigano a metà giornata di recarsi dall’avvocato nel pomeriggio, e di risolvere il tutto all’istante, nel suo studio: divorzio privatizzato, a richiesta e senza ritardo! Così, mentre da un lato, col d.d.l. Cirinnà si avvicina il regime della convivenza a quello matrimoniale, rendendolo di fatto sovrapponibile, dall’altro si rende liquido il legame matrimoniale, rescindibile con una facilità e una velocità superiori ai tempi di disdetta di un contratto di telefonia mobile.

Superfluo sottolineare quanto questo sia negativo, prima ancora che sul piano etico, sul piano della tenuta e del futuro della nostra Nazione, il cui trend demografico è sempre più in calo, con un preoccupante parallelismo riscontrabile fra la contrazione delle nozze, religiose o civili, e la riduzione del numero dei figli. Altrettanto superfluo aggiungere che norme come quelle all’esame oggi si prestano a manipolazioni nei confronti di coniugi deboli, dalle persone anziane ai e alle migranti.

Come Sì alla famiglia siamo pronti a fornire il supporto di approfondimento eventualmente necessario, ma le sottoponiamo l’esigenza di sollecitare il Senato a una riflessione seria su un passaggio così grave e importante. Con viva cordialità

Massimo Introvigne – presidente dei Comitati Sì alla famiglia
Giancarlo Cerrelli – segretario dei Comitati Sì alla famiglia