NON È OMOFOBA L’UNIVERSITÀ CHE DIFENDE IL MATRIMONIO

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Riportiamo di seguito l’articolo di Massimo Introvigne, apparso l’1 febbraio 2015 su La nuova Bussola Quotidiana, quotidiano online.

C’è un giudice ad Halifax, nella provincia canadese della Nova Scotia, che non ha paura di sfidare la collera della lobby gay. I nostri lettori dotati di buona memoria ricordano il caso della Trinity Western University (clicca qui), una delle più grandi università protestanti canadesi. Questa università, i cui titoli sono legalmente riconosciuti, fa sottoscrivere agli studenti un codice di comportamento, che vieta – tra l’altro – l’accesso a siti pornografici usando la rete WiFi dell’ateneo, il consumo di alcool all’interno del campus universitario, e nei dormitori «l’astensione da forme di intimità sessuale che violino la sacralità del matrimonio tra un uomo e una donna». Questo codice è analogo a molti che sono in uso da anni negli Stati Uniti. Tuttavia, a causa del codice nel 2013 l’università è stata sottoposta a procedimento da parte di un organo amministrativo, la Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Legge canadesi, che ha deciso d’intervenire con una lettera in cui chiede agli Ordini degli Avvocati di non ammettere alla pratica forense e all’esercizio della professione i laureati in legge della Trinity West University, perché – se quando erano studenti hanno sottoscritto il codice di comportamento – sono fortemente sospetti di omofobia.

Perché di omofobia? Secondo i presidi, perché impegnandosi ad astenersi da rapporti prematrimoniali nei dormitori, gli studenti di legge della Trinity West University dichiarano di voler così onorare «la sacralità del matrimonio tra un uomo e una donna». Dal momento che in Canada c’è il matrimonio omosessuale, la frase sarebbe omofoba perché implicherebbe che solo il matrimonio «tra un uomo e una donna» sia sacro. Non si trattava di vane minacce. In tre province canadesi – l’Ontario, che è quella più importante per la pratica legale a livello nazionale, la Columbia Britannica, dove l’università ha sede, e appunto la Nova Scotia – gli ordini degli avvocati hanno deciso di non ammettere nelle loro fila i legali laureati alla Trinity West University, anche se diventati regolarmente avvocati in altra provincia del Canada, in quanto sospetti di omofobia. La Trinity West University, che gestisce la più importante facoltà di legge del Canada fra le università confessionali, ha risposto con una serie di azioni legali. La Corte Suprema della Nova Scotia ora le ha dato ragione (clicca qui).

La Corte Suprema argomenta che, benché la maggioranza dei canadesi ormai consideri il matrimoniocome una via aperta anche alle persone dello stesso sesso, coloro che ne hanno una visione diversa «non sono paria morali che devono essere nel migliore dei casi rieducati e nel peggiore puniti dal governo». Le autorità non possono imporre, secondo la sentenza, né il «relativismo morale» né «l’ipocrisia», costringendo gli avvocati laureati alla Trinity West University ad affermare la loro lealtà a una visione del matrimonio che, se hanno scelto quella specifica università, verosimilmente non condividono. Più che l’omofobia, conclude la sentenza, è in gioco «il diritto dei cittadini canadesi a poter vivere e lavorare anche se hanno opinioni che possono sembrare ristrette e fuori moda ad altri».

La sentenza è una ventata d’aria fresca, e mostra che le cause in materia di omofobia non sono sempre è necessariamente cause perse. Anche se riguarda solo la Nova Scotia: nelle due province economicamente più rilevanti per l’università, Ontario e Columbia Britannica, gli avvocati laureati alla Trinity continuano a non potere esercitare.  Le cause sono in corso, ma nella Columbia Britannica il governo provinciale è sceso in campo con tutte le sue risorse contro l’università protestante. Non resta che sperare che altri giudici si mostrino ugualmente coraggiosi.