PROVOCAZIONI A LECCE: COMUNICATO DELLE SENTINELLE IN PIEDI

Grazie agli LGBT gazzarra e urla contro Sentinelle in Piedi a Lecce

 

            Sentinelle in piedi ha organizzato per sabato 31 maggio alle 19 a Lecce, nel piazzale antistante il Palazzo dei Celestini, una veglia silenziosa, sulla scia di altre svolte in tante città italiane, per richiamare l’attenzione sul carattere liberticida del “d.d.l. Scalfarotto”. Già dall’inizio erano presenti circa 150 persone, in larga parte giovani e famiglie, che – come è d’uso –, dopo una breve introduzione della portavoce, sono rimasti in piedi per un’ora a distanza di circa un metro l’una dall’altra intente a leggere un libro, fino alla conclusione, altrettanto breve, della portavoce. La manifestazione è stata comunicata, come per legge, alla Questura il 23 aprile e il 6 maggio, mentre il 28 maggio le organizzatrici hanno chiesto, sempre alla Questura, impegno per garantirne lo svolgimento pacifico.

            Fin dall’avvio un gruppo di oltre cinquanta attivisti di associazioni LGBT, intervenuti anche da fuori città, in modo preordinato e coordinato, hanno scatenato una gazzarra che è durata per tutta la veglia: con urla e slogan ritmati hanno impedito che si ascoltassero le comunicazioni all’inizio e alla fine; hanno molestato i singoli “veglianti” mettendosi di volta in volta in 6-7 attorno a ciascuno di essi e dileggiandoli; hanno esposto striscioni arcobaleno e palloncini, facendoli passare sulla testa dei “veglianti”; hanno letto ad alta voce alcuni dei titoli dei libri portati dai veglianti, prendendoli in giro. Le foto, gentilmente messe in rete dagli stessi LGBT[1] e il video in allegato documentano quanto fin qui riassunto.

            Come Sentinelle in piedi, ringraziamo gli attivisti LGBT per quanto hanno fatto ieri sera a Lecce: hanno confermato nel modo più evidente il loro tratto intollerante e intimidatorio, in linea col carattere liberticida del d.d.l. Scalfarotto. Quest’ultimo manderà in carcere chiunque sostiene che un bambino cresce meglio con un madre e una padre; i sostenitori del d.d.l. lo applicano prima che sia approvato, impedendo perfino una manifestazione silenziosa contro di esso.

            Ringraziamo la Questura di Lecce: la mancata tutela del diritto di manifestare pacificamente, nonostante fossero state rispettate tutte le regole per esercitarlo, ha permesso agli attivisti LGBT di mostrarsi per quello che sono.

            Ringraziamo infine – questa volta veramente e di cuore – tutti coloro che, partecipando alla veglia, hanno avuto la pazienza e la forza di non raccogliere nessuna provocazione. Quando in futuro a Lecce ci saranno manifestazioni LGBT, siamo certi che la Questura ne garantirà nel modo più adeguato lo svolgimento senza disturbi, come è giusto che sia. Nel confronto con quanto lasciato accadere ieri, sarà l’ennesima prova che la discriminazione c’è, ma in danno delle ragioni della famiglia.

            Lecce, 1 giugno 2014

Sentinelle in Piedi – Lecce