SENTINELLE IN PIEDI: INTERROGAZIONE AL SENATO SULLA PRESUNTA DISCRIMINAZIONE DELLA POLIZIA CONTRO ESPONENTI LGBT

Pubblichiamo l’interrogazione presentata dal sen. Lo Giudice e da altri (Sel e Pd), che lamenta una presunta discriminazione della Polizia contro esponenti Lgbt denunciati per molestie durante le veglie di Sentinelle in piedi.

 

 

 

Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 349 del 12/11/2014

 

SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVII LEGISLATURA ——

349a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 12 NOVEMBRE 2014

(Antimeridiana)

 

 

 

 

 

LO GIUDICE, ALBANO, AMATI, BOCCHINO, CARDINALI, CIRINNA’, D’ADDA, Elena FERRARA, GOTOR, GUERRA, IDEM, LO MORO, MASTRANGELI, ORELLANA, PAGLIARI, PALERMO, PEZZOPANE, RICCHIUTI, SPILABOTTE

 

 

Al Ministro dell’interno – Premesso che:

 

come risulta all’interrogante, in data 29 marzo 2014 si è svolta nella città di Perugia una manifestazione delle “Sentinelle in Piedi” contro l’approvazione di una legge di contrasto all’omofobia da parte del Parlamento;

in quell’occasione alcuni attivisti dell’associazione “Omphalos Arcigay Arcilesbica Perugia” e del collettivo “BellaQueer” hanno deciso di mostrare il proprio dissenso attraverso un “kiss-in“, cioè baciandosi nella stessa piazza;

in quel contesto, alcuni degli attivisti che avevano partecipato all’iniziativa spontanea sono stati identificati da un agente di polizia in borghese;

gli attivisti hanno ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari contenente un estratto del verbale della Questura di Perugia che recita quanto segue: «avvicinandosi ad altro individuo di sesso maschile si esibiva in un prolungato e concupiscente bacio sulla bocca con lo stesso nel bel mezzo di Corso Vannucci ed in presenza di numerose famiglie con bambini e ragazzi molti dei quali minorenni che in quel momento affollavano il centro cittadino lasciando i passanti disgustati da tale dimostrazione»;

considerato che:

il 2 settembre 2010 è stato istituito l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD), organismo interforze (Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri) incardinato nel Dipartimento della pubblica sicurezza (Direzione centrale della polizia criminale), allo scopo di monitorare, per contrastarli, i fenomeni di discriminazione determinati da razza o etnia, nazionalità, credo religioso, genere, età, lingua, disabilità fisica o mentale, orientamento sessuale, identità di genere;

fra le funzioni assegnate all’OSCAD c’è quella di predisporre moduli formativi e informativi per qualificare in materia di antidiscriminazione gli operatori delle forze di polizia;

considerato altresì che:

al di là di ogni altra valutazione sull’accaduto, il fatto che un agente di polizia esprima in un atto ufficiale un giudizio, evidentemente soggettivo, di “disgusto” in relazione a un bacio fra due ragazzi dello stesso sesso rappresenta un atto fortemente offensivo verso l’identità omosessuale, frutto di un atteggiamento discriminatorio e omofobico ancor più grave se espresso da un esponente delle forze dell’ordine in servizio;

questa modalità appare in netto contrasto con l’obiettivo di permettere, nel concreto, il godimento del diritto all’uguaglianza dinanzi alla legge ed alla protezione contro le discriminazioni verso i gruppi bersaglio di atteggiamenti discriminatori, che è una delle finalità dell’OSCAD,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo consideri o meno ancora validi gli obiettivi e le finalità che hanno portato alla creazione dell’OSCAD come strumento di contrasto alle discriminazioni anche istituzionali;

se sia a conoscenza di quali e quanti interventi formativi e informativi per qualificare gli operatori delle forze di polizia in materia di contrasto alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere siano stati attivati dall’OSCAD dal 2010 ad oggi;

se valuti degne di biasimo le parole riportate nel verbale di Polizia citato, nella parte in cui si registra un sentimento di disgusto, evidentemente condiviso dall’estensore, in relazione a un bacio fra due persone dello stesso sesso;

se non ritenga che l’episodio di Perugia meriti un intervento di formazione al contrasto alle discriminazioni come previsto dagli obiettivi dell’OSCAD.