STATUTO DEL COMITATO Sì ALLA FAMIGLIA

Art. 1 DENOMINAZIONE

E’ costituito nel rispetto del codice civile e della L 383/2000 il Comitato senza scopo di lucro denominato: Sì ALLA FAMIGLIA.

Art. 2 SEDE

Il Comitato ha sede legale in Roma, via Teatro Valle n. 51, può aprire sedi secondarie in tutta Italia, non ha scopo di lucro, è aconfessionale, apartitico, la sua durata è illimitata. Gli eventuali utili non possono essere ripartiti tra i membri del Comitato anche indirettamente.

Il trasferimento della sede sociale non comporta modifica statutaria

Art. 3 SCOPI DEL COMITATO

Scopo del Comitato è la promozione e la difesa della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e la donna secondo i principi e gli orientamenti del Manifesto allegato al presente Statuto (all.to A) di cui costituisce parte integrante.

A tal fine a titolo esemplificativo, per raggiungere lo scopo sociale, svolge le seguenti attività:

  • promuove e svolge ricerche, studi e pubblicazioni:
  • organizza incontri, seminari, conferenze, convegni di studi e manifestazioni di piazza sui suddetti temi;
  • svolge il monitoraggio costante e continuativo sui lavori di Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica riguardanti il settore;
  • svolge il monitoraggio costante e continuativo sugli atti del Governo nazionale, dei Governi regionali e degli enti territoriali riguardanti il settore;
  • svolge il monitoraggio costante e continuativo sulla giurisprudenza delle Corti europee, della Corte costituzionale, della Corte di Cassazione, sugli atti di governo a livello Ue, di Governo nazionale, di Governi regionali, di enti territoriali;
  • collabora con i comitati, associazioni o enti similari che operano in altri contesti, ed in altri Stati;
  • utilizza Blog / strumenti di informazione on line, per fornire nei tempi più rapidi gli aggiornamenti ricavabili dal monitoraggio, insieme con indicazioni di carattere generale sulle strategie da adottare per il perseguimento degli scopi del Comitato;
  • organizza corsi di formazione;
  • organizza ogni altra attività utile ed opportuna per il conseguimento dei fini associativi.

Tutte le attività non conformi agli scopi del Comitato sono espressamente vietate.

Le attività del Comitato e le sue finalità sono ispirate a principi di pari opportunità tra uomini e donne e rispettose dei diritti inviolabili della persona.

Il Comitato Sì alla Famiglia è autonomo rispetto a qualunque altra Associazione, gruppo o movimento o istituzione religiosa, accademica e politica.

Art. 4 Membri

Il Comitato si articola in Comitato nazionale e in Comitati territoriali.

L’organo competente a deliberare sulle domande di ammissione di tutti gli aspiranti membri è il Consiglio Direttivo.

L’ammissione al Comitato è deliberata dal Consiglio Direttivo su domanda del richiedente. La domanda di adesione va inoltrata al Consiglio Direttivo che la valuta e, a suo insindacabile giudizio, decide in merito.

La qualità di membro si perde per esclusione deliberata dal Consiglio Direttivo in caso di comportamento palesemente contrastante con gli obiettivi del Comitato.

Le dimissioni da parte di un membro devono essere comunicate per iscritto.

In base alle disposizioni del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 tutti i dati personali raccolti saranno soggetti alla riservatezza ed impiegati per le sole finalità del Comitato previo assenso scritto del socio. Il diniego va motivato.

All’atto dell’ammissione il membro si impegna al versamento della quota di autofinanziamento nella misura fissata dal Consiglio Direttivo ed approvata in sede di bilancio dall’Assemblea ordinaria, al rispetto dello Statuto e dei regolamenti emanati.

La quota di adesione al Comitato è intrasmissibile.

Ci sono due categorie di membri:

– Membri ordinari: le persone fisiche che sono intervenute alla costituzione del Comitato e le persone fisiche di cui ciascun membro ordinario potrà proporre l’associazione come membri ordinari, che aderiranno ai principi e norme dello statuto e del Manifesto di Sì alla famiglia, e di cui il Consiglio direttivo, deliberando a maggioranza semplice, accetterà l’iscrizione. I membri ordinari sono membri del Comitato nazionale, hanno diritto di voto e sono eleggibili alle cariche sociali. La loro qualità di membri ha carattere di perpetuità, non è soggetta ad iscrizione annuale, ma solo al pagamento della quota sociale.

– Membri associati: le associazioni, i gruppi ed i movimenti – escluse dunque le persone fisiche – che avranno chiesto e ottenuto dal Consiglio direttivo l’iscrizione a titolo di membri associati, previa sottoscrizione del Manifesto e dichiarazione di integrale adesione ai suoi orientamenti e principi, a uno o più Comitati territoriali. Tale adesione, salvo recesso, ha carattere di perpetuità e non è soggetta ad iscrizione annuale, ma solo al pagamento della quota sociale, che dovrà essere pagata una volta per ogni Comitato territoriale cui s’intende aderire.

Il numero dei membri associati è illimitato.I membri associati sono tenuti al pagamento della quota sociale entro 10 giorni dall’iscrizione nel libro dei membri. L’ammontare della quota annuale, uguale per ogni Comitato locale, è stabilito dall’assemblea in sede di approvazione del bilancio. il Consiglio direttivo può concedere deroghe nei confronti di membri associati meritevoli che versino in obiettive difficoltà economiche.

Le attività svolte dai membri a favore del Comitato e per il raggiungimento dei fini sociali sono svolte prevalentemente a titolo di volontariato e totalmente gratuite. Il Comitato può in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri membri.

Art. 5 DIRITTI DEI MEMBRI

I membri ordinari aderenti al Comitato hanno diritto di eleggere gli organi socialì del Comitato nazionale e di essere eletti negli stessi.

I membri associati hanno diritto di eleggere gli organi sociali dei Comitati locali e di essere eletti negli stessi.

Tutti i membri hanno i diritti di informazione e di controllo stabiliti dalle leggi e dal presente Statuto: i membri del Comitato non potranno in alcun modo essere retribuiti, ma avranno diritto al solo rimborso delle spese effettivamente sostenute per l’attività prestata.

Il Comitato si avvale in modo prevalente di attività prestata in forma volontaria e gratuita dei propri membri. Tutti i membri hanno diritto di accesso ai documenti, delibere, bilanci, rendiconti e registri dell’associazione.

Art. 6 DOVERI DEI MEMBRI

Gli aderenti svolgeranno la propria opera nel Comitato in modo volontario e gratuito senza fini di lucro, in ragione delle esigenze e disponibilità personali dichiarate.

Il comportamento del membro o dei suoi rappresentanti verso gli altri aderenti ed all’esterno del Comitato deve essere animato da spirito di solidarietà ed attuato con correttezza, buona fede, onestà, probità e rigore morale, nel rispetto del presente Statuto, del contenuto del Manifesto Si alla Famiglia e delle linee programmatiche emanate.

Art. 7 RECESSO/ESCLUSIONE DEL MEMBRO

Il membro può recedere dal Comitato, nazionale o territoriale, di cui fa parte mediante comunicazione scritta da inviare al Presidente del Consiglio direttivo. Il recesso ha effetto dalla data di chiusura dell’esercizio sociale nel corso del quale è stato esercitato. Il membro può essere escluso dal Comitato nazionale o territoriale in caso di inadempienza dei doveri previsti dall’art. 6 o per altri gravi motivi che abbiano arrecato danno morale e/o materiale all’associazione stessa.

L’esclusione del membro, ordinario o associato, è deliberata dal Consiglio direttivo del Comitato nazionale. Deve essere comunicata a mezzo lettera al medesimo, assieme alle motivazioni che hanno dato luogo all’esclusione e ratificata dall’assemblea dei membri nella prima riunione utile.

Membri receduti e/o esclusi che abbiano cessato di appartenere al Comitato non possono richiedere la restituzione dei contributi versati, né hanno diritto alcuno sul patrimonio del Comitato

Art. 8 GLI ORGANI SOCIALI

Gli organi dell’associazione sono:

  • L’assemblea dei soci ordinari
  • Il Consiglio direttivo;
  • Il Segretario
  • Il Presidente
  • Il Coordinatore territoriale
  • Il Collegio direttivo territoriale

Tutte le cariche sociali sono a titolo onorifico e gratuito, fatto salvo il rimborso delle spese sostenute e documentate nei limiti stabiliti dall’Assemblea.

Art. 9 L’ASSEMBLEA

L’assemblea è organo sovrano dell’associazione. L’assemblea dei membri è costituita dai membri ordinari è convocata almeno una volta all’anno dal presidente del Comitato o da chi ne fa le veci, mediante:
· Avviso scritto da inviare con lettera semplice, o e-mail agli associati, almeno 10 giorni prima di quello fissato per l’adunanza;

L’Assemblea dei membri è convocata dal Presidente almeno una volta all’anno ed è presieduta dal Presidente stesso o da un suo delegato nominato tra i membri del Consiglio Direttivo.
Deve inoltre essere convocata

a) quando il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario;

b) quando la richiede almeno tre decimi dei membri.

L’assemblea è organo sovrano del Comitato.
Gli avvisi di convocazione devono contenere l’ordine del giorno dei lavori e la sede ove si tiene la riunione.

L’assemblea può essere ordinaria e straordinaria. E’ straordinaria l’assemblea convocata per la modifica dello Statuto o deliberare il trasferimento della sede legale o lo scioglimento del Comitato. E’ ordinaria in tutti gli altri casi.

L’assemblea ordinaria è valida in prima convocazione se è presente la maggioranza degli iscritti aventi diritto di voto; in seconda convocazione, da tenersi anche nello stesso giorno, qualunque sia il numero dei presenti.

L’assemblea ordinaria
a) elegge il Presidente;
b) elegge il Consiglio Direttivo;
c) propone iniziative indicandone modalità e supporti organizzativi;
d) approva il bilancio consuntivo e preventivo annuale ed il rendiconto predisposti dal Consiglio Direttivo ;
e) fissa annualmente l’importo della quota sociale di adesione; f) ratifica le esclusioni dei soci deliberate dal Consiglio direttivo;
g) approva il programma annuale del Comitato.

Le deliberazioni dell’assemblea ordinaria vengono prese a maggioranza dei presenti e rappresentati per delega; sono espresse con voto palese, tranne quelle su problemi riguardanti le persone e la qualità delle persone o quando l’assemblea lo ritenga opportuno. Ogni membro ordinario ha diritto di esprimere un solo voto e può presentare una sola delega in sostituzione del membro non amministratore.

Le discussioni e le deliberazioni dell’assemblea ordinaria e straordinaria sono riassunte in un verbale che viene redatto dal segretario o da un componente dell’assemblea appositamente nominato. Il verbale viene sottoscritto dal Presidente e dall’estensore è trascritto su apposito registro, conservato a cura del Presidente nella sede dell’associazione.

Ogni membro ordinario ha diritto di consultare i verbali delle sedute e chiederne, a proprie spese, una copia.

L’assemblea straordinaria
a) approva eventuali modifiche allo Statuto con la presenza di 2/3 dei membri e con decisione deliberata a maggioranza dei presenti;
b) scioglie l’associazione e ne devolve il patrimonio col voto favorevole di 3/4 dei membri.

Hanno diritto di partecipare alle assemblee, di votare e di essere eletti, tutti i membri ordinari iscritti, purché in regola con il pagamento della quota.

Art. 10 IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Comitato è amministrato da un Consiglio direttivo eletto dall’assemblea e composto da tre a dieci membri.
La convocazione del Consiglio direttivo è decisa dal Presidente o richiesta e automaticamente convocata da tre membri del Consiglio direttivo stesso.

Le delibere devono avere il voto della maggioranza assoluta dei presenti, a parità di voti prevale il voto del Presidente.

Il Consiglio direttivo:

  1. compie tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione
  2. redige e presenta all’assemblea il rapporto annuale sulle attività dell’associazione
  3. redige e presenta all’assemblea il bilancio consuntivo e quello preventivo ed il rendiconto economico.
  4. ammette i nuovi membri sia ordinari sia associati
  5. esclude i membri salva successiva ratifica dell’assemblea ai sensi dell’art. 7 del presente statuto

Le riunioni del Consiglio direttivo sono legalmente costituite quando è presente la maggioranza dei suoi componenti.
Nell’ambito del Consiglio direttivo sono previste almeno le seguenti figure: il Presidente (eletto direttamente dall’assemblea generale), il Vice Presidente, il Tesoriere, il Segretario (eletti nell’ambito del Comitato direttivo stesso).

I Consiglieri vengono dichiarati decaduti:

  • per sopravvenute condizioni di incompatibilità
  • per un eccessivo numero di assenze
  • per dimissioni volontarie
  • per cause di forza maggiore

In caso di dimissioni contemporanee di più consiglieri le funzioni del Consiglio vengono sospese restando al Presidente il compito di svolgere le attività ordinarie fino alla convocazione della Assemblea per la elezione del nuovo Consiglio, che deve avvenire entro 60 giorni.

Art. 11 IL SEGRETARIO

Il Segretario coadiuva il Presidente nelle sue funzioni. Ha il compito di coordinare, d’intesa con il Presidente, l’attività dei Comitato nazionale e quella dei Comitati territoriali.

Art. 12 IL PRESIDENTE

Il Presidente ha la legale rappresentanza del Comitato, presiede il Comitato direttivo e l’assemblea.
Rappresenta il Comitato di fronte alle autorità ed è il suo portavoce ufficiale.

Convoca l’assemblea dei membri e il Comitato direttivo sia in caso di convocazioni ordinarie che straordinarie.

Dispone dei fondi sociali con provvedimenti controfirmati dal tesoriere.

Il Presidente, qualora lo ritenga utile al raggiungimento dei fini sociali, può procedere all’istituzione di un Comitato Scientifico e di un Comitato d’Onore.

Essi sono convocati e presieduti dal Presidente che si avvale della loro collaborazione e del consiglio nel definire e attuare le iniziative previste dai fini del Comitato, che in ogni caso dovranno essere ratificate dal consiglio direttivo.

Art. 13 COMITATI TERRITORIALI

1. Il Comitato “Sì alla famiglia!” si compone di Comitati territoriali, che aderiscono al Manifesto di “Sì alla famiglia!” e alle norme contenute nel presente statuto e ne sposano le linee d’azione.

2. I Comitati territoriali hanno autonomia amministrativa e non possono coinvolgere in alcun modo – quanto alla copertura di spese – il Comitato nazionale.

3. La costituzione di un comitato territoriale può aver luogo quando vi siano almeno tre membri che vi aderiscano. Per membri si devono intendere membri associati, cioè gruppi, associazioni, movimenti e comitati.

4. Il riconoscimento di un Comitato territoriale “Si alla famiglia!” avviene facendone domanda al Comitato direttivo nazionale, che previa adeguata istruttoria, ne delibera, a maggioranza semplice dei presenti, il riconoscimento.

5. Nell’ipotesi di grave violazione dei principi statutari è deliberata la revoca del comitato territoriale dal Comitato direttivo nazionale, su proposta del Presidente nazionale o su richiesta di almeno tre membri, a maggioranza dei due terzi dei componenti.

6. Organi del Comitato territoriale sono:

Il Coordinatore del Comitato territoriale, nominato dal Consiglio direttivo del Comitato nazionale per un periodo di tre anni, sentiti i membri associati che fanno parte di quel Comitato territoriale; concluso il primo mandato di tre anni, il Coordinatore sarà eletto per mandati di due anni dal Collegio del Comitato territoriale;

l’Assemblea territoriale dei soci, che si riunisce almeno annualmente cui partecipano con diritto di voto tutti i membri associati aderenti a quel Comitato territoriale;

il Collegio del Comitato territoriale, composto da tre o cinque membri a seconda se i soci del Comitato territoriale siano al momento in cui si procede all’elezione meno di sette o più di sette, eletti per un mandato triennale dall’Assemblea dei soci del Comitato territoriale.

Art. 14 – Area Giuridica “Sì JUS”

Il comitato “Si alla Famiglia” ha nel suo ambito un’area giuridica denominata “Sì Jus”, che si articola in:

  1. Ufficio di segreteria nominato dal Consiglio direttivo, esso assume le decisioni sul lavoro da svolgere dal punto di vista giuridico sui temi di cui all’art. 3; cura una sezione del blog del Comitato “Sì alla Famiglia!” decidendone la linea editoriale;
  2. Comitato scientifico, che è composto da collaboratori che approfondiscono ed elaborano studi in relazione alle materie di cui all’articolo 3 e che non percepiscono alcun compenso; il loro contributo di studio è del tutto separata dalle altre attività di SìJus, in particolare da quella di assistenza legale;
  3. un blog, che fornisce gli aggiornamenti ricavabili dal monitoraggio;
  4. una rete di avvocati ciascuno dei quali sottoscrive una convenzione, il cui modello è allegato al presente statuto, in virtù del quale:
    a. l’avvocato si riconosce nei principi del manifesto Sì alla Famiglia;
    b. offre assistenza legale a chiunque la richieda per tutelare beni rientranti nell’attività di Sì alla famiglia;
    c. entra in contatto diretto con il richiedente assistenza, su indicazione del Comitato;
    d. il suo rapporto professionale non coinvolge in alcun modo – quanto alla copertura delle spese vive o ai profili di responsabilità deontologica – il Comitato, la cui funzione è quella di favorire il contatto con avvocati motivati ed esperti in queste materie (previamente selezionati): il rimborso spese quindi è a carico di chi domanda assistenza legale;
    e. quanto agli onorari, l’avvocato si impegna a non chiederli in caso di soccombenza, a incassare solo quanto viene liquidato dal giudice in caso di vittoria, a limitarsi a esigere un forfait al minimo in caso di compensazione;
    f. per la mera attività di consulenza e per l’attività stragiudiziale vale l’indicazione del forfait al minimo;
    g. è espressamente esclusa qualsiasi assistenza per attività di “autodenuncia” e per le eventuali conseguenze legali della stessa, al fine di scongiurare strumentalizzazioni e spettacolarizzazioni.

ART. 15 – DURATA DELLE CARICHE

Tutte le cariche sociali hanno la durata di cinque anni e possono essere confermate, salvo quanto diversamente disposto dal presente Statuto.

Le sostituzioni e le cooptazioni a cariche sociali effettuate nel corso del quinquennio decadono allo scadere del quinquennio medesimo.

ART. 16 – RISORSE ECONOMICHE

L’associazione trae le risorse economiche per il suo funzionamento e per lo svolgimento della propria attività da:
a) – quote e contributi dei membri;
b) – eredità, donazione e legati;
c) – contributi di istituzioni o enti, o loro articolazioni sui temi di cui all’ 3 del presente statuto;
d) – erogazioni liberali degli membri e di terzi;
e) – altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.

Le quote dei membri associati sono trasmesse per il cinquanta per cento al Comitato nazionale e per il cinquanta per cento rimangono nella disponibilità del Comitato territoriale per le attività locali sul territorio.

Il Comitato è tenuto, per almeno tre anni, alla conservazione della documentazione, con l’indicazione dei soggetti eroganti, relativa alle risorse economiche di cui alle lettere b),c), d), e) del precedente comma, nonché della documentazione relativa alle erogazioni liberali se queste sono finalizzate alle detrazioni di imposta e alle deduzioni dal reddito imponibile.

Il patrimonio residuo, in caso di scioglimento, cessazione o estinzione, dopo la liquidazione, deve essere devoluto a fini di utilità sociale.

I fondi del Comitato non potranno essere investiti in forme che prevedano la corresponsione di un interesse.
Ogni mezzo che non sia in contrasto con il Regolamento interno e con le leggi dello Stato Italiano potrà essere utilizzato per appoggiare e sostenere i finanziamenti all’associazione e arricchire il suo patrimonio.

ART. 17 – QUOTA SOCIALE

La quota di adesione dei membri ordinari e associati al Comitato è fissata dall’assemblea; non è frazionabile e non è ripetibile in caso di recesso o di perdita della qualità di membro associato.

Il Membro non in regola con il pagamento delle quote sociali non può partecipare alle riunioni dell’assemblea né prendere parte alle attività dell’associazione. Esso non è elettore e non può essere eletto alle cariche sociali.

Art. 18 BILANCIO

I bilanci sono predisposti dal Consiglio direttivo e approvati dall’assemblea.

Il bilancio consuntivo è approvato dall’assemblea generale ordinaria con voto palese o con le maggioranze previste dallo Statuto.

L’assemblea di approvazione del bilancio consuntivo deve tenersi entro la data del 30 aprile dell’anno successivo alla chiusura dell’esercizio sociale.

Il bilancio consuntivo è depositato presso la sede del Comitato, e nelle eventuali varie sezioni, almeno 20 giorni prima dell’assemblea e può essere consultato da ogni associato. L’eventuale avanzo di gestione deve essere reinvestito a favore delle attività istituzionali previste dal presente statuto.

Il bilancio preventivo è approvato dall’assemblea generale ordinaria con voto palese o con le maggioranze previste dallo Statuto.

Il bilancio preventivo è depositato presso la sede del Comitato, almeno 20 giorni prima dell’assemblea e può essere consultato da ogni associato.

Art. 19 MODIFICHE STATUTARIE

Questo statuto è modificabile con la presenza dei due terzi dei membri ordinari dell’associazione e con voto favorevole della maggioranza dei presenti. Ogni modifica o aggiunta non potrà essere in contrasto con gli scopi sociali, con il Manifesto di Sì alla famiglia e il Regolamento interno e con la Legge italiana.

Art. 20 SCIOGLIMENTO DEL COMITATO

Per deliberare lo scioglimento del Comitato e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i tre quarti degli membri convocati in assemblea straordinaria.

L’assemblea che delibera lo scioglimento del Comitato nomina uno o più liquidatori e delibera sulla destinazione del patrimonio che residua dalla liquidazione stessa.

La devoluzione del patrimonio sarà effettuata con finalità di pubblica utilità a favore di associazioni di promozione sociale di finalità similari.

Art. 21 DISPOSIZIONI FINALI

Per tutto ciò che non è espressamente previsto si applicano le disposizioni contenute nel codice civile e nelle leggi vigenti in materia con particolare riferimento alla legge 7 dicembre 2000 n. 383.