TAR: IL PREFETTO NON PUÒ ANNULLARE LA TRASCRIZIONE DI NOZZE GAY. UN PRIMO COMMENTO

Pubblichiamo, recuperandola da Ansa, la notizia che segue:

http://www.ansa.it/lazio/notizie/2015/03/09/tar-trascrizioni-nozze-gay-annullate-solo-da-tribunali-_0baadcf6-c260-43cd-a026-f27aa6f2b64c.html

 

Ecco un primo commento di Sì alla famiglia, in attesa di leggere la pronuncia richiamata:

 

 Al di là del giubilo espresso dai sindaci interessato, la nota del Segretariato generale della giustizia amministrativa rende chiaro che, secondo l’ordinamento italiano, i registri contenenti la trascrizione delle nozze fra persone dello stesso sesso sono illegittimi: la disciplina del matrimonio appartiene alla competenza esclusiva dello Stato, anche quanto al riconoscimento degli effetti nel nostro ordinamento di nozze celebrate fuori dai confini nazionali. Quindi i sindaci di Bologna, di Milano e di Roma hanno torto ad averli istituiti. Anche più giudici ordinari hanno ribadito questo concetto, come su questo sito si è ampiamente documentato; si pensi al decreto del Tribunale di Milano del 17 luglio 2014° della Corte di appello di Firenze del 24 settembre 2014. Il sindaco non è soltanto il capo del Comune, è pure ufficiale di governo per materie delegate alla sua competenza, la cui disciplina appartiene però alle leggi nazionali: matrimoni e registri dello stato civile rientrano in tale ambito. Quel che non si comprende nella nota del Tar è la conseguenza: perché non dovrebbe spettare al ministro dell’Interno, che rappresenta il governo in questa materia, intervenire sull’“ufficiale di governo” quando costui esce dall’area di propria competenza? Si vuol dire che, pur avendo il titolare del Viminale ragione, questa ragione deve dargliela di volta in volta un giudice? Se così fosse sarebbe singolare e non in linea con l’ordinamento.