UNIONI CIVILI: DISCUSSIONE IN COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO DEL 26 NOVEMBRE 2014

Nella seduta del 26 novembre della Commissione Giustizia del Senato è proseguita la discussione del disegno di legge sulle unioni civili. Al termine, si è deciso di procedere ad audizioni, su indicazione dei gruppi. Successivamente si deciderà il testo-base da adottare, sul quale proporre gli emendamenti.

Legislatura 17ª – 2ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 166 del 26/11/2014

 

GIUSTIZIA (2ª)

MERCOLEDÌ 26 NOVEMBRE 2014

166ª Seduta

Presidenza del Presidente

PALMA

Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Ferri.

La seduta inizia alle ore 14,05.

 

IN SEDE REFERENTE

(14) MANCONI e CORSINI. – Disciplina delle unioni civili

(197) Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI ed altri. – Modifiche al codice civile in materia di disciplina del patto di convivenza

(239) GIOVANARDI ed altri. – Introduzione nel codice civile del contratto di convivenza e solidarietà

(314) BARANI e Alessandra MUSSOLINI. – Disciplina dei diritti e dei doveri di reciprocità dei conviventi

(909) Alessia PETRAGLIA ed altri. – Normativa sulle unioni civili e sulle unioni di mutuo aiuto

(1211) MARCUCCI ed altri. – Modifiche al codice civile in materia di disciplina delle unioni civili e dei patti di convivenza

(1231) LUMIA ed altri. – Unione civile tra persone dello stesso sesso

(1316) SACCONI ed altri. – Disposizioni in materia di unioni civili

(1360) Emma FATTORINI ed altri. – Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso

– e petizione n. 665 ad essi attinente

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta di ieri.

Il senatore MINZOLINI (FI-PdL XVII) sottolinea il gap sussistente tra politica e società rispetto alla tematica in questione. Precisa in particolare che a fronte di un’evoluzione culturale nella materia dei diritti degli omosessuali, riscontrabile in ambito sociale, la politica troppo spesso si è arroccata su posizioni ideologiche, inadeguate e inopportune.

Tale orientamento ha determinato, da un lato, il tentativo di recuperare il tempo perduto, dall’altro un’accelerazione eccessiva che rischia di determinare errori ed incongruenze.

Fermo restando che il punto centrale della materia in questione è quello della tutela dei minori – che riveste una valenza prioritaria, specie in relazione alle adozioni – è in ogni caso opportuno che le scelte e le decisioni, sulla tematica oggetto dei disegni di legge in titolo, non siano ispirate da logiche di schieramento, ma solo dalla libertà di coscienza dei singoli parlamentari.

Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) rileva preliminarmente che nella materia de qua sussiste la necessità di un intervento legislativo, anche alla luce delle recenti sentenze della Corte costituzionale che – nel riconoscere i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio – inquadrano tuttavia le coppie conviventi nell’ambito delle formazioni sociali di cui all’articolo 2 della Costituzione.

Il testo unificato proposto presenta talune criticità, tra le quali va in primis sottolineata quella conseguente alla distinzione tra la disciplina delle unioni civili e quella delle coppie di fatto, distinzione inutile e inopportuna.

L’introduzione di un cognome dell’unione civile tra persone dello stesso sesso – prosegue l’oratore – è del tutto incongrua. Parimenti risulta erroneo e inopportuno il riferimento, contenuto nel nuovo articolo 143-bis del codice civile – richiamato all’articolo 2 comma 2 dello schema di testo unificato – allo “stato vedovile”.

Riguardo all’articolo 3 del predetto schema, osserva che l’esclusione dall’ambito applicativo della normativa in questione del solo articolo 6 della legge n. 184 del 1983, in materia di adozione – anzichè dell’intera disciplina di tale legge – può aprire implicitamente la strada – a titolo esemplificativo – all’applicazione dell’articolo 44 della predetta legge, relativo all’adozione in casi particolari.

Riguardo all’articolo 6 dello schema di testo unificato, l’oratore rileva poi che la possibilità di sciogliere le unioni civili anche per decisione unilaterale comporta l’indebita introduzione, nell’ordinamento italiano, di una vera e propria ipotesi di “ripudio”. Da questo punto di vista, appare contradditorio che l’articolo 6, comma 2, richiami le disposizioni su divorzio e separazione.

Il senatore Caliendo rileva che la possibilità di designazione – prevista all’articolo 10 dello schema di testo unificato – del convivente quale rappresentante con pieni poteri per le decisioni in materia di salute, in caso di sopravvenuta incapacità di intendere e di volere, comporta l’introduzione di un diritto non compatibile con l’ordinamento giuridico, atteso che tale scelte devono spettare solo al titolare, e non riconosciuto neppure nell’ambito della famiglia legittima.

L’oratore esprime infine una decisa critica in merito alla facoltà, prevista nell’articolo 14 dello schema di testo unificato, di stipulare patti successori in deroga al divieto di cui all’articolo 458 del codice civile.

Il senatore Caliendo conclude il proprio intervento sottolineando l’opportunità di un’ulteriore riflessione in merito allo schema di testo unificato in questione, attesi i profili di criticità riscontrabili riguardo allo stesso.

Il PRESIDENTE invita i rappresentanti di tutti i Gruppi a proporre per le vie brevi i nominativi di coloro che si intende debbano essere auditi e avverte che, dopo lo svolgimento delle audizioni, la Commissione potrà effettuare la propria scelta conclusiva in merito all’adozione del testo unificato, predisposto dalla relatrice, come testo base per la presentazione degli emendamenti.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.