VOUCHER BABY SITTING: QUESTION TIME ALLA CAMERA

Pubblichiamo la question time discussa alla Camera il 26 novembre fra l’on. Raffaello Vignali (Ncd) e il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, avente per oggetto l’estensione del vaucher baby sitting, cioè del contributo riconosciuto alle donne lavoratrici per i primi mesi di vita del bambino. Come emerge dalla discussione, la misura si è rivelata e si conferma troppo limitata quanto a platea di destinatari.

***

XVII LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell’Assemblea

Seduta n. 339 di mercoledì 26 novembre 2014

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROBERTO GIACHETTI

 (Iniziative finalizzate a estendere alle lavoratrici autonome la fruizione del cosiddetto voucher baby sitting – n. 3-01182)

PRESIDENTE. L’onorevole Vignali ha facoltà per un minuto di illustrare la sua interrogazione n. 3-01182, concernente iniziative finalizzate a estendere alle lavoratrici autonome la fruizione del cosiddetto voucher baby sitting (Vedi l’allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

RAFFAELLO VIGNALI. Signor Presidente, questa interrogazione riguarda un tema che è ben presente al Ministro: nel 2012 si è previsto, per il triennio 2013-2015, la possibilità per le lavoratrici madri dipendenti di richiedere, al termine del congedo di maternità, un voucher, in alternativa al congedo parentale.

La misura risulta oggi scarsamente utilizzata: a fronte di potenziali 11.111 beneficiari, solo 3.762 lavoratrici, secondo dati Inps, sono state ammesse al beneficio.

Il Ministro ha risposto in aula qui, proprio ad un question time, il 29 ottobre, annunciando che sui voucher baby sitting si stava preparando un decreto che raddoppiava il voucher.

Chiudo brevemente: dal nuovo decreto però parrebbero escluse le lavoratrici autonome e questo porrebbe, io credo, delle discriminazioni e quindi la richiesta è di sapere quali iniziative si intenda mettere in atto.

PRESIDENTE. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.

GIULIANO POLETTI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Onorevole Vignali, in effetti ho risposto su questo tema in un precedente question time.Nei fatti noi siamo di fronte al dato che la legge n. 92 del 2012, la legge cosiddetta Fornero, prevede per gli anni 2013-2015 la possibilità di concedere questi voucher alla madre lavoratrice, al termine del periodo di congedo di maternità e per gli 11 mesi successivi, in alternativa al congedo parentale. Il congedo parentale di 11 mesi, previsto dall’articolo 32, è riconosciuto esclusivamente ai lavoratori dipendenti. Ne consegue, secondo l’interpretazione letterale dell’articolo n. 24, lettera b), della legge n. 92 del 2012, che il voucher può essere riconosciuto esclusivamente alle lavoratrici dipendenti.

Questo punto per dire che la scelta adottata dal decreto ministeriale citato dall’onorevole Vignali e che oggi è alla Corte dei conti per la registrazione, questa scelta di riconoscere il voucher esclusivamente alle lavoratrici subordinate private e pubbliche, escludendo quindi le lavoratrici autonome, non è dipesa dalla volontà del Governo, ma è imposta da un vincolo di legge.
Considerato tuttavia il carattere sperimentale di questa misura di sostegno, all’esito delle verifiche dei risultati del suo impiego sarà valutata l’opportunità e la possibilità di estendere la misura ad altre categorie di lavoratrici, ovviamente nei limiti in cui ciò è compatibile con le risorse di finanza pubblica.

Ricordo ancora, a proposito, che nel jobs act vi è un intero capitolo dedicato al tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, che vede coinvolte in vari modi anche le lavoratrici non subordinate e prevede, ad esempio, l’introduzione del tax credit quale incentivo al lavoro femminile per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori o disabili non autosufficienti e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito individuale complessivo; come pure, più in generale, un’opera di ricognizione delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, ai fini di poterne valutare la revisione per garantire una maggiore flessibilità dei relativi congedi obbligatori parentali, a favore così delle opportunità di conciliazione.
In conclusione, mi preme di fornire rassicurazioni circa il fatto che il tema dell’interrogazione è presente al Ministero che rappresento ed al Governo e vi è l’intenzione di studiare e di promuovere al riguardo adeguate iniziative.

PRESIDENTE. L’onorevole Vignali ha facoltà di replicare per due minuti.

RAFFAELLO VIGNALI. Signor Presidente, sono parzialmente soddisfatto della risposta.

Conosco bene il Ministro Poletti e so benissimo che intende risolvere questo problema. Tuttavia, credo che, in questo Paese, sia ora di smetterla di considerare lavoratori solo i dipendenti. Occorre che iniziamo a pensare che sono lavoratori anche gli autonomi e anche gli imprenditori: credo che siano lavoratori a tutti gli effetti. Le norme ci sono, sono fatte in un certo modo ma si possono anche cambiare. E credo che su questo dobbiamo arrivare ad una parità assoluta tra lavoratrici dipendenti e lavoratrici autonome. Ed evidentemente vale anche per i maschi su altri temi perché i lavoratori autonomi non possono più essere considerati in questo Paese, come sono stati per troppo tempo, figli di un Dio minore.

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01182

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17

Seduta di annuncio: 338 del 25/11/2014

Firmatari

Primo firmatario: VIGNALI RAFFAELLO
Gruppo: NUOVO CENTRODESTRA
Data firma: 25/11/2014

Destinatari

Ministero destinatario:

  • MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 25/11/2014

Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01182

presentato da

VIGNALI Raffaello

testo di

Martedì 25 novembre 2014, seduta n. 338

VIGNALI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

l’articolo 4, comma 24, lettera b), della legge n. 92 del 2012 ha previsto, per il triennio 2013-2015, la possibilità per le madri lavoratrici dipendenti di richiedere, al termine del congedo di maternità e in alternativa al congedo parentale, un contributo di 300 euro mensili per l’acquisto di voucher e per i servizi di baby-sitting e asili nido pubblici o privati;

la misura risulta ad oggi scarsamente utilizzata, come testimoniano le poche richieste pervenute: a fronte di potenziali 11.111 beneficiari, solo 3.762 lavoratrici, secondo dati Inps, sono state ammesse al beneficio;

il 29 ottobre 2014 il Ministro interrogato, rispondendo in Aula alla Camera dei deputati ad un’interrogazione a risposta immediata, ha annunciato che sui voucher babysitting è stato predisposto un decreto ministeriale con i nuovi criteri, che prevede, tra l’altro, sia l’aumento dell’importo dei voucher da 300 a 600 euro mensili, sia l’estensione del voucher anche alle lavoratrici del pubblico impiego;

dalla misura risultano, quindi, escluse le lavoratrici autonome a fronte di esigenze di tutela e sostegno in materia di conciliazione dei tempi di vita, di cura e di lavoro, analoghe a quelle delle lavoratrici dipendenti;

tale situazione crea una situazione di discriminazione censurabile anche sul piano della legittimità costituzionale, alla quale è necessario porre rimedio estendendo il voucher baby-sitting anche alle lavoratrici autonome, in modo da offrire pari dignità ed opportunità a tutte le lavoratrici, comprese le donne imprenditrici nella loro duplice veste di imprenditrici e di madri –:

quali iniziative, anche di carattere normativo, intenda adottare per porre rimedio a tale ingiustificata discriminazione, consentendo che anche le lavoratrici autonome possano usufruire del voucher baby-sitting. (3-01182)